Ai Vespri della sera

ti so nella cappella.

Da dietro il bavero

seduto sull’abetella

guardo il sole fare

l’amore con la luna,

e poi congedarsi con

la fretta opportuna

per non arrischiare ad

un tratto d’avvamparla.

E vedo la luna morir di

freddo, senza scaldarla.

Rincasando ti ritroverò

seduta su righi vecchi,

dove ti rileggerò da

dietro confusi cernecchi.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Torna a trovarmi

sui miei righi di tanto in tanto.

Dobbiamo tutti qualcosa a qualcuno,

io mi sentivo invitto con te accanto.

Persino il fascino della luna

è schiavo di un riverbero.

Ogni notte ti cerco,

nascosto come un tubero,

su Tristano 2.0@luna o l’altra.

Credevano che la luna calante,

Gli Arturiani secondo Elaine,

come me con te oramai distante

e come l’amore fosse vulnerabile.

Stanotte di falce di luna caracollante.

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Quando vedrai la luna

circondata da un alone

ricorda che da qualche

parte con il suo aquilone

Di fronte a righi di nuvole

incede con passo garbato

un uomo, in quel chiarore.

Solo, col capo abbassato.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Le ali di un campo magnetico
e al centro l'insetto
muove gli occhi
divora libri, i discorsi convergenti
richiedono attore e spalla
nuda d'angelo,
hai idea di quante inibizioni servano
per volare a mezzo cielo?
In fiamme ossidriche, le rotaie
corrono nelle sabbie del deserto
o verso l'istinto della specie,
verrà la marea elettrica
a capovolgere conchiglie
io faccio tesoro del disordine
suono d'arpa,le tue dita,
sul monte brillano campane.
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Profilo Autore: cordaccia*   Sostenitore del Club Poetico dal 23-12-2018

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Nella mia anima sei entrata senza

bussare, come la luna

prepotentemente dalle imposte.

Come le emozioni forti d’improvviso

sei uscita dalla mia vita come dal tuo

cappotto in morbido velluto a coste.

Dai miei righi ti sei sollevata

verso le Nuvole

di cassata dalla veranda

come fumo dal bollilatte.

Un acquazzone improvviso annuncia

di nuovo il sereno, anche se resto qui

come un gatto che lecca raggi di luna

nella scodella, pensando siano latte.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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La notte ti leggo poesie.

Tu canti per me e balli

in punta di piedi.

Di giorno vieni, prendi

da me da fumare

e come se io non ci fossi ti siedi.

Di notte ti piace

che tolga la sabbia

dai tuoi piedi,

ma il giorno fai di me

un granello

che neppure vedi.

Quell’estate saresti potuta esser

una cantante o una ballerina.

O un’attrice da tanto eri bella.

Semplicemente non stavi più

seduta sui miei righi, ma

del cielo di un altro eri già la stella.

 

(Nella mia casa non ci sono fotografie e Nello stanzino delle cose vecchie da Ora che sta per

 morire quell’ostinato vecchio stanco.

Ragazza che non ho da Mamma dormiva, stanca di ago e filo nella sera

Vado a dormire da Corri da lei e amala, ma non amarla troppo

Hotel cielo stellato e La prima volta da Un nodo infondo alla gola come lo è a volte un ricordo

Al pianoforte da Un acquazzone improvviso annuncia di nuovo il sereno)

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Ti scrivo a questo vecchio

indirizzo di una cartolina dal mare

mai spedita dopo che dicesti

che mi avevi smesso di amare.

Chissà se i tuoi riccioli invadono

il cuscino di qualcun altro,

e se i sogni che fai

sono belli come quello nostro.

Chissà se togli sempre i jeans in

quel modo che era già fare l’amore.

E chissà se continuerai a sedere sui

miei righi ancora con il tuo odore.

 

(Sandali e Potenziale suicida da Come un aedo giunto alla sua ultima festa.

 Cielo pirico e Così poco da Un acquazzone improvviso annuncia di nuovo il sereno)

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Ho ritrovato nella mia vecchia

cartella di cuoio rattoppata

color mandorla e frumento

tutta impolverata

la tua catenina ormai orfana

de I colori dell’argento

per opera del tempo.

Ma custodita con quel momento

in un fazzoletto con ancora le tue

lacrime nascoste per noi aurighi

che optammo per lasciar l’agone.

Dopo anni seduta sui miei righi

vorrei sognare un finale diverso.

Ma io e Luciano, scesi dalla biga,

pensando non fossi solo un ludo

ad opera del vento, in punta di caliga

sospingemmo i nostri cuori orfani

di te alle labbra della notte.

Sorrido ripensando a noi tre insieme

a rimpinzarci di ciclopiche pagnotte...

Serrando la cartella, ora che sta per

morire quell’ostinato vecchio stanco

son consapevole che due palafreni non

possono star legati ad egual battifianco.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Dovete sapere che al civico

cinque di via delle Cascine

all’ombra dell’Olmetto

il telecomando del televisore

è un’estensione del braccio

di mio figlio che prima o poi

abbisognerà di un brevetto.

