Passeggiando nella notte,
il buio attraversa il respiro...
nei sentieri di valli incantate
ove sfoga il lamento del cuore.

Resto qui... sacrificandomi;
t'ho donato l'anima mia trafitta,
invano, or la cerco dentro alla tua,
ma il cancello è chiuso a chiave.

Di dolore è questo manto,
nella nebbia il corpo giace,
nella gola un urlo non tace,
e rientro nel mio inferno.

Questa sferza sa di niente
in confronto agli occhi tuoi,
che straziano la mia esistenza
per averli chiusi per sempre.

Or riposa mio dolce amore,
tra le mie braccia e nel sonno tuo
indelebile resta la nostra poesia
con la parola fine nell'ultima strofa.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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I segni sulla tua pelle, 

il sogno che svanisce in un lampo,

 e le meteore che colpiscono all'unisono,

il centro stesso della mia consapevolezza; 

mentre minute gocce brunastre cercano l'infinito,

e la transazione di vita ricomincia, 

muta, 

come sorgente che sgorga dalla terra dove nessuno la osserva.

Io leggo le rune sui tuoi polsi di un senso oscuro,

 che solo alla lampada della follia potranno essere davvero svelate.

Io sento la Babele degli anni andati e a venire,

 che soffia sulle tue ferite ancora aperte.

Io vuoto le mie tasche nelle tue mani eppure restano vuote, 

come una diga che argina un mare.

E se mi chiedi cosa vedo io ti dirò solamente ...

vedo una vita che scorre, 

che è trascorsa e che ancora domani, 

scorrerà !

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Profilo Autore: Massimo Palladino  

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Anime su anime
il suo spirito magnanimo
lui libero ma sempre legato, un magnete
non poteva stare senza, come l'acqua e Talete
quella nebbia che
li risciacquava, li confortava
quasi come fa un  variopinto arcobaleno
non funzionava un cazzo, come in un triangolo scaleno
Lei ci andò per aprire gli occhi e scordarsi il passato
per non avvertire il tempo ed i suoi rintocchi
camminava senza sosta lungo il lungo litorale
quasi scordandosi perché era perseguita dal male
sola al tramonto, scriveva una lettera minatoria che
avrebbe solo dovuto imbucare la giusta cassetta della posta
la scrivette col sangue. sperando di rimanerne senza 
lui la ricevette tardi, troppo tardi, non colse la giusta lenza
Lei la vita si tolse a Barcellona
aspettando una nuova alba di persona
non avendo alba di come si ricominciasse a respirare
rimasero solo Lei e un raggio di sole, l'ultimo dei raggi
dimenticandosi di averle donato un cappio, lui fuggì lontano
dopo l'omicidio crebbe in lui la capacità di ferire
ed in Lei di morire
La trovarono su un divano
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Profilo Autore: Ruben Londero  

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…poi un eroe travestito da ragazzo

si affaccia lassù sugli scogli:

 

le mani in tasca,

camicia bianca aperta sul petto,

ai piedi un paio di nike.

 

È luglio in quel momento

il libeccio ha spazzato la spiaggia,

lontano da casa

lui guarda il mare

a Baratti...

 

-Ecco entra in scena la ragazza che grida,

ecco che viene vicino lo tocca sul braccio

gli indica un punto tra le onde-

 

Il ragazzo si toglie le scarpe,

tira fuori dai jeans due gambe robuste

-non basteranno...-

 

L'orologio lo slaccia di fretta

rimarrà sulla spiaggia per tutta la notte…

 

 

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Profilo Autore: Tea  

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"Tu,
oh uomo!
Amante della vita,
geloso della morte,
simile al prato
dai rapiti fiori,
inorriditi dolori."
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Profilo Autore: Il Viandante  

