Scucite nell'orlo del fare.

Mare e tramonto.

Rendimi il remo per la riva.

Toglimi di dosso la sabbia.

Scucite allora sono le scarpe

e non fanno

non sanno

dove nel cammino vanno.

Non sanno dove porre orma sull'acqua

che mai di loro rimane umana traccia.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Avevo un padre,

come altri.

E una madre anche.

Come tutti.

Mio padre a uno dei tanti

incroci ha preso la via

che porta al Signore.

Qualcuno li chiama lutti.

E mia madre non so dire

quando, indossato l’abito

dell’astenia ha chiuso la porta.

Lo chiamo uno di quei giorni brutti.  

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Lì dove il fiume si riversa in mare,
col tremore del primo appuntamento,
solitario il vecchio gli piaceva sostare.
Braccia conserte ripiegate al petto,
decoroso contegno, ma scontento.
Zavorra a sabbia fino alla caviglia,
salde le gambe come un monumento.
Dal cappello di paglia a falda tesa,
sporgea lo sguardo fino al fiume,
s’indugiava poi alla distesa,
ove l’acqua si confonde al mare.
Consumava il ricordo di quei tempi,
quando tra pizzi, merletti e lingerie,
aspettava la bella che lavava;
ceppi di vita in fiore rivangava.
Tempesta d’anni, prove e tentazioni,
capricci e dispetti, frutti dell’amore.
A quei giorni di festa si frappone
il sommesso splendore del tramonto,
oggi che giunge conveniente l’ora
di lasciar le seduzioni al mondo
e stendere un velario indifferente
sull’orizzonte che ricorda l’ora.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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Chiederò allo spaventapasseri

di portarmi oltre la maggese

per giocare alla contadina

un tiro scortese.

Perché come il fantoccio, anche

io ho le braccia aperte a tutti

fino a che non mi stancherò

di osservarli, solo, i frutti.

Quando la contadina vedrà i

pennuti intenti a banchettare

si accorgerà tardiva che da molto

era ormai giunto il tempo di arare.

E perché esattamente come lui

io ho smesso i panni degli altri,

ogni volta che la vedrò, guarderò

compiaciuto le orme dei miei passi scaltri.

Ma le impronte delle mie scarpe

sul terreno del suo podere

finiranno per cancellarsi col

passare inesorabile delle sere.

Anche il campo della padrona con il

suo humus ricco di particelle organiche

ha più che mai bisogno, oltre all’aria e

all’acqua, del sole con le sue doti benefiche.

Perché senza la vanga e la semina negli

anni, senza la raccolta e l’irrigazione

la terra sarà sempre più arida, con lo

spaventapasseri verso la riconciliazione.

Ma se come nella favola di Hesse mette

le radici ai piedi, tra gli uccellacci

la villana non potrà che guardarli pungolare,

inerme… come l’uomo fatto di stracci.

Come una piantina che non trova linfa,

se mette le radici al suo passo scortese,

muore… morirà nel cuore trovandosi

tracotante, abituata; abbandonata a maggese.        

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Vorrei più persone come te, 
che mi puoi sostenere
solo con uno sguardo

Due funi che dai tuoi occhi
si aggrappano al mio cuore
di piombo

Ma gli altri quelle funi
le spezzano. 
E torno ad essere niente 
in mezzo a un comico tutto.

Aiutami
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Profilo Autore: Alessio  

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Ricordati di me ,del mio sorriso
quand le stelle testimoni lontane
illuminarono fuggevoli il mio viso.
Ricorda lo sguardo perso
e la mia mano
stretta in un pugno a trattenerti
un attimo in più
fin quando il treno ti avrà per sempre preso.
Ricorderò di te  per sempre
ciò che mai è stato.

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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Racconta film di vita

sceneggiatore quotidiano

di intrecci e fole.

Guitto da periferie di bidonville

ricaccia i dubbi di sé

con affabulazioni

su palcoscenici on the road.

M’offri un caffè?

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Profilo Autore: numerouno  

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Ho lasciato i polverosi archivi…

Perché se guardo il cielo

ha tatuate scie bianche e lucine!

