Le si era quasi appiccicato tra le dita, quando aveva infilato la mano, mentre riguardava quella biancheria che non usava più tanto spesso; ma lei lo aveva dimenticato.

Si, aveva dimenticato quel foglio conservato tanto tempo fa, piegato con cura e riposto in fondo a quel cassetto.

Nella vecchia cassettiera, ricordo della nonna, tra asciugamani di lino e lenzuola con merletti, così profumati di cedri e bergamotti, maturati al sole caldo del sud. Forse non a caso lo aveva

messo lì, custodito come un segreto d'altri tempi, tra ricordi antichi e cari, tra i profumi di casa che evocano emozioni; lì celato allo sguardo altrui, lontano dal tempo che passava.

... Era una sua vecchia poesia, beh, a dire il vero, lei non aveva mai pensato lo fosse, allora lei non aveva molta stima di sé. Aveva scritto di getto, la mano aveva fatto tutto da sola, scriveva

quello che il cuore dettava. Perchè è vero: ciò che la bocca tace, il cuore grida!...

L'aveva, poi, riletta e aveva buttato giù qualche lacrima, niente di che, emozioni del momento, scaturite da uno stato d'animo, da una certa debolezza emotiva. Ma poi aveva voluto

conservarla; forse, quel foglio, lo aveva "buttato" furtivamente in fondo a quel cassetto, come a nasconderlo. Ma cosa contava il "perchè", tutto apparteneva ad una vita fa...

Eccola: ora era di nuovo tra le sue mani.

Tornò in camera, sedette sul letto, aprì il foglio...

...Erano passati venti anni!

Guardando quel foglio, la mente cominciò a rovistare tra i ricordi di quegli anni e il viso le diventava a tratti dolce e in altri le si rattristava.

Prima che gli occhi scorressero su quei righi, li alzò e li volse verso l'immagine riflessa nello specchio di fronte. Più che guardare i contorni della figura, cercava di coglierne l'anima.

 Voleva far confronti. Ricordava cosa, o meglio, sapeva bene quali emozioni, contenessero quelle parole; quindi si scrutava dentro.

Erano tempi, quelli passati, in cui la sua vita non era proprio al massimo. C'era molta delusione,  nel cuore , rabbia, dolore, disapprovazione. Ma lei era una con un'aureola grossa così firmata

"pazienza", che la faceva sperare. Sì, sperava sempre ed ancora che le cose cambiassero. Era romantica, fiduciosa, ingenua! Amava, dava tempo agli altri di ravvedersi. Macchè!!...

A sentir lei, tutti ragione: era lei a sbagliare!

Brutto vizio, anzi, un viziaccio…

Si faceva del male da sola? Forse sì. Possibile che pensava, o fosse convinta, che nessuno vedesse le cose dal suo punto di vista? Non tutti, no, ma perlomeno chi amava;

chi diceva di amarla…

Così, lei inghiottiva e gli altri la mangiavano. Per non fare del male, replicando, opponendosi alle situazioni, ne faceva a se stessa!

Avrebbe voluto che gli altri capissero lei, come lei capiva gli altri. Utopia!...

Poi le cose cambiarono.

Ma vennero tempi ancora più tristi. Anni vuoti, durante i quali, trovò una forza che mai aveva immaginato avesse.

Nonostante i dolori della vita, gli eventi, le persone, avessero contribuito a quel malessere, lei si aggrappava a fili sottilissimi, fragili. Si arrampicava, dolorosamente, su da quel pozzo di dolore,

attorcigliandosi a quei fili che volevano dire: VITA.

Lo faceva come un'acrobata che risale la fune per arrivare in cima al trapezio e dare inizio allo spettacolo. E lei aveva tanta voglia di iniziare il suo!...

Aveva costanza, tenacia che le davano forza e la incitavano nei momenti di maggior stanchezza.

Così affilava le unghie, risaliva l'albero della sua vita e imparava ad essere felina…

"Ce l'ho, ce l'ho!... Non è morta, devo solo tirarla su da quel fosso, come tante e tante volte! Voglio essere felice. Devo esserlo! Devo usare tutta la mia intelligenza per non cadere in quel

buio. Non voglio, non devo essere soggiogata delle mie paure e  dominata dalle debolezze."...

