UNA FAVOLETTA PER DANILO:
L'angioletto che correva.
Un tempo....che qui nevicava, era ancora freddo e ci riscaldavamo con poca legna nel caminetto, le casette erano in pietra e i tetti spioventi in legno; che riuscivamo però a goderci il riverbero dei raggi del sole sulla neve e nel fango quando la neve iniziava a sciogliersi; e noi giocavamo quasi scalzi scivolando sul ghiaccio o attaccati dietro alle carrozze che passavano....Ah ecco: già mi sto dilungando; dicevo: un tempo...che qui nevicava sui tetti in legno, in Paradiso erano tre angioletti: Din, Don e Dan. Din, che aveva degli occhi verde petrolio ed era sempre in ritardo; Don, grassottello, che danzava indossando sempre delle cuffie per ascoltare la musica, ed aveva sempre le tasche piene di briciole di dolci, che tanto gli piacevano; e Dan che....che....che aveva delle belle mani oltre tutto ma...ora ve lo racconto. Gesù inviò Din, qui sulla terra e nel deserto, e quando lo chiamò gli disse: "Din, ti invio in quella parte della terra dove non piove mai". "Io?" esclamò con un po' di ritardo Din, che era sempre un po' in ritardo, da come incredulo che era, "e che cavolo ci vado a fare in quella parte della terra dove non piove mai?", Gesù gli rispose: "ecco...intanto potresti piantarci i cavoli; potresti innaffiare e piantare grandi alberi e far crescere l'erba verde verde, come i tuoi occhi". A quelle parole Din, da spavaldo che poteva sembrare, divenne, sempre trascorso qualche istante, rosso rosso nel viso, ed abbassò gli occhi con un sorriso: ma non subito. Poi Gesù seguitò: "tu semina ed innaffia, semina ed innaffia, fino a quando quella parte che è solo sabbia, diventi verde e piena di alberi maestosi. "Agli ordini Gesù: io sono Din, e mica dico si o no, ma ni; però vado lo stesso". Così Din, poco convinto che era, volò giù, qui sulla terra: prima in questa parte del mondo dove nevicava: infatti io lo ricordo bene quando arrivò, e poi, con un po' di ritardo....anzi, con un bel po' di ritardo, che io ci ho giocato insieme a lungo sai, si recò in quella parte di mondo piena di sabbia sottile dove il sole batte forte e la notte fa freddo, portando con se tre semi: uno per l'erba, uno per gli alberi, ed uno per i cavoli."Don!", chiamò ad alta voce Gesù; ma Don, pur sentendo la voce di Gesù molto soffusa per le cuffie che aveva, non poteva rispondere, che aveva la bocca piena di crostatine alle mandorle, e le tasche piene di biscotti come i nostri ringo che sono di qui alla crema e di qua al cacao; e poi era preso da quel ritmo di danza che non voleva interrompere; e danzava e mangiava. Don, aveva la facoltà di far apparire i dolci nelle proprie tasche, con il solo infilar le mani nelle stesse; e, devo dire, ne approfittava non poco: intendo dire che, invece di comprarli agli alimentari, che pure lì in Paradiso facevano buoni prezzi, anzi: quasi li regalavano, ecco: infilava le mani nelle tasche: et voilà: ecco una crostatina alla marmellata di lamponi, ecco una lecca lecca che, nel volerla mettere tutta intera in bocca, da quanto era goloso, appariva come una indigena Mursi, che si fa bella infilandosi fra le labbra quegli anelli sempre più larghi sin da bambina. "Don!", seguitava a chiamare Gesù. "Don!"; ma Don nulla. Alla quarta o quinta volta, Don, avendo oramai mandato giù una fetta di torta alle fragole, ed essendo in quel momento ternimato un brano musicale, finalmente rispose: "eccomi". E si avvicinò a Gesù danzando, preso dal ritmo del brano successivo. Ma Gesù, non potendo sentire la musica che solo Don portava le cuffiette, lo prese un po' per toccato. "Don, a te ti mando a lavorare in una pasticceria però...." e lì Gesù, con una leggera e benevola provocazione si interruppe nel suo dire; Don infatti trattenne un attimo il fiato, ma subito Gesù, che poi così cattivo non è mai stato lo sappiamo, terminò la frase aggiungendo: "però con le caratteristiche di uomo, così che ogni volta che mangi qualcosa di dolce, ingrassi, e dovrai stare attento nel mangiar bene, ed inoltre...tutto ciò che di dolce mangi, lo dovrai pagare come i comuni mortali". "Oh Gesù!" esclamò Don. Poi aggiunse: "ma io sono Don e dico si e no non". Così Don volò giù, qui sulla terra, ed iniziò il suo primo lavoro in questa pasticceria qui all'angolo; ah si certo; sono altri tempi adesso: mica c'era una pasticceria qui che faceva angolo; in verità non c'era neanche l'angolo. Infatti Don, attese in quel campo dove ora sorge la scuola, per decenni e decenni, ascoltando musica e danzando, prima che la Pasticceria potesse essere costruita. Resta Dan...a no: un momento! Qui sulla terra, un angelo si doveva trovare un nome comune, un nome come i nostri: Paolo, Massimo, Fabio, così Din, decise di presentarsi, almeno io con questo nome lo conobbi, con il nome di Bernardino; si, vero: un nome quasi normale; ricordo che mi disse: "Piacere Bernardino...." ma non allungò la mano: che su in Paradiso non si usava fare; mi guardò negli occhi con quei suoi occhi verde petrolio che mi incantarono e poi aggiunse: "per gli amici Dino". Solo che quando poi noi altri lo si chiamava da lontano, la "o" di Dino, non giungeva mai; così lo si finì per chiamare Din. A Din, piaceva tanto giocare con noi, e a noi con lui, che poi, solo poi, raggiunse quella parte del mondo dove non pioveva