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Nella nebbiosa coltre di fumo

intravidi un volto di ragazzo

alterato e allucinato  che danzava.

Danzava, cantava e sghignazzava

brandendo qualcosa che baluginava.

Osservai incuriosito e spaventato

quel giovane saltellante e quell’arma

che sempre più al mio volto s’avvicinava.

Mi chiesi cosa ci facessi in quel luogo.

Compresi che il destino m’aveva preso per mano

Affinché la porgessi a quel giovane strano.

Mi ripresi in un baleno e

in quel trambusto lo osservai serio.

Afferrai la sua mano e l’avvicinai al cuore.

“Se hai coraggio prendi pure il mio

ma… Qua dentro c’è tanto amore

potrei versarne un poco nel tuo

sarebbe sprecato infierire cotanto dolore.”

Avvenne qualcosa d’inaspettato:

gettò l’arma e singhiozzando m’ abbracciò.

Da quel giorno il ragazzo mai più fumò.

Quella roba stava rovinando il suo destino

pietosa era  giunta la mano del Divino.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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