laveria brassey naracauli

Son nata a Naracauli

la mia casa non c'è più

qualcuno l'ha distrutta.

Uomo, tempo e incuria

han spento tutto,

solo la miniera

nell'incanto vive

testimone di gioie

fatiche e sudori.

Cimeli d'un passato

giacciono in rovina

tra pietre frantumate.

La natura si ribella

prepotente rifiorisce

emanando i suoi profumi.

Son mentucce, lentischi

giunchi, ginestre,

euforbie e tamerici

a colorare ricordi

d'un infanzia lontana.

E quel mare testimone

di gioie e tragedie

di minatori e pescatori

continua a brontolare,

mostrando la sua forza

senza ragioni o torti

rotolando e accarezzando rena

dorata come il sole.

Modellate da un Dio scultore

son le dune che ho nel cuore,

trascinate dai maestrali

non soccombono agli strali

impietosi della vita,

mirando albe e tramonti

continuano a mutare

per i vivi e per i morti

come fossero risorti.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitore del Club Poetico dal 16-11-2017

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