Gli angeli ci invidiano

di non sentirsi chiamare papà e mamma,

mentre vegliano da sopra la capanna.

Sembra pensare Giuseppe dal suo posto

vista ala, come impietrito a caldo nella colla.

Così strascicati coi passi accalcati della folla

i miei pensieri, e nei pochi centimetri per le

gambe e di cielo scoperto una lacrima dal volto

di Maria scivola sulle vesti fin all’asfalto

dove la sofferenza appartiene a degli altri angeli.

La raccoglie per sé un magio nella sua grolla

insieme alle altre, intanto sfumatura tra la folla

un pastorello conta le briciole di indifferenza

-ma oggi che è Natale-  tra quelle di pane…

è una signora perbene pure la carezza della fame.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Sui monti 
siamo giunti, 
tra aquile vere. 
Noi, AQUILE RANDAGIE, 
boyscouts che lotteremo
per soprusi, per la libertà. 

Libertà che la guerra
stenta a ridare, 
mentre l'amore
si nasconde, 
tra pietre spesso 
tinte di rosso...
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Profilo Autore: Morgana  

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arton2972.jpg
                                                                                Un altro giorno di furia al confine con la Siria,
una preghiera a singhiozzi si propaga nel buio
tra le urla di terrore di chi ha perso tutto, anche se stesso.
Macabri souvenir disseminati in distese di macerie
tra mine inesplose pronte a ferire.
La disperazione affoga nel dolore,
un tramonto insanguinato si arrende all’inferno
in quel deserto di sabbia rovente e tagliente.

Figlio mio, anima innocente,
il vuoto nei tuoi occhi è struggente, disarmante.
Non c’è Sole né primavera nel tuo cielo di bambino,
umiliato e tradito da un vento assassino.
Sei un fiore che appassisce
nel pieno del suo splendore,
un sogno che svanisce in un boato di guerra
tra spari ed urla che scuotono la terra.

Che disgrazia esser nati in un posto
che al tempo fu la "Terra promessa",
una promessa mai mantenuta... nella terra di nessuno.

Chiudi gli occhi figlio mio, chiudi gli occhi!
Non guardar la follia politica e religiosa
che pretende l’Eden con armi infernali,
non guardar la fuga vigliacca
di un demone ben mimetizzato
circondato da scalpi e filo spinato.

Chiudi gli occhi figlio mio, chiudili per sempre!
Ti aspetterò a braccia aperte in un’altra dimensione,
con l’esercito della pace armati d’infinito amore.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

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Giunto da lontano 
troverai una giungla
d'asfalto ad aspettarti.

Samir, dagli occhi 
di cerbiatto e la pelle
ambrata,
dovrai 
scordare giochi
tra palme
e sabbia, soffrirai 
in un paese ostile. 

Samir,
senza più 
patria,
imparerai
a contare solo su 
te stesso,
lascerai 
i tuoi sogni
nascosti
tra gabbiani:

forse un giorno
li ritroverai...
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Profilo Autore: Morgana  

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Pei campi rurali
Va' la plebe ai locali
Ghisa pesa sulle spalle
Le signore col lo scialle
Ove Eolo soffia.

Pei campi divini
I bimbi coi cestini
Bombe di mirtilli scendono
Proiettili di fragole crescono
Ove Giove innaffia.

Pei campi bui
Si ruban mazzi altrui
Briscola per anziani
Denaro per villani
Ove Ermes graffia.

Pei campi lacrimati
Dormon scomposti gl'amati,
Le signore, gli anziani,
I bimbi e i villani,
Ove Febo battisoffia.
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Profilo Autore: Carboluka  

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Non più viali alberati
e colorati di palme d'oro
e fiori tropicali, non più 
moschee candide
e palazzi di fiaba. 

Il Paese incantato
non esiste più, ma
macerie e sangue, 
tra superstiti che 
affranti, invocano
invano la pace.
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Profilo Autore: Morgana  

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Nero lucente 
la mia pelle, 
Nero lucente 
la speranza...
VADO errante per
paesi ostili, 
con nostalgia chiusa
a chiave, assieme 
a dolore. 
Nero lucente il mio 
essere, tranne questo
cuore, rosso come 
il tuo...
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Profilo Autore: Morgana  

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Ascoltami, Signore,

quando non ti parlo tanto per parlare

o per propormi a Tua misericordia,

quando le parole diventano preghiere

nel mentre intere arrivano stremate

dal profondo di questo benedetto cuore

che una volta almeno io dovrò scrutare

per vedere se davvero è solo rossa carne.

 

Ascoltami, Signore,

e fa niente se stasera, solo questa sera,

ti toccherà distrarre gli occhi dalle bombe,

da umane tristezze e solitudini perenni,

da ammalati e peccatori sfortunati,

dagli eminenti Tuoi ministri ingrati,

da acque e valli condannate alla deriva,

dalle dieci Leggi che si pensava eterne.

