Privata del dolore mai sarebbe stata vita,

e quell’incertezza costante che ci pare tanto cruda

in realtà

è il dono in più di una fortuna che non riconosciamo.

Si adora il diavolo, è normale,

pregando un dio per tutte quelle cose che non avremo,

o fingendo compassione tra le mura comode

ed i pasti assicurati dal nostro essere civili:

scambi per cose ovvie che chiamiamo sacrifici.

Seppur non conoscendo la crudeltà di un cielo,

che ruba il posto a tetti bombardati,

né la consistenza di una strada di sassi e schegge

quando a mancare son le scarpe,

crediamo di aver diritto ad una vita

fatta in un certo modo:

un certo modo di normalità e di leggerezze

che non potranno esistere, se si vuol chiamarla vita.

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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