Stamane nonna è salita tirata in solaio, fienile

e poi legnaia negli anni, su d’una vecchia scala

a pioli che nonno, personaggio leopardiano,

ha salito e sceso dalla stessa scansia per tutta

la vita, e che ancora con l’indice e il medio

nel vuoto sembra voler raggiungere dal divano.

Stamane nonno nella sua demenza senile

ha forse poggiato la scala al muro di cinta

di casa, salendo fino quasi alle stelle,

e come lo spazzacamino nero di fumo di una

Milano lontana, con le mani aperte alte verso

il cielo ha riso per un’ultima volta a crepapelle.

Come un lampionaio stamane

ho girato, insieme alle code di rondine rimaste,

per i vicoli a spegnere gli ultimi lucciconi.

Mentre la gente che mi passava davanti

attonita guardava silente l’insania

nella sua canizie, la più bella marsina, carponi.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Gli istanti al telefono con te,
diventano un dono.
Porto nel cuore
il ricordo del tuo sorriso,
l'espressione del tuo volto.
Un'attesa lunga...
ma alla fine
la felicità dell'incontro
ci ha ripagate di tutto.
Il tuo abbraccio lo porterò con me
per il resto dei miei giorni.
Le nostre anime simili
anche a distanza
sentiamo quando una ha bisogno dell'altra.
abbiamo saputo superare momenti difficili
ma siamo qua...
Dalla vita ho imparato
che per ogni dolore ci sarà un sorriso...
Per ogni sogno ci sarà sempre una realtà che si avvera.
Ho imparato che quando meno te lo aspetti
dietro l'angolo arriva il cuore.
Ci sono momenti
che il mondo sembra caderti addosso...
Ma poi basta la tua voce,
un tuo messaggio
per far risplendere il sole.
Vorrei correre da te quando ho bisogno di parlare,
vorrei aprire la porta e suonare alla tua
per chiederti :beviamo un caffè: ?
Vorrei correre da te anche solo per un abbraccio,
ma nascondo tutto dietro un sorriso,
Penso al dolce ricordo delle nostre emozioni
e realizzo
che sei una parte importante di me.
E una lacrima di commozione bagna il volto
e...la vita continua...
Buon compleanno.

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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Quando la purezza
di un cuore ti arriva
come dolce carezza,
illuminando le giornate d' inverno,
è allora che si capisce
tutta la sua profondità,
il suo modo d' essere unico.
Incantata,
la ascolti come
una dolce canzone,
da canticchiare sempre più.
Entra dentro i tuoi pensieri,
sai che c'è e ci sarà,
in ogni momento.
I suoi occhi intensi,
assieme alle sue parole,
sono il ritratto di una donna,
che attraverso la finestra,
ama guardare ciò che la circonda
e sognare,
aspettando la tiepida luce dell' alba,
per poi donare un suo sorriso,
dentro il suo sole interiore.
Lei è primavera,
è quel dolce fiore che sboccia
con i suoi meravigliosi colori,
trasportandoti nell' infinità
della sua dolcezza.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Secerne giovinezza il paesaggio, ivi
si vien inebriati da effluvi
di policromi boccioli
aggrappati alla vita;
simili a bambini ancorati
ai seni della lor puerpera.


Il flautato seme s’evolve
ed è a partorire vita in fiore;
l’arbusto e la madre mutano
il cerchio delle stagioni,
prolificando circuito
ove la vita è l’aurora di sé.


Al vicinar del maggengo avvento
si è a foggiar il sole dell’amore, la rosa,
vellutata stella e incarnazione
della mamma, liliale e prode vestale
di noi, suoi germogli fin al compiersi
il di lei estremo rintocco.

 

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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Rimembri ancora

quel tempo ormai lontano

quando noi

ragazzi eravamo

e al mare andavamo?

Quanto ci divertivamo!

Quanto ridere

che facevamo!



E...rimembri ancora

quando dopo

quel tempo vissuto al mare

ci siamo poi in piazza incontrati

e ci siamo visti invecchiati?

Ci siamo ancora poi frequentati

e...quanto ci divertivamo!

Quanto ridere che facevamo!



Caro amico mio,

anche se tu sei lontano

io ti sento vicino.



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Profilo Autore: Alberto Berrone  

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Racchiudi nel mistero della sera
la musica della mia lirica,
intanto che discerno
la luce di beltà.
Oracolo ammaliatrice sei
e vaghi nell'infinito da gitana
e ti mostri in quel del tuo tempo.
Sei poesia non scritta e faro
che guida i miei stanchi passi,
in catarsi fin al feudo
di sogno mai assopito.
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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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Nei tuoi abbracci ho imparato le parole

silenziose che scrivono nella solitudine

i versi delle tue poesie.

