A te, Terra dei Tristi*, chiedo
se questo inverno potrà 
un giorno finire;

alle mie genti che ti abitano
chiedo di rispettare ogni tua zolla;

ai fiumi e ai ruscelli 
che dalle tue viscere
sgorgano e fluiscono
chiedo di esser testimoni
del sudore versato nei campi
dal nonno di mio nonno
affinché possano godere dei tuoi frutti;

al fragore delle tue cascate
domando se ancora sentono
il gemito per la fame
dei bambini della tua terra;

al vento che alita 
attraverso le tue montagne
chiedo di portare 
una nuova primavera 
con tutta la sua fragranza.

Cilento: lì dove affondano le mie radici
senza le quali non posso volare,

a te chiedo:
sei il luogo in cui sono incatenato
o l’essenza della mia identità?

Dimmi tu: 
sei carcere o libertà? 


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Profilo Autore: Antonio Sacco  

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