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Davanti ad una pagina bianca resta 
indelebile, impressa in chi guarda.
Con silenzio suona nell'ascoltatore:
non la smuove un grido irrazionale,
poiché non sente chi non ha fil di voce
nondimeno pesa ineluttabile
come macigno sull'animo umano.
Nelle viscere si annida crudele,
parassitico malessere profondo;
ambigua febbre d'angoscia manifesta
vana è la felicità per guarirla.
Imperatrice, i due regni accorda
e al disperato gesto dà un senso.
Giustifica chi lontano da lei sfugge:
il suicida, sfinito di galleggiare
nel grigio opprimente del vacuo nulla,
abbandona l'esistenza e la morte,
insieme cauto e avventato,bacia.
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Profilo Autore: Franciesco  

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"Ti guardo
e crollo,
fisso il cielo
e muoio."
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Profilo Autore: Il Viandante  

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Morte

ritardata

dalla vita

è 




Nell’arrivo

e nel dopo

l’aldilà

a me

stanco

come un coro

di voci mancante

che con

del silenzio 

il lungo sibilo

mi bisbiglia

per eternità

afflitte

si preannuncerà




Morte ritardata dalla vita

è

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Profilo Autore: Lipare  

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L’infinito mi duole

con alle spalle

la Vita

Il cielo sopra me

si fa notte

morendo

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Profilo Autore: Lipare  

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Finalmente l’odio tace

la guerra riposa

e la corona di spine

non fa più male.

Ora rose rosse

adornano il muto petto.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Scende, caldo, sulla pelle
il rosso vivo, ancor pulsante.
Conficcate spine di rovi 
emergono selvatiche...
molestano l'udir di lupi
dal canto cullante alla luna.
Nebbia tra lapidi infette...
affligge il respiro affannoso.
Foschia tra rami invecchiati
percuote occhi di veleno.
L'attesa, gli istanti, son fermi...
il tempo nel limbo non esiste. 
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Assiduamente io ti cerco...
ti cerco... in un ricordo lontano 
dove perdo la strada del ritorno, 
consapevole dei graffi sull'anima 
e le lame piantate nel cuore. 
Ma non finisce la mia corsa, 
continuo a cercarti dove mille volte 
t'ho già cercato e non t'ho mai trovato. 
Poi torno li, in quel luogo e piango... 
piango pregando e tu non ci sei
ad asciugare tutte queste lacrime 
che bruciano perennemente il viso.
E capisco, che non sei più materia
ma sei qualcosa che s'è fuso 
dentro di me... e lo stesso ti cerco
in ogni mio frammento d'anima. 
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Ed è accaduto tutto in un istante

Quando il respiro si è fatto fame

E sui tuoi occhi è sceso un velo bianco

Senza più forza sul tuo volto stanco

Tutti quei giorni ad aspettarne uno

Ed ogni giorno era una discesa

Mentre la vita ti lambiva appena

L’ultimo istante senza più paura

Lo sguardo perso e la tua mano tesa

Ad indicare chi o forse cosa?

Sola ,e noi li intorno.

Sola senza più noi al tuo fianco,

col tuo coraggio dentro quel corpo stanco

lento il tuo andare privo di lamento.

Piano ti ho sussurrato ...mi raccomando

Sii serena,e saluta chi ti sta aspettando.

Sempre e per sempre,

Mamma.

 

 

 

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Tace.E' l'ultima ora.
Vorrebbe respirare
l'aria della via.
E' insalubre.
Grida ma è silenzio.
Solleva il lenzuolo
sul viso sudaticcio.
Anima piena di peccati
si lamenta del domani.
L'ora non è più un'ora.
Un sorriso che è un ghigno
la mano adunca s'allunga.
Una pietosa si posa
nella via i rumori della vita.
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Profilo Autore: Libero  

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E l'epitaffio mente: ''mai nessuno
Potrà scordar il tuo nome e il tuo viso''.
Lo scheletro che un tempo era qualcuno
Ora è nessuno, ingannato e deriso.

Da quella miserabile menzogna
Che è la memoria di chi non ricorda.
L'uomo s'innalza e della gloria sogna
Ma alla sua vanità la storia è sorda.

O tu, il più angosciato tra i mortali
Perché diverso dagli altri animali
Ti fece la madre terra funesta?

Or resto io nel tempo che resta
A ricordar vite d'oggi e di ieri
Qui sulle tettoie dei cimiteri.
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Profilo Autore: Giulia  

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