Mi vesto di pazienza
mentre il tempo trascorre.
Mi ripeto sempre le stesse cose…
Mi ascolto e divento piccola piccola.
Prendo tempo
per guardarmi dentro,
perdo il filo dei pensieri.
Ho bisogno di tempo
per ricordare
la cosa piu’ importante
il bisogno di essere
me stessa
di ascoltarmi.
Quando sarò stanca
allenterò il passo.
Un giorno comprenderò
che cosa mi spinge
a capire la gente.
Sopravvivo
nonostante i miei errori.
Ho scelto la mia strada
nonostante il tempo,
non l’ha fatto per me.
Aiutami a camminare,
aiutami a credere ancora
che un giorno
riceverò un sorriso per me.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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donna alla finetsra
Scrissi nelle pieghe del tempo.

Scrissi di te, di noi,

del nostro grande amore.

Sfidò le ire dei padri,

i padri si spensero

poi ti spegnesti tu,

il tempo continuò indisturbato la sua corsa

in un mondo insanguinato e capovolto

dall'intolleranza e dal peccato.

Rimasi sola

a osservare lo sfacelo dei valori

Con me rimase solo il tempo

del pianto e dei ricordi.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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Dei fiori
che hai portato
non sento
il profumo di un tempo
ma ascolto il racconto
dei ricordi
guardo sopire
pietre scolpite
ascolto sussurrare
nelle notti
il vento di neve
la tua aria mi ripara
allontana il nemico
che dentro
questo spazio angusto
scava stanze cieche
cunicoli senza uscite
dove osservo
sparire come lampo
come acqua da lavandino
l'umana voglia
d'esser qui
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 15-06-2014

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Via scolorita 
dalle curve tornite

bruna e  memore
di fame  e mani rugose.


Voce  di donna
 orlata dalla fatica
 al profumo di lanterne d'olio,iuta e 
spighe di grano.


Cirri tiepidi  hai sulle gote
 seni 
 prosperi di miele 
deserti   gradini di pietra e

ombre  nei vecchi portali.

Ricordi i  gessetti polverosi di campane al sole?
 Ricordi i giochi di bimbi e urla festose?

Oggi il  tempo si posa 
sulle mura scrostate  

mentre piccole lanterne passano
mute di voce.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ho levato una corona di spine,
finalmente libera sono,
ora tento un nuovo destino
seduta su di una panchina,
mentre vedo passare la mia vita,
e ricamo fiori sulla pelle
per mettere in fase anche il cuore.
Non venderò più il mio tempo
a chi lo vuole mangiare con
bocche false e amare.
Sorvolo piano i tetti delle case lontane
e i miei passi si perdono
dentro ad un flamenco
ornato di luci e stelle,
rimangono ancora tante cose
da dire e da fare.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Sciami di stelle al debutto
velano la luce della luna
a me che aspetto solo comete,
a me che mi ostino a inseguire
le scie del passato,
le chiome dell’oggi,
i traccianti del futuro.

Tardano, i miei astri.
Forse svolazzano,
ubriachi d’inebrianti fantasie
marcite nel cuore d’impaziente poeta.

Del giorno che sta per arrivare,
io non guarderò l’alba questa volta,
né il carrubo sulla collina.

Questa volta
non mi farò bruciare dal sole.

Schiverò la giostra dell’anima
ma quando arriverò al mare
sarò ancora malato.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Vi racconto la mia storia

senza lagna e senza boria.

Orfano di padre in adolescenza,

per disgrazia

e di madre, d’esser madre

presto sazia.

Notti senza luna

e giorni di sola bruma.

Dentro certo rabbia

e annientamento, e scorie

ma anche l’anima

di un cantastorie.

Se tenebra per la notte è più opportuna,

è l’ombra dei giorni che li accomuna.

E in un’isola lontana del

cuore, in una landa fuori mano

lo spirito sedulo

dell’artigiano.

E se l’ombra la notte accomuna

al giorno, nel buiore vi è lacuna.

Ecco perché in quelle notti

senza luna

ho il dovere di adottare

le parole una ad una.

Ma per mia fortuna

nei giorni senza stella alcuna,

a quel menestrello armato di piuma

è riuscita di sovente l’impresa

di diradare la bruma.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Vorrei toccare il fondo e risalire

ma è così dura che sembra di non riuscire mai

e questa corsa infinita che mi spinge a ripartire

è una vita che non spiega –mentre corri- dove vai.

 

Giostre antiche, si cancellano i miei sogni.

Sacrifici e solitudine nelle gnosi dei “perché”

io che ascolto quelli che non son stati mai bisogni

e questo tempo, che riempie -di desideri e vuoto- un altro me.
 

Perduta, tra la noia e l’immondizia, la mia coscienza cerca te.

 

Sarà vero che la vita poi ripaga?

Stringendo i denti, torneranno i conti del rispetto verso sé,

rischiando tutto il cuore, perché è dentro -qui- a quest’anima che affoga,

e ha rinunciato troppo spesso, scambiato per una inutile manciata di cliché

divorando in silenzio, settimane private del senso delle cose che più adoro

il tempo non mi compra e non mi degna di un caffè,

ma non è tardi e gli occhi ancora mi brillano come l’oro

mentre rubano dall’orizzonte un po’ di spazio anche per me.

