Questa è la favola di Orcomatto, un orco strano, che nella palude non viveva, perché, come della notte, paura gli incuteva.
Era un orco vegetariano e spesso lo... vedevi rosicchiare un sedano, che teneva nella mano, saltellando per le vie della città e cantando: trallalì, trallalà.
Un amico, con lui, viveva, era un gatto, scappato alla strega ed insieme dormivano sopra un giaciglio, nelle stalle, quando si faceva sera.
Orcomatto, un orco verde, non era e si era innamorato di una fatina, che magie non faceva, ma a scuola, ai bambini, dolci fiabe, leggeva.
Di nascosto, la stava ad ascoltare, per poi commuoversi a tal punto che, dalla gioia, una lacrima gli scendeva, scaldandogli la guancia, tanto che baci inviava, anche se la fatina non lo vedeva.
Le favole non sapeva raccontare, ma tutte le aveva imparate ed al gatto le andava a mimare, mentre rideva.
Era diventato il più bel gioco che lo intratteneva.
Ed un giorno, intanto che lo faceva, la fatina Siri, di questo omone, s'intenerì e, in lui, vide il bambino dagli immensi occhi blu.
La fatina si mise a pensare, forse la strega un sortilegio aveva fatto a quel povero orco, che non poteva essere altri che il principe buono, di cui nulla si era più saputo e, con il tempo, fu dimenticato!
Questo pensiero le si accentuò e le ricerche incominciò, interrogò i suoi libri di storia, per capire chi fosse Orcomatto.
La gente a quell'orco strano si era abituata e non faceva più caso, era buono, gentile ed a tutti sorrideva.
Era il Principe della città e non lo sapeva.
Al calar di una sera arrivò la brutta megera ed il suo gatto, rivoleva, pertanto una sfida iniziò, tra orco e fata, contro la strega, che prese ad inveire e maledire, ma la fatina, che bene si era preparata, protesse l'amico orco dalla magia e fu così che il sortilegio svanì, facendolo mutare in Principe, in men che non si dica.
La strega che vide svanire i propri poteri, corse via, rincorsa dal ritrovato Principe che la voleva prendere a calci nel sedere, fintanto che, da quel momento, non si fece mai più vedere.
E quelli che videro tutta la scenetta andarono, in tutta fretta, ad informare il Re e la Regina, del grato ritorno del loro figlio, Claus, il Principe sparito.
Per la felicità, una grande festa fu organizzata, per la gente della città.
Vennero invitati grandi e piccini e, certamente, la bella fatina che, senza volere, si ritrovò Principessa a divenire, a seguito del grande amore sbocciato tra lei e l'orco, il bel Principe dagli occhi azzurri, testé diventato.
Il matrimonio fu celebrato e Orcomatto fu dimenticato.
La fatina, con il passare del tempo, divenne Regina, diventando poi madre di una bella e bionda bambina che, a sua volta, divenne fatina, col suo gatto acciambellato sul suo cuscino che la guardava e, ogni tanto, ronfava

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Profilo Autore: Horion Enky  

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