E a volte a volar basso per sopportare

meglio il peso delle mie nuvole

nei cieli delle tue malinconie.

I tuoi occhi mi hanno insegnato

a camminare con le mie suole, e le tue mani

a ritrovare sempre casa a ogni mio rientro.

Nel tuo abbraccio ci entro d’adulto, mamma

e ne esco bambino, tra le tue braccia

so di potermi fermare a tremarci dentro.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Dolce e morbido come il perlana,
mi guardi con i tuoi grandi occhi verdi,
reclamando il tuo pasto.
Io sono pronta con le crocchette,
ma prima ti devo riempire di baci e coccole.
Amore lo so che hai tanta fame,
però prima voglio abbracciarti!
Sei stato pur a far il tuo giro fuori
e adesso è ora delle tenerezze e della pappa.
Mi ispiri tanta dolcezza
e io mi sento la tua mamma.
Sei tenero come quando eri appena nato,
quando appena arrivato a casa,
guardavi spaventato in giro
e io cercavo di darti sicurezze
con tante carezze.
Ti mettevo dentro a un calzetto,
come un dolcetto
e te tiravi fuori il musetto
e mi facevi le fusa tutto contento.
Adesso sei cresciuto e a volte sei tremendo.
Mi vuoi fregare il prosciutto,
che sia cotto, crudo, speck
e mangiarlo proprio tutto.
Rubarmi la torta appena tagliata
e pronta per essere assaggiata.
Ribaltarmi le coperte
per dormire al mio posto,
e buttarmi giù le maglie,
dall'armadio appena sistemato.
Ogni volta però che ti riprendo,
abbassi le orecchie,
poi mi fai le fusa
e così non ti sgrido più.


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Profilo Autore: Passione infinita  

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Non voglio scrivere di te

con la mia pochezza.

Voglio che sia il tuono

e il magma che dall’Etna  esplode,

a raccontare di quando ti alzavi in volo

per poi lanciarti in fondo a quel cratere

ad osservare la terra dal suo centro.

Alla corte di Efesto tu

-forgiata da lui stesso

dal fuoco e dalla pietra-

dimoravi, al tempo

ch'era prima d’ogni tempo.

Quale metamorfosi

ti trasformò in fanciulla

Ovidio non lo dice.

Certo fu, che appesa alla folgore

toccasti il cielo.

E poi, prima che occhi celesti

ti potessero ammaliare

la terra ti pretese e fosti sua.

Con quale forza sei vissuta!

Calpestando miriadi di fiori

senza mai bruciarne uno.

Ti fu dato un tempo per tornare

alla fucina del forgiare.

Ora sei lì: fiocco incandescente

tra incudine e martello

nel supplizio primordiale.

Ti conosco indomita ribelle!

Di sicuro ancora e ancora fuggirai.

E sarai sembianza nuova

per nuovi mondi da esplorare.

Io ai tuoi luoghi non ho accesso

nemmeno nel sognare.

Madre! Perché

ti congiungesti ad un mortale?

Non ti dissero i tuoi numi

che la materia di noi umani

non si lega al fuoco, all'acqua

all'aria per creare cose nuove.

Quando morirò sarà per sempre!

Tu mia Dea, lo so, farai piangere

il cielo e la montagna

e l’universo per me

che mai più potrò tornare.

Mentre io -per te- da sola piango.

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Profilo Autore: Ibla  

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E' un giorno fatto apposta
per ascoltarti all'infinito
come se tu fossi fuori dalla porta
appoggiato al muro con un piede
mentre consumi un'altra sigaretta.
La chitarra legata alla tracolla:
la tua voce ci riprova.
Magari esco 
e ci facciamo quattro passi
così potresti raccontarmi
che cosa ti è cambiato.
...
A me?
A me tutto e nulla...
A me manchi solo Tu.
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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Sul molo… caffè tra le mani,

nell'albore

che si presenta con cipiglio

un uomo

col paltò e un sorriso

da dividere

tra il mare

color sbadiglio

e le persone che di primo mattino

passeggiano.

Da dietro i petali di un giglio

una donna foriera del giorno affida

i suoi pensieri allo scontrino del bar.