 

Tutta la vita che ho lasciato per la strada

e quelle volte che non ho pensato che…

Non sono mai abbastanza grandi i sogni

oltre le paure un po’ di spazio ancora c’è.

 

Sarà vero che la vita poi ripaga?

Stringendo i denti, torneranno i conti del rispetto verso sé,

rischiando tutto il cuore, perché è dentro -qui- a quest’anima che affoga,

e ha rinunciato troppo spesso, scambiato per una inutile manciata di cliché

divorando in silenzio, settimane private del senso delle cose che più adoro

il tempo non mi compra e non mi degna di un caffè,

ma non è tardi e gli occhi ancora mi brillano come l’oro

mentre rubano dall’orizzonte un po’ di spazio anche per me.

 

Un po’ di spazio anche per me.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Lame di luce
cercano spazio
dietro sorrisi smorzati dal pianto,
scorre velocemente la vita
senza guarire le ferite,
lasciando strascichi e ricordi,
appigli incandescenti
feriscono le giornate fredde e buie,
lame di luce
cercano spazio
fra pianti e sorrisi.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Nei segmenti paralleli d'una strada in foglie
ancora ti scorgo curva del mio tempo.
Di quello che non fu che faccio di zaino in spalla
con accenti brevi -grevi- di passo scalzo e svelto.

La tirannia onirica mi preme al suo guardare
e non ho acqua per palpebre caduche e battenti
quasi a schiarire l'ultimo secchio d'acqua



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Profilo Autore: Aita Carla  

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Cammino silenziosa ad ascoltar un canto
che eloquente s'aggira nella festosità del prato e
tu silenziosa sei accanto,
odo la voce che suadente si confonde
disperdendo in sfumature di vento,
ecco un fior fa capolino e sorridendo al cielo
china la testa gloriso nella mia mano per farsi accarezzare..
Oh che dolor strapparti dallo stelo,
il cuor piange e mille note si fan canzoni tristi,
un altro fiore, ed un altro ancora,
fin stringer un mazzolin di fiori,
dal profumo primaverile e
donarli al mondo come trofeo,
empir cuori di colori e
profumi per farli sussultar d'amore,
ed uno donarlo a te;Madre.
Lo so è un bel sogno e vorrei sognare,
sei accanto a me, nel prato dell'amore a
raccogliere fiori e farne a me dono d'amore..
Madre noi, in questo prato e questo cielo
ci scambiamo i nostri mazzolin di fiori!
ppp
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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Mi guardo da ogni prospettiva
e da ogni angolo
affiora un particolare,
come un fantasma
che spunta dietro alla tenda,
un'ombra nuda
che sveste questo corpo di carne,
futura frattaglia.
Ma ci sono spazi ciechi
in cui l'occhio non arriva
e il cuore fatica,
per timore suppongo.
E quando credo di conoscermi
non vedo più nulla
di quello che credevo essere me.
Come è difficile
scoprirsi estranei ed ostili
al proprio stesso nome.
E capire che l'essenza
rifugge l'apparenza.
Inutile ogni sovrastruttura,
e più vana ogni difesa.
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Profilo Autore: Sabyr  

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Pioggia d’autunno scende dentro di me
la mia tristezza rasserena
pioggia d’autunno cade dentro di me
all’improvviso e all’improvviso s’arresta
il peso dei ricordi  è rimasto dov’era
nella stazione caliginosa.
La mia tristezza non mi fa soffrire

Non prendo nulla

Il mio ritorno   là

Luminoso e gaio

domani sarà il mattino.

 

 

 

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Profilo Autore: sossio  

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aaa

Stratosferiche figure appaion silenziose,
in riflessioni doppie d'immagini ridotte,
danzano agli occhi ombre e luci a
crear il fascinoso bel vedere..
Son stralci di velluto lassù nel cielo,
intessuto di pregiata seta,
stampo natuarale che
nell'acqua specchia la beata essenza..
In vorticose danze e mormorei colori a
stilizzar artistiche sfumature
lasciando al fiume l'estesa calma in riflessione astrale.
Ombre cadenti ai lati della terra si fan belle e penetranti
celano nell'acqua senza bagnarsi,
fascino regale ad indossar corona..
A risvegliar l'incanto agli occhi riverbero di pace,
ove tutto tace a compattar flusso vitale..
Ad incantar son similari figure a
s
pecchio seducente per svanire giocose e
disperdersi in gocce di rugiada..

Oh specchio il fiume t'onora ad intesser la vita due volte..


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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Iersera un insigne collega poeta

mi ha dato lo spunto per questa ballata

che ha origine in una taverna desueta

al cicaleccio di una matita spuntata.

Non lascerò che il lavoro interferisca

con il bere, nel modo più assoluto

per non privare il vino

della gioia di essere bevuto.

Iersera parlando al lume fatiscente

che sosteneva di essere lui il gerente

dicevo che non penso di essere saccente

nel poter esser un poeta, ma senza entente.

Non lascerò che il lavoro interferisca

con il bere, in modo più assoluto

per non privare il vino

della gioia d’essere bevuto.

Alfine ero sobrio di pensieri che la bottiglia

mi ha dato modo di trovare, e senza briglia.

Dentro lo spirito di un uomo che bisbiglia…

Insieme al vino, calano le ciglia.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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