 

Ascoltami, Signore,

poiché le guerre, adesso l’ho capito,

sono anche dentro chi si sente immune,

stanno annidate tra quelle polveri sputate

dall'inno a certa presuntuosa convinzione

d’esser lui capace a detener giustizia e pace.

Io che ti parlo sono solo in mezzo a tanti, soli,

e insieme agli altri attendo un tuo segnale.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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L’alba

sulle code sgualcite degli eroi

fuori dagli uffici di collocamento,

saranno persino disposti a pesarcela

al costo di un francobollo.

Da questa vita non più nostra

ci affrancheranno le sere di pane

raffermo alla poesia dell’acqua

del rubinetto sulla tavola, da anziani

rigettati in stanze di miseria.

Nei giorni saranno questi i supereroi,

e i poeti incapaci di lasciarsi amare.

Entrambi però

predisposti ad amare fino

a farsi sanguinare il cuore.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Spari e boati vicini,
un fiore spunta timido
tra erbacce. 
Verrà reciso, mentre sboccia, 
simbolo di giovani vite
che muoiono per 
il folle potere 
di pochi, 
simbolo di bimbi 
che non avranno 
più patria.
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Profilo Autore: Morgana  

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L’ultimo beatnik

Io qui un beat generation,

ancora in attesa di qualcosa,

di un mondo migliore,

di una speranza,

di un sogno;

beat,

beat,

è ancora non rinuncio,

ancora non lascio perdere,

me ne frego del sociale,

e di questo mondo

falso  e bigotto,

non guardo in faccia a nessuno,

e vado per la mia strada,

sino in fondo,

e la mia vita non la cambierò mai,

se potessi,

farei anche di peggio;

beat,

beat,

ribellione,

rabbia dentro,

sempre beat,

in cerca di libertà.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Il grande sogno mancato

Adesso che sono qui,

coi capelli grigi,

e col bastone,

adesso che lo stillicidio

degli anni,

ha fatto scempio del mio corpo,

un tempo esile e forte;

adesso sono qui,

e anche la passione,

e i desideri si sono attenuati,

adesso penso  a te,

e a quegli anni,

in cui i giovani volevano

l’immaginazione al potere,

tante lotte,

scontri,

tafferugli,

cortei

e cartelli,

allora ci credevamo,

allora si voleva cambiare

qualcosa;

e i giovani volevano

trasformare tutto,

quanto tempo è passato,

da quelle lotte per la libertà;

cosa è rimasto,

alcune cose sono rimaste,

e i ricordi  e le memorie,

di chi ,sarebbe pronto,

ancora  a lottare di nuovo.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Per nulla
L'intero senso del mondo
Antico mondo
Vani i Greci, vani i Romani.
Vana la promessa di quell'ora
E la libertà implora.

Quale il senso dei fatti
Se il freddo aumenta, la mediocrità irrora
E la libertà implora
L'intera rettitudine
Di Dio in croce, che implora.

Per nulla, il nulla ancora,
C'inganneremo in tutto
Dietro abitudini e pigrizie
Astuti,occulti, invisibili,
Seri,
Come vampiri!

Tutto vano nel solo giro di una notte
Greci! Romani!
La fede,l'avvenire del mondo,
Ora...
Un ego piccino che fa da padrone
Che implora.
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Profilo Autore: Hera  

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Se le stelle non fossero solo cinque,

e per quelli che per ricordare che la lettera

P nell’alfabeto viene prima della D

lo devono recitare quasi tutto,

ricordo che si sta adagiati sul proprio sedere

persino su quei quattro piedi che hanno un ruolo

nel mondo, anche se ci si è seduti al posto di altri.

E se avete più scheletri sulla sedia che nell’armadio,

eppure basterebbe un piccolo sforzo per fare ordine

aspettate, prima di gettarvi con la cinta dei pantaloni

slacciata dopo gli ultimi bagordi

su quella sedia… pensando che non cadrà tutto.

 

-Art.1 (…) La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti

          della Costituzione.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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La massa è cieca,

stupida  e amorfa;

instupidita da anni

di televisione e di reclame

pubblicitari,

dalla società la massa ,

assorbe solo il peggio,

le belinate dei mass media,

la rinuncia ad un esame critico,

la volgarizzazione,

e l’asservimento,

ai luoghi comuni vigenti,

alle cretinate della moda,

ai dettami sociali

avvilenti,

e appiattenti,

che ci vogliono tutti uguali

e stupidi;

la massa è cretina,

senza libertà,

senza giudizio

o autonomia,

non accettiamo,

i diversi,

le opinioni

altrui,

le trasgressioni,

le ribellioni;

massa di gente paludosa.

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Profilo Autore: stefano medel  

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