Il giorno può passare,

tra cose da fare,

impegni e movimento;

ma quando scende la sera,

il cuore si ottenebra,

di tristezza

e malinconia,

le ore non passano,

il tempo pare fermo,

non sai che fare,

dove andare,

la stanza è silenziosa e cheta,

nessuno,

nessuno chiama,

nessuno ti cerca,

e non sai che fare,

malinconia

nera sullo stomaco,

nodo alla gola,

vorresti gridare,

la tua malinconia,

ma non puoi,

sei solo,

e aspetti,

sperando,

un viso amico.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Note struggenti 
da un pianoforte, 
musica che viene 
da un metrò di periferia. 
Tu che suoni dimentico 
di regole, ribelle ai più, 
ma combatterai 
per la tua musica...
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Profilo Autore: Morgana  

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Aveva freddo,
si era coperta fino alla punta del naso,
eppure tremava ancora.
Il gelo della solitudine ormai, era diventato un cancro per quel corpo e quell'anima stanca...

Non pensava di ridursi così, non pensava che amare diventasse una condanna...

Era in una prigione in cui le sbarre erano fatte di sguardi, d'intrecci di mani, di carezze, di baci, di ansimi...

Ricordi che trascinano in un fondo senza fine...

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Profilo Autore: ...Io...❤️... Moronese Maria Angela  

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Pioggia negli occhi:
si addensano le nubi,
si oscurano i pensieri.
Nelle orecchie turpiloqui
fra tuoni e lampi.
Fulmini e saette violentano la terra:
colpiscono e percuotono gli alberi.
Quando il mio corpo scuote l'anima
e nella testa mi si affollano i pensieri;
divento cieca.
Alla ricerca di uno spiraglio di luce,
bramo quel tepore che tutto cheta.
Dopo un violento acquazzone,
in cielo compare l'arcobaleno:
varco il suo arco
e spalanco la porta su un mondo ove l'anima mia si placa.
L'aria profuma di magnolie e ginestre.
L'erba bagnata, appena accarezzata
da un venticello leggero,
mi alita nelle narici:
ed io stordita...di fragranze erbose
m'inebrio.
Sotto i pioppi, funghi festaioli e
allegri...salutano il giorno.
Caprioli e gazzelle saltellano gli steccati,
pecore e caprioli brucano i campi.
I picchi battono il tempo
e allegre prataiole
imbellettano i prati.
Scialuppa alla deriva,
zattera, fradicio legno:
solo momentanei smarrimenti.
Repentino un raggio
di sole mi bacia le ciglia:
gli occhi mi si riempiono di cielo.
Svesto i piedi;
li vedo scherzosi
abbracciarsi nel ruscello:
fra lo sciacquettare
di ciottoli e pietruzze colorate...ridono.
Come una farfalla
che fa sfoggio di colori,
batto le ali.
Mi sollevo sulle punte dei piedi
e spinta dal vento volteggio.
Non so ancora quanto durerà:
in fondo...è tutto un gioco...
ed io rido, rido, rido...rido.
Come una bimba comincio a saltellare:
...ho ancora tanta voglia di giocare.


























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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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L'alba ha i tuoi colori
sono dell'anima
che non sa mutarli.

in statica posa
riflessi nei tuoi occhi
soggiogano le ore.

ti sorprende il balzo
di un nuovo arco di cielo
nell'intervallo sereno
dal mio al tuo amore.

i sogni confusi della notte
si ricompongono quieti
tra le onde dei tuoi capelli.

e credi che dormire ancora
sia la fermezza dei tuoi sì. 

 

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Profilo Autore: Libero  

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Scaldavo le parole
quando sfumate
corrompevano il senso,
e restavo perplesso
se i suoi occhi
erano ancora i miei,
la mano indifesa
era lo sguardo
di un’attesa
tra i colori
in balia del mare,
senza legge,
senza cuore,
solo il dono
della sua presenza
che semina i passi
mentre scende la sera,
ed è mio il sussulto
della sua allegria.

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Profilo Autore: Libero  

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Pioggia che non smetti
di scendere dai miei occhi,
hai ingrigito tutto.
Sento bagnarmi le ossa,
s'è bagnata l'anima,
ed il cuore non sta a galla.
Pioggia che non smetti
di attraversarmi i sensi.
Urli come un tuono,
ma non mi accendi
come un lampo.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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A gradini salgo

le rotule scomposte

nel dolore della prece

uno dopo l'altro

per commiserazione

d'essere credente

...

mi stai accanto

a passi lenti

nel cogliere

con mano gentile

il pentimento

delle ore scorse

intento a tradire

le buone intenzioni

...

a gemiti e spintoni

rincuori il dispiacere

d'essere scontento

muta nelle lacrime

mia compagna

dal busto eretto

mai genuflessa.

Mi ricordo

dei rami inquieti

l'aria sferzata

gocce di pioggia

a catinelle

il vago ombrello

aperto sul tuo

buon cuore.

L'amore...

quello vero

induce

a far follie.