E’ l’elemento mancante

quando sotto la doccia

canticchi quel motivetto.

Il telecomando del televisore

è una creatura balorda che

si annida con fare insolente

tra i cuscini del divano.

E’ il cerimoniale che al

bisogno gioca a rimpiattino

col povero ciambellano.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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In nome e fatti "Spettro" per il mio andare
e l'inventarmi in noiose giornate, 
tra macabre burle di sogni e mare:
poeta, io, uomo di ore buttate.

Ma Mamam Marie è solitudine e agonia,
Lei che le mie gambe molli non le ha quasi mai viste
e forse quel dì, quando prima del suo andai via,
pianse in viso basso l'espirare mio balordo e triste.

Ah Mamam, giovane di sguardi spogli
quello specchio tuo di "occhi Madre"
ancor più spento senza il riflesso di tre figli
veloci al vento bieco delle nostre vite ladre.

Agli anni maledetto il nome mio
per il ricordo di chi di me parlò,
fin al momento, irriverente senza dio,
vagabondo di un pensare in cui dicevo "io vivrò".

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Profilo Autore: Davide Bergamin  

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Sotto il grande albero

addobbato,

dirimpetto alla fitta siepe,

come si conviene

tra colleghi,

o innanzi al presepe

se scruterete

attentamente

e senza precipitazione,

scorgerete i miei

più sentiti auguri

in ogni vostra abitazione.

Che si depongano

gli esplosivi: c’è parecchio

da piangere anche senza.

Che gli psicotici che fanno

normalmente segnare dagli

psicanalisti grossa affluenza,

in tempi di crisi non

accalchino le sale di governo.

E che si capisca che un cerino

conta più che focalizzare ogni

sforzo sul progresso, specie

a Natale dinanzi al camino.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Le ali che non ho chiesto,

le ali che mi hai regalato

nel giorno di sole innocente,

sono qui: l’oriente era a nord

nel regno delle luci perenni

e la bussola segnava il passato

a contatto con l’acqua di mare:

ho visto il luogo delle zagare

da bambino e non ho sconfessato

nulla del domani. Ti parlo a cenni,

in un battito di ciglia da record

l’attimo d’amore perfetto. E’ niente

-potrete dirmi- è solo un fiato

nella vita del cosmo, un gesto

 

senza importanza. E quella danza

intorno al fuoco di notte tra le grotte

dalle bianche pareti, quel suono

che arriva dal cosmo in spartito

binario? E’ un treno di stelle pulsanti

in direzione contraria al tempo

di tutti, tutto l’amore concentrato

in un battito del cuore: non è stato

il creatore di sogni a inventare il lampo.

Il diffusore di note ha scale volanti,

scriverà per te un libro in sanscrito

nell’anno delle meduse in kimono

e della guerra degli umani. Sarà la notte

del canto delle sirene nella nostra stanza.

 

 

 

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Profilo Autore: mybackpages  

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Oggi è il tuo compleanno
Auguri di cuore
Auguri a te
che invano hai cercato
di vivere come sognavi
il
tempo di un battito
ammalato, che non sapevi perchè
quando eri lontana da lì
dove hai lasciato il tuo cuore
mentre pioveva il tuo destino
incessante
eri combattuta tra desideri
non sapevi che fare
prendendo una strada
tortuosa e dietro finte ragioni
che avevano deciso
per un'anima sofferta
ove nell'aria sentiva
i temporali allontanandoli
da lei, le zavorre portandosi


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Profilo Autore: poesie profonde*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-07-2013

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C’ero quando intorno ai tre anni

assaggiasti la polpa di granchio.

Il tuo musetto disgustato diceva

tutto; e quando ti cavasti quasi un occhio

col turacciolo a Capodanno.

C’ero quando prendesti un granchio

per non dar retta ai tuoi fratelli.

Ma sei il mio più giovane figlio maschio,

e nessuno te ne ha mai fatto una colpa.

E c’ero ogni volta che pur di chiudere il cerchio

sei stato disposto a prenderti

ogni tipo di rischio.

C’ero, anche se lontana, quando raggiungesti il

Mali sulla linea immaginaria del Tropico del Cancro.

E iniziai a immaginare come questo male

avesse potuto modificare la linea che ci lega dentro.  

Ci sono anche adesso che di anni ne hai cinquantatre,

e hai ancora quel musetto; ma Dio non ce l’hai contro.

Ti guardo con amore dalla foto sulla credenza, e per te

ci sarò sempre anche se mi ha strappata a voi il cancro.  

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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Un rifugio per i dimenticati della storia,

quel tipo di storia che zittisce pecorai

per pochi metri di steppa.

Taci, Thatcher, taci!

Stai riposando ora?

Il the a che ora lo servono?

Ora che il giocattolo è rotto

e l’atlantico ha ristabilito le rotte,

contiamo i superstiti.

Bum bum bang bang

suoni storditi dai nuovi tiranni,

dopotutto non è da oggi che

diplomazia non fa più rima con pazzia.

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Profilo Autore: Henry Lee  

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