Era questo il suo continuo ripetersi, riferendosi alla forza che cercava di scavare dal suo profondo; da quel senso di vuoto disperato che le faceva tanto male, che ogni giorno, aprendo gli

occhi, le faceva sobbalzare il cuore in gola come se prendesse, all’istante, un grosso spavento!

Scavava, scavava dentro e, intanto, cercava di rialzarsi da quella grossa macchia d'olio per tenere i piedi finalmente ben saldi a suolo.

Finalmente, la caparbietà e la voglia di tornare a gioire, l'amore per chi amava e quello di chi  l’amava, le passioni alle quali si era abbracciata e le facevano sentire la voglia di essere

protagonista della sua vita, fecero di lei una persona nuova: piena di vita... Lei!...

Gli altri non cambiavano, non lo avrebbero fatto mai, per stupidità, per egoismo, per ignoranza; ma ora, lei si difendeva bene, sapeva combattere, si era fatto il suo scudo: lo aveva trovato.

Aveva costatato che, come lei, altri avrebbero fatto lo stesso, ragionato altrettanto e non avrebbero sopportato altrettanto: cosa che lei non aveva, purtroppo, capito tanto presto.

Ma la vita dà sempre un'opportunità di rivincita. 

Così fece passi da leone… La forza era sopravvissuta!...

... Anni novanta, era datata la poesia… La rilesse.

Non era cambiata poi tanto, ritrovò lo spirito battagliero che allora celava dentro, la delusione, ma era una poesia che, a rileggerla, poteva indossare chiunque... Quindi!!?...

Riguardò lo specchio, le parve di cogliere un sorriso nascosto tra i riccioli, negli occhi.

Guardava se stessa, nel profondo, e si sentì compiaciuta: vedeva una donna forte, più forte e fu soddisfatta. Anche se, in molte cose, non ci si ritrovava più, beh, quei versi potevano anche

restare ancora scritti lì; la vita, infondo, è un pò... così per tutti, anche solo per un giorno.

Era proprio, quel che si dice...

 …. UN "IO" qualunque....

     Io, tanta voglia di ridere,
     tanta di gioire, amare
     eppur,
     tanta voglia di piangere,
     fuggire, gridare.


     Io triste, io allegra,
     io viva, io vuota!
     Io con tanta voglia di dare
     forte come roccia,
     delicata, fragile
     come bimbo,
     agitato mare in tempesta.

     Di nuovo frizzante mattino di
     primavera...
     E ancora io: delusa,
     derisa, ingannata,
     ignorata, calpestata.
     Con un cuore pazzo
     con un cuore a pezzi.

     ...Con le mani piene,
      con le mani vuote.
     Testarda…
     con le mie certezze,
     le mie contraddizioni:
     poi, arresa...

     Io piena di paure,
     stremata, stanca.
     Sola…
     tra tanta gente!
     Io con tanta voglia di vivere
     tanta di essere.
    ... IO?!...
    Sì, proprio io...

..... Ripiegò il foglio con cura, seguendo i segni che il tempo aveva lasciato sulle piegature. Ne senti un pò l'odore di chiuso e di vecchio, e quella  leggera fragranza. Era un gesto delicato, quel

portare il foglio al naso, quasi fosse una vecchia lettera d'amore; ripensandoci, evocava immagini di vecchi film, un po’ strappa lacrime, visti in tv….

 Stette un po’ così, come ancora a cogliere qualche altra lontana ombra del passato, dopodichè lo ripose tra i profumi di bergamotto: lì, cullato tra i ricordi, perchè parte di lei come le lenzuola

con i pizzi che, anche se non usava più così spesso, erano e restavano suoi per sempre.

… Poi, chiuse il cassetto, si girò e sorrise allo specchio.

Profilo Autore: Giò  

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Commenti  

Caterina Morabito*
+1 # Caterina Morabito* 23-11-2015 10:05
Un bellissimo déjà-vu ...complimenti Giò, ;-)
Bronson
+1 # Bronson 23-11-2015 10:26
Un magnifico racconto che non è solo introspezione.E ' un pò quello che succede realmente in molti casi,rivissuto tramite un ricordo.Un sapere specchiarsi in modo propositivo nel vissuto e vedere il proprio presente in modo catartico.Brava
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 24-11-2015 15:41
Sono tornata indietro nel tempo alla mia prima BOZZA, ma la vita a volte dopo molti anni si ripresenta tale e quale a quella del passato, molto bella mi a commossa, ciao.

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