Cammina nell'autunno ancora acerba

mattina di bambini e di pacciame

attorno gonfie viscere – letame -

il male vomitato dentro serba.

 

Il marciapiede scotta di ferocia

il transito singhiozza nella buca

con la foga tatuata sulla nuca

indifferenza è carne che s’incrocia.

 

Adombra il vento un'oasi che acquieta

d’altare assente altrove - dolce grata -

e s’apre al soffio d’alberi la meta

 

come il grido di bile macinata.

Sul sangue della lama sparge seta

e un cordolo di tregua alla giornata.

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Profilo Autore: Diego Bello  

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