Lontane sono le tue immagini,
sono foto sbiadite d'amore,
anche se nel cuore è fulgido ricordo.
La tua mano tenera mi sorreggeva,
lungo il percorso difficile della vita,
hai posto la base nell'anima mia,
donandomi il tuo calore,
donandomi l'affetto più grande.
Ed io, ti somiglio come una viola timida
che sboccia, senza chiedermi se sentirò male.
Mi sono persa un po', tra i miei errori,
ma tu luce, mi sei stato vicino
e continui con amore
a seguire il mio muto cammino.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Oggi,
come ieri,
in quella strada..
il nostro primo abbraccio.
Le parole non servivano,
perché  i nostri occhi
fin dal primo istante,
disegnavano l'amore.
Le tue mani mi rapivano,
in un vortice di dolcezza.
Adesso ti guardo
e vedo ancora
quei ragazzi
che si tengono per mano
e si emozionano sempre più.
Perché quando si trova
il vero amore,
se lo capisce
in un piccolo istante,
un attimo che diventa
il tuo mondo.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Tanto tanto amore
lei sa dare
un bel fiore
un cuore pieno di cose nuove.
tanto le dico tanto
e lo ripeto
mille volte tanto
una sola cosa
dentro un infinito
in ogni senso
della sana ragione
pensando che lei
sia una stella
e deve sempre brillare
senza spegnerla mai
da insano sentimento...
Tanto tanto amore
a lei a voi 
e a tutte le rose
che fioriranno
senza soffrire o morire
o dover tacere...
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Profilo Autore: conca raffaello  

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Per te che ben riesci da bambina
a far parlar le bambole di pezza;
che fiaba dietro l’altra tu consumi
come orsacchiotto del tuo lecca lecca.

Per te che in lesto progredir degli anni
infili vita nel primo anello oro;
che di stupor materno attese sazi
al nascer di felicità goduta.

Per te che al sorger del propizio giorno
stai a guardare l’alba, il sogno e il mondo
dentro due occhi ancora da venire
eppure innamorata già ti senti.

Per te che al primo volteggiar di gonna
al suon d’una canzone ti vezzeggi
e, briciola di donna, vai sicura
alla ricerca del tuo primo amore.

Per te che, furba, dopo colonizzi
d’altra esistenza quei capelli al vento
ed in un batter d’occhio apri e trastulli
le prime voglie in un qualunque posto.

Per te che a volte a testa e croce giochi
con le medaglie su altri petti appese
nel rischio odioso di lasciar morire
l’inizio ambìto di possibil trame.

Per te che in giorno di bouquet distendi
anima e corpo nella tersa coppa
e schiava e libera li agiti entrambi
sciolti nel corpo e in anima di lui;

per te che sposa affascini all'istante
fra trasparenze e benedette carni
per poi ricever del rapporto il sunto
e trattenerlo al tuo dominio netto.

Per te che i gemiti li ascolti forti
venir da grembo dall'amor difeso
e i gemiti domi insieme al tempo
perché nello splendor il figlio cresca

per te che quelle stesse eterne fiabe
ora le narri rivisitando gli anni
e bimba nuova incredula ti scopri
al vissero tutti felici e contenti.

Per te che del tuo ruolo avuto in dono
vagone fai da attaccare ad altri
mandando qualche volta alla malora
di femminilità lo specchio e il vero.

Per te che d’ogni lacrima fai conto
e conti non fai delle stille esterne
quando a convincerti ch’ognuno soffre
non ci si fa neanche all'evidenza.

Per te che all'avvizzir di propria pelle
t’intrappoli nel perché succede a me
e acida divien quell'espressione
testimonianza ritenuta eterna;

per te che alla fin ti abitui piano
e ancora accetti del sol palpate
fino ugualmente a risentirti bella
e con la vita inimicizia escludi.

Per te ho eretto una torre mozza
con i pilastri di cristal cobalto
al centro di filare a semicerchio
tra i riflessi di schiusi melograni.

Per te, donna, ho redatto con la firma
un trattato da seguace realista
sulle tracce di Venere imperfetta,
d’interminabili carezze ansioso,

dei pianti inammissibili irritato,
a zonzo tra felicità ammessa,
per consegnare ad una scia del tempo
l’innamorato ed il fallibil uomo.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Camminare a piedi scalzi
e ad ogni passo sentire le spine.
Cercare  il vento
che spazzi via le lacrime.
Gocce di sudore sulla fronte,
tormento interiore.
Tante domande.
Una più importante.
Le mie gambe un giorno
mi terranno
ancora i piedi?
Oggi il sole accarezza il tuo viso,
dopo tanto  tempo,
un nuovo sorriso.
La speranza e il coraggio,
uniti all' affetto,
ti hanno fatto andare avanti,
curando corpo e mente.
Adesso gli uccellini
annunciano la primavera  
e tu puoi raccogliere
finalmente spensierato
le margherite nel prato.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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In tutti questi mesi

ogni cinque scipiti giorni miei

ti sei

venuta a sedere sui miei righi,

e con le tue parole e il loro calore

questo cuore

ha voluto credere di poter

essere un po’ meno maledetto.

