Spari e boati vicini,
un fiore spunta timido
tra erbacce. 
Verrà reciso, mentre sboccia, 
simbolo di giovani vite
che muoiono per 
il folle potere 
di pochi, 
simbolo di bimbi 
che non avranno 
più patria.
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Profilo Autore: Morgana  

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L’ultimo beatnik

Io qui un beat generation,

ancora in attesa di qualcosa,

di un mondo migliore,

di una speranza,

di un sogno;

beat,

beat,

è ancora non rinuncio,

ancora non lascio perdere,

me ne frego del sociale,

e di questo mondo

falso  e bigotto,

non guardo in faccia a nessuno,

e vado per la mia strada,

sino in fondo,

e la mia vita non la cambierò mai,

se potessi,

farei anche di peggio;

beat,

beat,

ribellione,

rabbia dentro,

sempre beat,

in cerca di libertà.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Il grande sogno mancato

Adesso che sono qui,

coi capelli grigi,

e col bastone,

adesso che lo stillicidio

degli anni,

ha fatto scempio del mio corpo,

un tempo esile e forte;

adesso sono qui,

e anche la passione,

e i desideri si sono attenuati,

adesso penso  a te,

e a quegli anni,

in cui i giovani volevano

l’immaginazione al potere,

tante lotte,

scontri,

tafferugli,

cortei

e cartelli,

allora ci credevamo,

allora si voleva cambiare

qualcosa;

e i giovani volevano

trasformare tutto,

quanto tempo è passato,

da quelle lotte per la libertà;

cosa è rimasto,

alcune cose sono rimaste,

e i ricordi  e le memorie,

di chi ,sarebbe pronto,

ancora  a lottare di nuovo.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Per nulla
L'intero senso del mondo
Antico mondo
Vani i Greci, vani i Romani.
Vana la promessa di quell'ora
E la libertà implora.

Quale il senso dei fatti
Se il freddo aumenta, la mediocrità irrora
E la libertà implora
L'intera rettitudine
Di Dio in croce, che implora.

Per nulla, il nulla ancora,
C'inganneremo in tutto
Dietro abitudini e pigrizie
Astuti,occulti, invisibili,
Seri,
Come vampiri!

Tutto vano nel solo giro di una notte
Greci! Romani!
La fede,l'avvenire del mondo,
Ora...
Un ego piccino che fa da padrone
Che implora.
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Profilo Autore: Hera  

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Se le stelle non fossero solo cinque,

e per quelli che per ricordare che la lettera

P nell’alfabeto viene prima della D

lo devono recitare quasi tutto,

ricordo che si sta adagiati sul proprio sedere

persino su quei quattro piedi che hanno un ruolo

nel mondo, anche se ci si è seduti al posto di altri.

E se avete più scheletri sulla sedia che nell’armadio,

eppure basterebbe un piccolo sforzo per fare ordine

aspettate, prima di gettarvi con la cinta dei pantaloni

slacciata dopo gli ultimi bagordi

su quella sedia… pensando che non cadrà tutto.

 

-Art.1 (…) La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti

          della Costituzione.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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La massa è cieca,

stupida  e amorfa;

instupidita da anni

di televisione e di reclame

pubblicitari,

dalla società la massa ,

assorbe solo il peggio,

le belinate dei mass media,

la rinuncia ad un esame critico,

la volgarizzazione,

e l’asservimento,

ai luoghi comuni vigenti,

alle cretinate della moda,

ai dettami sociali

avvilenti,

e appiattenti,

che ci vogliono tutti uguali

e stupidi;

la massa è cretina,

senza libertà,

senza giudizio

o autonomia,

non accettiamo,

i diversi,

le opinioni

altrui,

le trasgressioni,

le ribellioni;

massa di gente paludosa.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Quello che sei

In questo schifo di paese,

non ti accettano mai,

per quello che sei,

per quello che dici,

che provi,

per te stesso;

la società da cesso,

in cui viviamo,pretende sempre qualcosa,

di cambiarci,

di condizionarci,

di manipolare le nostre vite,

di incanalarci tutti,

verso il conformismo di sistema;

è tutto un letamaio,

dove bene o male,

ci tocca vivere nostro malgrado;

specie la società italiana,

è ipocrita ,retrograda,

datata,sorpassata,

arcaica,

meglio perderla che trovarla,

tirare l’acqua,

e cercare libertà.

