C'era che era sera

e la luna si vedeva appena.

C'era il mare che sciabordava lento

e nessun passante a disturbare

il suo mesto gorgogliare.

Tutta la folla ad andare via

e l’ultimo bar a spegnere le insegne,

ché scolato l'ultimo bicchiere,

non c'era più nient'altro da bere.

Pure la spiaggia bianca

si vedeva appena,

schiarita dal lume del pescatore

su una barca senza vela.

E poi ci fu una scena,

come un film o come un sogno di prima sera,

che ad aver avuto la cinepresa

l'avrei fermata in quella posa.

Tra il silenzio dell'imbrunire

e il profumo del gelso in fiore,

quattro erano le suore,

con il velo e i piedi nudi,

sull'arenile a passeggiare.

Nere le vesti e bianche le gambe,

era la loro primavera.

Sfuggite da sguardi inopportuni,

erano lì non per pregare -

Con la spiaggia e le onde del mare,

come fosse la prima volta,

ci facevano all'amore.

Scoperte le ginocchia, fresche le acque e gaie le risa,

c'era la luna che non guardava

e c'era una sola stella che riluceva,

in quell'angolo di cielo,

che un'immacolata innocenza contemplava,

mentre un atto d’amore si consumava.

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Profilo Autore: FlorYana  

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