Accanto al letto,

come la madre che non c’è stata

da bambino con gli incubi miei,

non sei

qui, non siedi sul vivagno

d questi bislacchi versi.

Si son persi

anche i restanti quattro caratteri

del tuo nome, insieme a un gradevole tepore,

che non ho cuore

di pronunziare, cancellati forse

come da cimosa sul gesso.

Ma forse non è tardi per chiederti il permesso.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Alla persona silenziosa
ma con le cicatrici profonde
che mi ha insegnato
che il domani è un altro giorno.
Sorridendo ad ogni alba
ad ogni risveglio.
A chi mi ha insegnato
a restare sempre me stessa,
e controllare la gioia anzicchè piangere
e ricordare che dentro di noi
esiste la forza di camminare
a testa alta.
A chi mi ha insegnato
che esser forti sia una virtù
senza urlare ma cantando
e rispettando le opinioni altrui
nell'intelligenza e nella maturità.
A chi mi ha insegnato
che il nemico non esiste.
Ci sarà qualcuno o qualcosa che sparirà,
ma niente è nessuno
potrà mai cancellare
quello che fino ad oggi
è stato costruito
si cade e ci si rialza sempre.
I versi mai pubblicati
ma vissuti dalla tua anima bella
ti rendono ricco dentro.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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L’acqua ti lambisce la schiena,

e mi ha promesso il mare

che mi porterà dentro la sua carezza

un giorno, così che mi sia permesso

guardarti dormire.

Nulla mi attrae più dell’Aurora,

ma il mio destino è dimorare sul

fondale, fin quasi nelle profondità

della terra dove i confini

restano ancora da scoprire.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 313 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

La terra

si addolcisce,

e muta in giaciglio.

Domani con l’aurora

aprirai le porte del giorno.

Ospiterai, nutrirai ancor la mia

vita con ogni tuo piccolo dettaglio.
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Profilo Autore: MastroPoeta  

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La percezione del tuo respiro dentro

le nadi calma la mente, dandomi pace.

Una coscienza d’equilibrio e centralità

seda il mio piglio contumace,

fa sì che prana pervada il mio essere.

Ti rende a me un po’ meno intangibile

il tuo soffio vitale.

Ammansisce l’afrore, intanto la brezza

diviene via via più debole.

E ti fa da guanciale.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Il tepore del fuoco

si adagia,

imbarazzato

sulle tue forme.

Il principio della vita

che scaturisce da tale

tempra mondatrice

ora così in te dorme.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Nei respiri cauti del vento
i miei silenzi abbracci
Gelide lacrime asciughi
e fra i solchi del tempo
irradi la tua luce
Mentre il curvo inverno
s'arrende lentamente al tepore
Ancor non so
se correre senza ali
o stender tra gli aridi rami il cuore
Infinitamente mi manchi
ed Eternamente ti amo!


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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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T’amo d’un amor cortese

che nacque dallo sguardo

d’una creatura indefinita.

Amo quel tuo riguardo

e la grazia del tuo volto.

Emana in te purezza

e candore ogni cosa.

E amo cotanta bellezza.

Incrociando le altrui facondia

ci percepimmo a vicenda,

e generasti in me una felicità

di cui giammai farò ammenda.

Rivolgermi i tuoi lessemi fu

bastante per riscaldare d’amor

platonico questo frusto cuore.

Anelei, semmai l’alea largisse

un incontro, alla sola tua anima.

Parola d’impostore.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Mi piace pensare

che questo poeta

garzone al mastro

possa cadere

in errore, anzi debba

nel parlare maldestro.

Che quando si ama

non si sbaglia mai

e se l’amore è sano,

non può che restare

pulito come la tua

pelle color del grano.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Ieri sera mi sentivo così stanco

che ho pensato

di affidarmi a un pediluvio.

L’acqua calda e il sale,

e un decotto di fiori

di camomilla con il loro effluvio

hanno innescato un volo pindarico.

Due petali bianchi e una barchetta

di carta in un impluvio.

In quella pura e libera divagazione

in un’entità che ti somiglia, suoni

alla mia porta in un profluvio

di lacrime; e ti fidi di me.

Insieme, solo tu ed io,

come due linee di compluvio.

E una barca a vela, al largo da tutti.

Nella mia sana alterazione deviante.

Fuori, intanto, il diluvio. 

Guardo lo spioncello dallo spioncino.

Una sana alterazione destabilizzante.

Come il croscio dal displuvio.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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