 

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Profilo Autore: Libero  

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In cuore molce il suo ricordo,
l'enfasi m'apre delle ore
che liete danzano fanciulle

e lenta scorre la linfa
nelle vene del suo collo
come in arco tenero virgulto,

un sussurro di carezze calde
mi scrolla il ventre diaccio
che palpita pel mano lieve.

Non sa ch'io l'amo pio
per la beltà ch'effonde intorno,
donna mirabile di sue virtù,

mi concedo ai lai d'amore
in un sussurro già prolungato
che sfiatò tra lisce dita.

In cuore non c'è più spazio
che mi consenta d'essere beato,
in meno di un attimo sarò sfiancato.

S'accresce ora il silenzio gaio,
adagiato sul seno, smarrito aio. 

 

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Profilo Autore: Libero  

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Avrei voluto essere lontana
non vedere
il vento strappar via quel
fiore sulla neve.
Non si vede il sole che sorge all'alba
le nuvole con la tempesta
hanno oscurato il cielo.
Vorrei non dover essere distante da te,
per non sentire il passare del tempo.
Nell'ombra dell'attesa
danzano i fiocchi di neve al ritmo della musica
che anticipa il Santo Natale
e le favole diventano realtà.

L'immagine può contenere: spazio all'aperto
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2013

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Quann'ero piccerella m'hê mparato a cammenà;
mo ca te sì ffatta vecchia songh'i' a tte purtà.

Nun te mantiene allerta; staje int'ô carruzzino:
sì ttale e quale a mme quann'ero piccolina.

M'arricordo quanno m'attaccavo 'a vesta toja;
facevo comme ogni ffiglia fa cu 'a mamma soja.

Tiene 'e capille soffice comme a ll'ovatta:
'a povere 'e luna te ll'ha tignuto 'e janco latte.

Ancora te vulesse sentere pe 'a casa cantà:
cu cchella vocia 'e sirena ca sapeva ammalià.

Quanto mme piacesse capì che staje patenno:
te parlo e nun saccio si mme staje sentenno.

Te nne vaje luntana cu 'o ssguardo, sì assente:
chi 'o ssape che gguarde, chi tiene a mmente.

Chissà quale penziero vaje annascunnenno:
parole e rricorde se stanno sbiadenno.

Chianu chiano comme a na varca sprufunne:
'int'ô sscuro d' 'a notte mano mano t'affunne.

Te chiammo, tu mme guarde, te faccio na carezza,
ogni ppiega d' 'o viso tuojo annasconne tristezza.

Na lacrema te scenne pe st'uocchie cunsummate:
sarrà dulore o ggioia...chissà chi t'ha turbato.

Te vulisse spiecà, ma ogni ccosa te 'a scuorde:
ll'Alzheimer mariuolo s'è arrubbato 'e ricorde.

T'ha scancellato 'a 'int'ô core, 'a int'â mente...
tutto chello ca c'è stato: passato e ppresente.

Mme pare na bammulella...nun parle, nun cammine:
sì tturnata piccerenella e i' te stongo vicino.

Te vengo accanto, t'asciutto 'e llacreme 'a faccia...
e ttu cun nu filo 'e voce mme dice: "piglieme mbraccio."
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Bocca di fragola
laddove sfuma l’estate

dove una rondine disegna il cielo 

dove il vento dissipa le radici 

e le foglie mutano la via.

Fragile quel bacio 

quel fermo incastrato all’orizzonte 

rifugio delle rose 

novizia fresca di ogni ricamo. 

Sui capelli raccolti 

Il vento lambisce una carezza 

si annovera il tempo 

sulle ciglia il sole sfugge e si allontana. 

Traccia a memoria la malinconia 

ritorna l’autunno

incontra poesia 

nelle sere buie senza luna e senza voce

lo sbadiglio di un rigagnolo
confuso di pace. 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ancora pietra per me, 
diventare dura e spugnosa
nello stesso tempo, 
per fronteggiare il dolore. 
Lui sofferente e fragile
ha bisogno di spalle solide:
il cuore urla
ma le labbra sorridono.
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Profilo Autore: Morgana  

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Programmo la mia vita
senza nessuna sbarra.
Ordine nel disordine,
disordine nell'ordine,
disordine delle
emozioni, in conflitto
con la ragione.
C'è solo confusione,
confusione ovunque.
Non importa,
mi hai fatto capire,
cara confusione,
che non sono
una macchina
che esegue
semplicemente
i comandi,
ma una persona
con bisogni
e desideri anche
contrastanti.
Mi hai insegnato
che non sempre
chi corre arriva primo.
Mi hai insegnato
che a volte fermarsi
è il modo migliore
per arrivare
da qualche parte
o almeno per capire
dove si vuole arrivare.
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Profilo Autore: Rosanna Leserri  

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Note tra onde, 
musica lenta e poi appassionata
di un piano...

Nel salone della nave 
tutto ruota attorno a 
queste note che 
avvinghiano anime e corpi, 
tra canti e balli, 
ritmi cullati dal movimento
costante del mare.
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Profilo Autore: Morgana  

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