Mi rivolgo a te che sai

navigar cercando fantasie

non venire a stuprar le mie

senza esser invitato.

Coltivo passioni

ove sbocciano armonie

con certezza ho appurato

la tua carente vena

nell'esser fecondo.

A sopperir tal guisa

giri sempre in tondo

a raccattar d'altrui rigo.

Nutro soltanto pena

per te che sfogli il mio quaderno

con sollecita lena.

Non vorrai il tuo giogo

far durar in eterno,

la manina mettila a riposo

ci sono mille spine

nel mio piccolo giardino

nonostante cerchi d'estirparle

sviluppano rigogliose

nell'angolo delle more

proprio laddove

non crescono mai rose.

Riattivando il cervello,

qualche neurone risveglierai a ritroso

potrai riscrivere di questo e quello

che ti pare ma...

sarà frutto del tuo arrovello.

Sapessi quanto è bello

aver cura del proprio orticello

senza altrui calpestio

innaffiato solo ...

Dal proprio rio.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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