mai; e si, in ritardo. Credo che alcune volte, Din approfittasse di essere un angioletto, che mi sembra, ma non posso esserne certo, quando tiravo in porta, lui spostava leggermente i pali per non farmi segnare; si, di poco, ma di quel poco che il pallone faceva palo. Don invece, si presentò allo Chef pasticciere con il nome di Donato e, nel mentre lavorava doveva anche togliersi le cuffie per sentire ciò che gli ordinava lo chef, e poi doveva anche rispondere subito. "Accidenti che vita!", lo sentii borbottare una Domenica che entrai per acquistare dodici bignè. e Dan...eccoci a Dan. Dan aveva un viso vispo e due occhi dolci. Era frastornato qui sulla terra quando arrivò, tanto era strana la vita qui per lui, però aveva un carattere così delicato e sensibile, che tutti, e quando dico tutti dico tutti, tutti gli volevano star accanto. Si, come se Dan, che poi qui sulla terra si scelse il nome di Danilo, come se Dan dicevo, si fosse portato appresso una luce dorata che aveva lì su, in Paradiso e poi, sappiamo che noi, qui sulla terra, ci ricordiamo qualcosa di quando eravamo lassù, e così, nell'avvicinarsi a Dan, ecco che si risvegliava nella memoria di colui che gli era accanto, quella luce che gli apparteneva lassù; e la vicinanza a Dan era un po' come...come quando un raggio di sole tiepido anzi caldo, in una giornata ancora invernale, ti fa ricordare forse una splendida giornata estiva trascorsa al mare e ti fa tornar la voglia di tornare al mare la prossima estate. Ecco, così era Dan per gli altri; e tutti, e quando dico tutti dico tutti, anche senza accorgersene, nelle loro giornate stressanti e frenetiche, si avvicinavano appositamente a Dan, perchè in loro si risvegliava quel Paradiso dal quale proveniamo. Dan, su, lì dove era prima, correva. Correva. Si: correva. Passava per forza di cose accanto agli altri, agli altri angioletti o accanto ai Santi, o accanto a Gesù, correndo; e mica nessuno aveva il tempo di godere della sua presenza, anche se, devo dire, molti altri angioletti o chi per loro avrebbero voluto; e avrebbero voluto scambiar due parole con Dan. E certo su, lì, mica ci si stancava; volendo neanche si aveva necessità di dormire; si poteva correre e correre e solo sentire il vento sul viso ed il sole che riscalda. Poi Dan avrebbe recuperato qui, sulla terra da noi, tutto il sonno che si negava per la corsa; si, perchè appena giunto qui da noi, Dan scelse una grande città per vivere anzi: fu Gesù che gli assegnò questa città; gli disse: "Dan, qui, in Paradiso, tu passi accanto ai Santi e agli altri angioletti sempre di corsa, e corri e corri. Ora ti mando in un posto dove la corsa è diversa: tutti sono frenetici, tutti corrono, ed hanno necessità di godere del ricordo che tu porti loro; così passi accanto agli altri, ma la corsa...non sarà come qui: saranno gli altri a correre". Così ora Dan, di tanto in tanto si riposa su un divano celeste come il cielo, anche se, ad essere siceri è un divano oramai vecchio ed impolverato, ma il giorno, passando accanto agli altri, lascia quell'alone di serenità che qui ci siamo dimenticati esistere. Ah se lo vedeste! Dan ad esempio, attende da solo ad una fermata dell'autobus e, se sul lato opposto della strada c'è un nugolo di persone che attende un autobus in verso opposto ecco: tutti si precipitano dall'altra parte della strada e, pur di star accanto a Dan, prendono l'autobus in verso opposto a quello che dovrebbero; così, devo dire, in questa città è arrivata una baraonda di eventi: impiegati che dovrebbero lavorare in uffici sulla Salaria, che arrivano invece verso il centro; taxi che voltano improvvisamente dalla direzione presa, clienti consenzienti, e si mettono a seguire l'autobus di Dan; scie di viaggiatori nella metro, sulle scale mobili che, dallo scendere di corsa, risalgono per inseguirlo; gente che viene scavalcata, urla di giubilo come quando i Beatles suonarono allo Shea Stadium di New York il 15 Agosto del 1965; solo che i Beatles erano quattro e Dan è solo. Come si spiega tutto ciò? Una volta Dan mi disse che a lui....mancava tanto la casa, e gli vidi quel suo sguardo dolce e malinconico. Io ho una bella casa, però so anche cos'è l'empatia, anzi, la vivo, e quindi mi sono lasciato penetrare da quello sguardo così dolce da angioletto che era in Paradiso che.....che abbassai lo sguardo, proprio come Din aveva fatto secoli prima nel ricevere quel complimento da Gesù: allo stesso modo: con un po' di ritado, tanto mi piacevano quegli occhi, e fermai lo sguardo sulle sue mani per godere anche di quella bellezza. Però io non arrossii e solo immaginai una casa piena di angioletti, di Santi, e Dan lì, che corre. Ah si, mi dico, ma forse il più fortunato sono io che, di tanto in tanto lo vedo riposare come un angioletto, si, come era in Paradiso, in un letto. Così anche io, in quel momento: vivo l'attimo.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: tony lavinara  

Questo autore ha pubblicato 5 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Michelina
# Michelina 31-03-2018 10:18
Bellissimo racconto,che belli questi te Angioletti.Un saluto e buona Pasqua.
tony lavinara
# tony lavinara 31-03-2018 12:49
Grazie Michelina. Una Buona Pasqua anche a te, da me e da Din, Don e Dan.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.