E ho cambiato la mia vita.

Perché il mare è un brodo di dado

condito di Hemingway e tettine.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Pagine adolescenti

giacciono, oscure,

nel suo borgo natale.

Ora si declinano,

al presente,

cronache urbane

in divenire.


Nessuno conosce

chi è davvero

che cerca il senso

e i sogni

svaniti

in fondo al bicchiere.
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Profilo Autore: numerouno  

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Si dice che l'abito non fa il monaco, 
infatti la maschera è un'identità ingannevole
che guarda caso la s'indossa non solo a carnevale. 
No, la mia non è falsa testimonianza, 
è solo un opinione senza malizia
che va oltre la falsa apparenza. 
E non dirmi che non lo sai, 
quasi tutti mentono col senno di poi;
non si tratta di idiozia né di ipocrisia, 
credo sia solo una fervida bugia. 
Tu chiamala come vuoi 
ma non mettere il carro davanti ai buoi
e che ognuno si faccia i fatti suoi... 
Comunque, qui lo dico e qui lo nego, 
il mondo dell'uomo è malato, 
non può attecchire l'onestà 
dove regna l'omertà, 
il potere logora chi non ce l'ha. 
Io son perfetto nel mio vagar distratto, 
mi sento un ipocrita sincero
e delle mie verità anche il contrario è vero. 
Non è un pregiudizio, 
non mi sto basando su un falso indizio, 
sto solo dicendo che viviamo di finzione
dove la parvenza vien prima dell'essenza. 
Anch'io son convinto 
che non è tutto oro quel che luccica, 
la realtà è solo un punto di vista, 
dove il saggio dice basta 
e il cieco prende una svista, 
dove la Donna si sveste e l'uomo si traveste.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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A sera le labbra rosse
in un'aureola di grigi
un serto di rare rose
emerge dall'ombra.

Torna a ponente
l'ultimo bagliore
che mi distrae...

le mani in grembo
morbide incantano...

un fruscio di passi
ruba lieve il silenzio.

Nascosta la luna
regala l'argento
assisa sul tuo sonno.
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Profilo Autore: Libero  

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Quante cose 
dentro questo cielo! 

Oltre le bianche striature
graffiate dai motori c'è un azzurro
carta da zucchero impastato 
da soffici cirri a spirale e
virgole alate.

L'oscillare  della luce sul buio 
è un roteare 
di solitudine e confusione.

E in fondo
sotto quella grande distesa di acqua: 
correnti, pietre e armoniche assonanze. 

Trasparenze cristalline
capovolte d'occhi e
passi di mare sottosopra. 

Risultati immagini per cielo e mare

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Cosa sarebbe la vita senza passioni?

Per me niente.

La passione per una nuotata tra vasche clorate o in acque libere.

La passione per un microfono ed un testo da seguire.

La passione per dei balli di origini lontane pieni di ritmo o sensualità.

La passione per dei numeri e delle formule.

La passione per un testo come questo.

Senza passione la vita sarebbe zero

nessuno nasce imparato e non è detto che arrivi ad un risultato

però la passione porta a continuare a fare qualcosa anche senza risultati

la gara più bella che si possa fare è quella di perseguire le passioni

perché la passione è amore, e l'amore è il motore della vita.

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Profilo Autore: leo maledetto  

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Si nasce per morire

e io muoio,

distillando l'anima

secondo per secondo

minuto dopo minuto

ora per ora

giorno per giorno

anno dopo anno.

Fino alla fine...

E vivrai dentro un alambicco senza saperlo.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili*   Sostenitore del Club Poetico dal 17-11-2017

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Mi capita di pensare a quanto

Artù avesse creduto

alla Tavola Rotonda.

Ti offrivo uno stupido romantico

con il suo cavallo bianco.

Non far che il suono della ghironda

giaccia con la palanca di quella

che una volta era Camelhott,

tra le sue rovine…

Non avrebbe per nulla accettato

Artù di sacrificare neppure

una qualunque delle sue frine.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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