Di grano è l’odor di questo pane,                            

di sale quello del mare che amo.                      

Velluto al tatto un petalo di rosa,                        

su seta la carezza al tuo volto.                                 

Oniro e i suoi usignoli - di violini -                            

dolce orchestra a rubare sogni all’alba.                

Lentiggini di fiordalisi a punteggiare                       

prati infiniti di colore e cuore.                                  

Lenta si assapora a tavola la vita,                            

madri e nonne con i piatti fanno a gara.       
                       
Mi chiedo fino a quando si perpetua

il gusto che circonda ogni respiro,

quel senso di bellezza che riduce

ogni apprensione pronta ad annientarci.

Si ride -ora- di chi bollò di credo e razze,

di chi pensava che i confini delle terre

fossero un modo per salvare il mondo

giocando all’odio e a un’altra guerra.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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