Trovami,
tra le stecche di bambù,
chiuse tra le carte:
mi sanguina
l'anima...

Mi riverso 
coi piedi lerci
su quel soffitto
di albume chiaro:
slitto perplesso
con le natiche all'aria;
trovami,
forse 
mi sto deridendo...

E' così beffardo 
questo luogo
che ci cammino
con le nocche,
e lo guardo sottosopra,
come mai feci prima...

E se anche mio figlio
nascerà col sesto dito,
lasciatelo indicare
dove io non ho potuto:
echeggierà il suo nome,
di sicuro...

Lasciate che il mio
se ne vada,
celere come l'ozio,
come l'albume
montato a neve:
lasciatemi sparire
in  qualche stomaco piatto
e pieno di bile...

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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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