Guardando il mare
egli se ne andò dolcemente
salutando l'onda

Il poeta morì fra gli scogli
con negli occhi l'immenso
e un verso sciolto nel sale

lacrime destinate ai fondali
e parole portate dal vento
senza bisogno di fogli

e fu lì che bianche sirene
raccolsero le sue memorie
in un guizzo d'argento

e i delfini danzarono per  lui
in un addio  blu
accarezzando il suo ultimo pianto

in quegli occhi per un istante rimase
una storia d'amore appesa alle ciglia
prima del  lungo sonno

poi un sospiro e perfino un sorriso,
soltanto  dopo venne il buio

perchè la poesia non è solo scritta
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Profilo Autore: Sabyr  

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Esplodono gemme,
liberando vapori,
e le note speziate
di profumi alati
  si adagiano sui pori.
 Convergono energie
  di un potere sovrano:
istinti contagiosi 
come coloro che
 d’improvviso si amano.
Ed esplodono gemme
ed infiammano il cuore
di un solenne calore,
come incanto d’autore.
D’ ineffabile spavento è la gioia,
nel sentire ripalpitare di primavera  
                                                           ciò che più si spera.

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Profilo Autore: Hera*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-05-2016

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È al di sopra

della siepe

che guardo

i tuoi occhi.

Se mi alzo

in punta di piedi

riesco anche

a vedere

il tuo sorriso.

Mi vedi tu?
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Profilo Autore: Sara Cristofori*   Sostenitore del Club Poetico dal 05-10-2015

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Poche volte ho pianto
le ricordo, le rimpiango.
È così facile piangere
che non riesco a farlo.
Ma la chiesa è piena
il silenzio è forte
si amplifica ogni rumore.
Io non devo piangere
la gente aspetta quello,
non devo piangere
neanche per un fratello.
Devo parlare, rispondere
non accettano un pianto.
Sono il più grande
sono quello più forte,
non devo piangere.
Non davanti alla morte!
Intanto, l'incenso brucia
e si alzano forti i canti,
bruciano anche gli occhi
e si sciolgono i pianti.
Ma io non lo posso fare
devo salutare, ringraziare.
Poi, la gente si allontana,
le pacche, i baci, i parenti...
maniglie, legno chiaro, fiori
e rimango da solo.
Un suo amico si avvicina
e mi chiama da canto,
mi dice qualcosa:
-Sai... vorrei non averlo conosciuto-
Ho pianto!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Questa casa siede sui miei anni,
su vecchi muri e sui fiori
appassiti nei vasi del terrazzo.

Sapori e odori di sempre e questi gradini
in fila come formiche d’estate
che solleticano piedi scalzi.

… Qui, tutto è qui, uno, due...
come saltelli alla corda…
Le corse distese in cortile
come panni ad asciugare
in attesa di mani che li portino via.

Con me l’essenza di ogni cosa
e qui lascio i fumi, i respiri
nelle crepe arse dal sole,
negli spazi bui, nel silenzio
che copre ogni minuto...

… Nulla è cancellato.
E altri giorni, altri volti
e altre voci abbracceranno
la storia muta di questo luogo
dove è passata vita….
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Profilo Autore: Giò*   Sostenitore del Club Poetico dal 22-08-2015

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Non è nulla

vedrai

è troppo violenta

perché possa durare

vedrai

ce la farò

esco da qui

ed entro in altrove

a cercare

l'ultima canzone

della mia vita

cantata a squarciagola

o sussurrata piangendo.
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Profilo Autore: Sara Cristofori*   Sostenitore del Club Poetico dal 05-10-2015

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Io sarò questo. Un'aquila che scende sulla preda che dorme
Io sarò questo. Il fulmine, figlio della Natura, che infiamma l'albero
Io sarò questo. La cascata che spacca il volto di una roccia
Io posso essere mille persone
Io posso diventare milioni di cose
Io, suono. Io, urlo. Io, dolore
Ma il cielo può essere testimone
Lanciare i suoi occhi alle mie spalle
Un celeste cacciatore dalla faretra di nubi
La scocca, il cielo, quella freccia dalla punta bianca
E la mia spalla cede sanguinolenta
Le mie mani, una ragnatela di graffi, si azzuffano,
In un campo dove solo le mie grida sono vive, nemmeno io,
Alla ricerca di un granello di calore
L'ombra siderea si getta come una schiava
Sulle mie caviglie rigide, ormai non sento più nulla
«Vieni, bambina dagli occhid'immenso 
Bacia le mie mani, le tue labbra sono mani di santi
Tocca, sfiora, lacera la mia guancia»
Le parole si disperdono, raffiche viventi,
Tra i monti alti come il sole allo zenit 
Non ci sono angeli, né arbusti ardenti
Nessun fiume con acque salubri
Solo l'ombra e le sue bracciacaduche, il suo petto smaltato di luce e lune
Lei e le sue feroci suole di silenzio
Lei, pregna di incubi
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Profilo Autore: Salvatore Tortora  

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Solo fili d'erba bruciata
e nessun fiore.
Un tronco rinsecchito
arido e senza gentilezza.
Questa la storia
che mi hai regalato
mentre speravo
le aiuole colorate
dell'ultimo paradiso.Solo fili d'erba bruciata
e nessun fiore.
Un tronco rinsecchito
arido e senza gentilezza.
Questa la storia
che mi hai regalato
mentre speravo
le aiuole colorate
dell'ultimo paradiso.
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Profilo Autore: Sara Cristofori*   Sostenitore del Club Poetico dal 05-10-2015

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Rimango qui
irradiata da questa luce
che mi riflette la gioia
della benedetta aurora
nei voli e nei canti degli uccelli
e nell’attesa che arrivi tu
vola d’azzurro il cielo
 nell’aria trasparente
e mi cattura
il prodigio del tempo.
SalvaSalvaSalvaSalvaSalvaSalva
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Profilo Autore: Grace D*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-07-2016

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Tu profumavi come il tempo passato

nelle notti di tempesta,

arrivavi come un temporale d’agosto

con quel profumo d’estate che stava finendo.

Ti vedevo riflettere con le luci sull’asfalto bagnato,

emananti una leggera nebbia, che salendo al cielo

rapiva le mie fantasie.

Ora la mia mente conserva solo lontani ricordi

ma sempre abiti nella mia memoria.

Vivevo quei momenti come una sigaretta che si consuma

lentamente e come il fumo te ne andavi via

sparendo alla mia vista,

come un temporale d’agosto.

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Profilo Autore: Horion Enky  

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