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Profilo Autore: stefano medel  

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"In siffatto
dedalo
di false lingue
ed infauste
parole
s'annebbia
il pensier mio."
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Profilo Autore: Il Viandante  

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Nella storia manicomiale

A seconda dell’epoca in cui vivi,

ci sono usi  e costumi,

e modus operandi diversi;

un tempo negli ospedali manicomiali,

si usavano tecniche  e sistemi,

che poi si sono persi nel tempo;

ad esempio negli anni addietro,

negli anni sessanta si parlava tanto,

di lobotomia e si praticava l’elettro shock a gogò,

a tutto andare,prima e dopo i pasti;

e ci si credeva tanto e tutti erano convinti,

che i malati si sentissero meglio,

in realtà,

non è che guarivano,

semplicemente ,rimanevano rincoglioniti,

per la corrente ,che gli friggeva le cervella;

ma allora i baroni della medicina ,la pensavano così,

e facevano questo e altro,

propinando le loro teorie delle balle;

era una moda imperante,

e allo stesso modo,anche adesso,

si fa largo scialo di medicine,

per guarire ogni problema;

l’igiene mentale ti riempie,

di porcherie e ti rimpinza di farmaci,

appena dai segni di ribellione;

anche questa,mi sa che è una moda,

del momento e di questo periodo storico
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Profilo Autore: stefano medel  

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Nel mondo menomale

che non esiste solo il male,

ma c'è gente impegnata nel sociale

che dobbiamo ringraziare.

E ringraziare coloro che

un tempo eroi di patria furono,

e coloro che ancora oggi

la vita per gli altri sacrificano.



Come si può vedere,

gli angeli sono terrestri

non celesti.

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Profilo Autore: Alberto Berrone  

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Sulla riva
a due passi dall'acqua
con efficienza calma
una tellina ride di te
che al sole
bruci la faccia

eppoi dimeni
le braccia e le spalle
per cambiare posizione
come salsiccia allo spiedo
nel paradiso degli stupidi

.... e si fece
nuovamente sera
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Avvicinandomi all’erba

ci ho visto dentro una stella.

Quella stella, alzando gli occhi

si abbracciava in cielo

con le altre ritrovandosi al buio.

Nel buio ho scordato il confine

tra realtà e finzione, e potrei

raccontarvi di come ieri sera

fossi gocce di rugiada o un paio

di fili d’erba o entrambi,

oppure nessuno.

Continuo ad arrotolare l’erba,

e il vento continua a soffiare.

Ed io ancora respiro.

E poi all’improvviso vorrei

provare a vedere se so ancora

suonare un filo d’erba.

Ti ho appena vista, o eppur deliro,

sfilarti i tacchi e rincorrermi

a piedi nudi, e giocare.

Eri bellissima.

“Ti ho preso in prestito i sogni

anzi, te li ho rubati”, quel biglietto.

“Ma te li restituirò, non temere

dopo averli fatti volare lontano.

Ci saranno anche i miei, e noi

due” - ma è vuoto- “nel cassetto”.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Vorrei essere come voi,
senza un briciolo di coscienza,
vorrei mostrarvi come si comporta il diavolo,
perché uno specchio in più non sarebbe troppo
e anche perché, forse, non sapete che bestie siete.

Vorrei essere il diavolo, per una volta,
e usare tutto quello che si può
per farvela pagare, e perché
nell'animo mio, ora, mi fate sentire
un demone maledetto.

E se non fosse per quell'umanità,
di cui di certo non sapete,
avreste milioni di diavoli alle porte.
Non fosse per la pena 
che non potreste mai provare,
troverebbe senso la fatica 
di regalarvi le stesse sofferenze 
di cui avete saputo essere abbondanti.
Cadrà, prima o poi, la consapevolezza su di voi,
ed in mancanza di una giustizia vera,
questo è il peggior augurio che vi si possa fare.
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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Volano radenti i corvi

su macerie di colombe,

che sotto scrosci

di nuvole acide

socchiuse si son le ali.

Al nudo petto son congiunte,

prive di speranza

che il vento i corvi trascini via...

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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Ostro e tramontana
al mezzodì conversero,
sloggiando venti allogeni:
il gambale s’incollò
e sovrana terra
fu L’Italia.
Allor come ora
impugnava le sue trame
il semprevivo Bruto
ed in incessanti idi di marzo
tutt’or giaci mio gambale.
La folata la ghirlanda al confino lanciò,
ma gli amari rovi
non sradicò!
Dalle canute guglie, alle marine,
agli sparsi ciottoli,
l’alloro delle legioni, della città eterna,
è sol canto di leggenda
e l’italico capo non cinge.
Madrepatria, di qual oscura aracnide
sei alla mercé delle sue maglie
e fa sì che non si sia spettatore
del tuo risorgimento?
Spenti come lucignoli
martiri avvolti nel tricolore,
che han desiderato
di sanare i cronici malanni,
dalle maestranze del tessitore.
Oh patria, hai ninnato
il mio pianto e il mio corso;
nel cuor sei leggiadra ninfa,
ma viverti equivale
a valicar lo Stelvio
con suole traforate…
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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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