L’artista come in una cornice

accompagna la matita,

nel privato di un bavero vermiglio.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Auguri a te
a quello che sei stata
e che sarai sempre.
Grazie per guidarmi ancora
nella mia vita.
Sgridata quando sbagliavo,
ma anche amata.
Grazie per avermi rialzata
quando sono caduta,
consolata quando piangevo.
Grazie per ogni momento
che mi hai regalato.
Per tutte le volte che mi capivi
guardandomi negli occhi
senza pronunciare parola.
Grazie per tutte le parole
che mi hai donato.
Scusa per tutte le volte
che non ti ho abbracciata,
per tutte le volte
che non ti ho accarezzata.
Scusa
se sono andata via troppo presto
invece di stare con te.
Avrei voluto dirtele prima
queste cose,
avrei voluto dirti
quanto ti volevo bene
e quanto ancora te ne voglio.
Grazie Mamma per il giorno in cui
in un universo parallelo
incontrerò i tuoi occhi.


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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Ricordi, quanti ricordi!
Ricordi di infanzia, di gioventù,
ricordi veri, non falsi e montati!
Ricordi da pelle d’oca, ricordi di nostalgia.

Non vedevamo l’ora che arrivasse sera,
l’ora che ci rendesse liberi dai doveri,
dagli impegni di aiutare la famiglia,
l’ora di correre per incontrarci!

Incontrarci per conquistare i nostri amori,
le nostre ragazze che mai avevano corrisposto,
ragazze sane, giuste e sensate
piene di orgoglio ed onore per la loro famiglia.

Ne inventavamo di ogni tipo, di tutti i colori,
per avvicinarle, farci notare,
attirare il loro sguardo,
la loro attenzione!

Mettevamo cerotti per farci commiserare,
guardare, chiedere cosa fosse successo.
Con te questo ha funzionato,
con me invece no! Non ho però rimpianti!

Quante cose strane abbiamo fatto!
Perfino ginnastica per gonfiare i muscoli,
solo per divertirci, fare qualcosa di diverso
ma solo ragazzate, niente bravate!

Abbiamo anche provato a scrivere,
commentare e recitare commedie
per fare gli attori, per guadagnare
baci dalle amiche che invitavamo a partecipare.

Idee puerili, magre ed insensate ma,
giustificate sempre dalla voglia di fare,
dalla nostra tenera e giovane età,
dalla nostra voglia di successo, di trionfo!

Voglia di emergere dalla mediocrità,
dalla normalità, dalla monotonia,
dai pregiudizi, dalle critiche
ma anche dalla mentalità meridionale.

Ricordi belli che il tempo ha sbiaditi
ma che mai è riuscito a cancellare,
ricordi di un affetto smisurato
fra due cugini quasi fratelli.

Ricordi lontani che affiorano alla mente
come se fossero vicini, indimenticati!
Ricordi che il tempo e la lontananza
non hanno fatto altro che scolpirli nella mente.

Esigenze e circostanze hanno separati
i nostri corpi  ma non la nostra anima,
il nostro spirito, il nostro affetto,
la nostra voglia di tornare vicini.

Il tempo logora e distrugge tutto
ma non i nostri sentimenti, Il nostro affetto!
Più il tempo passa e più il nostro affetto cresce,
Ti voglio bene, carissimo e straordinario cugino!

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Profilo Autore: Giò For  

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Non è solo a novembre che ti ricordo,
mamma cara, gentile e nobil donna!
Ti ricordo sempre, in ogni istante
e vorrei che oggi fossi presente.

Sei dentro me
e sempre ci resterai,
sei la mia forza,
sei il mio coraggio.

Non posso più vederti,
né abbracciarti
ma ti sento sempre forte,
ad ogni passo, ad ogni mio respiro.

Eri sul letto quando fui chiamato,
lì supina e senza alcuna forza,
ma hai alzato il braccio e accarezzato,
dinanzi a te mi sono inginocchiato.

La mano ti tremava, non era sicura,
non era più tranquilla, forte e stretta,
gli occhi non lucean più come le stelle,
così come e quando ero un bambino.

La forza di resistere
io l’avevo ma a te
scese una lacrima
lungo le rughe.

Io piansi solo dopo qualche minuto,
quando la mano tua cadde a piombo,
dalla mia nuca fin sopra la mia spalla,
con un respiro forte mi hai lasciato!

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Profilo Autore: Giò For  

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Quando leggo tra le rughe

del tuo viso incanutito, reso

ancor più lene a un fascio di

luna falcata su questi abbaini,

mi piace pensare tu possa

assomigliare

alla madre che non ho avuto.

Tra stille e lieti mattini.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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