Povero di vittoria,
credevo fosse parte della gloria
il desiderio che pressava in me.
E pur sapendo fosse deleterio
incubavo quel batterio in boria
Perché sia piena la tua gioia,
per un grande futuro,
parlottava,
ma la mia buona vena l’osteggiava,
e smorzava in toto la mia foia.
Così il bello lo si fè figuro,
e deposi brame e bramosie
e m’arresi al duello.
Affidai al fato la mia estate
non confusi le voglie col dovere;
nell’intricate logiche di vita
distinsi le merci da volere
presi per mano la coscienza
e feci frutto della conoscenza.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 27-01-2016

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