Non è lo stesso il buio

sulle lapidi bianche 

del nero che torce la schiena dei vivi

come diverso è il sole 

che muove i colori dell'erba 

tra le crepe dei marmi.

Occhi aperti dal tempo

vigilano croci spuntate 

e l'olezzo dei fiori

inchinati alla terra

nel lamento dei morti.

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Profilo Autore: Diego Bello  

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Commenti  

Rita Stanzione*
+3 # Rita Stanzione* 02-11-2017 15:59
Suggestivo il confronto tra il mondo dei morti e quello dei vivi, si avverte una sacralità che avvolge la scena e ci comprende,
mentre cerchiamo di penetrare il mistero. Bravissimo, poeta!
Antonia Vono
+2 # Antonia Vono 02-11-2017 16:55
Versi incisivi, che contraddistingu ono la dualità. Il lamento è silenzioso e doloroso.
Bravissimo!

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