Reprobi Angelus- Ultimum capitulum

Nonna mi raccontava che la pioggia sono le lacrime degli angeli.

Avevano da poco lasciato il Palazzo sull’Acqua, ammutolite e incredule. Lobella desiderava solo le braccia di Eadweard, del buon vino e le chiacchiere tra amici

al crepitio del fuoco. Benedetta 
fluttuava. Nessuna delle due fino a quel momento si era accorta che la ragazzina era rimasta indietro. <<Benedetta, mio Dio…

mia figlia…>>. ‘Mamma calmati, a sinistra dietro di voi sulla 
panchina’. <<Perché hai quel libro…>>. ‘Ascoltate: la prima, la Stanza della Tristezza cola tanta

fuliggine dai muri quanto sono cupi i pensieri di chi cercherà di attraversarla… non ce la farà mai. Quell’uomo ha il cuore in frantumi’. Benedetta sentì come il

calore di una luce accanto a lei <Dai 
a me il libro, tu e Lobella tornate alla locanda. Vi raggiungeremo lì io e Samael. E… vi voglio bene. Andate…>.

‘Benedetta…’. <<Amica mia, non farlo…>>.

Benedetta era già oltre la Casa Bianca, oltre lo sguardo smarrito delle compagne. Oltre quanto di più inconcreto potessero concepire. Il tomo le indolenziva le

braccia ad ogni passo, come se le 
pagine aumentassero. Quando entrò le pareti sudavano catrame. Samael ne era immerso fino al costato. Agli occhi di Benedetta

appariva come un cigno ferito. Era inginocchiato, e piangeva 
caligine. <Angioletto, su alzati… mi devi delle spiegazioni> Benedetta cercò di scuoterlo.

“Più di qualcuna… visto che sei qui. Risponderò alle tue domande. Tuo figlio aveva solo bisogno di sostegno finanziario, l’appoggio della sua splendida madre

farà il resto. Ora mi chiederai come 
facessi a perorare lui e ad essere alla locanda a vegliare su di te…”. Una digressione a questo punto è d’obbligo. Prima

inzupperò il croissant nel caffè, cercando di 
guardare oltre la penna.  

“Quando trovai Lucifero, non voleva sentire ragioni. Il suo disegno era ormai avviato, e io non ero che un ostacolo da rimuovere. Il mio ardimento non bastò. E

mi uccise”. 
<Senti questa, ora mi dirai… Mio Dio…>. “Quando vengo ferito o se vengo ucciso di me ne nascono altri due. Il vecchio della locanda ospitò me e

Adamantina, ci aiutò ad avere una vita 
normale. Ma una sera lo scoprì, e fu troppo per lui. Mi cacciò, continuando però ad occuparsi di lei”. Benedetta si stupì di

avergli preso la mano <Ripensa a quei giorni felici, e varchiamo 
questa porta>.

Sorvolerò sulle successive stanze… Avidità, Onnipotenza e Vanagloria, Insaziabilità e Gelosia. E Immobilismo. Comportamentinon perpetrati dalla creatura il

cui indice asciutto pareva 
ora indicare l’uscio dirimpetto a un grosso quadro ottocentesco. <Tu con lui. Sei espressivo… non preoccuparti, nel tomo si dice che

l’ottava stanza 
è l’Ingordigia: hai mai visto Anche gli angeli mangiano fagioli? …non badarci, quando sono impaurita dico cose sciocche>. Benedetta iniziava a

provare una forte dolenza alla schiena, come se 
potesse sentire la sofferenza di Samael per la lacerazione. <La nona stanza, l’Iracondia>. Un enorme portone ne

impediva il passaggio. “Entrerò da solo. Ciò che vedrò potrebbe metterti in 
pericolo”. <Demoni, spiritelli e folletti non saranno peggio di ciò che abbiamo

attraversato fino ad 
ora>. “…in pericolo da me”. Questa volta tacque. Pensò al figlio, e tacque.

Samael appoggiò la mano all’antico portone che si spalancò. Varcò la soglia. Quel che accadde cominciò a scriversi nel tomo. Un varco si spalancò nel

pavimento, così profondo che appoggiando 
l’orecchio Samael al suo interno poteva sentire non una voce umana gridare dal dolore, ma le urla dei dannati.

Si sentì stringere dentro. Avrebbe voluto fare qualcosa, ma lo trascinò via il pianto di 
un bambino appena nato. Giaceva a terra da solo sulla soglia. Così lo prese

e lo strinse a sé, ma 
l’essere vampirico tornò alla sua vera forma… se una luce calda non avesse distolto il Tiyanak, la testa di Samael avrebbe misurato la

profondità della voragine. Benedetta non poteva credere che 
esistesse tanta malvagità, ma stando all’inchiostro lui era vivo. <Ti voglio bene angioletto>.

Mancava davvero poco. Un’ultima stanza. Nel libro era chiamata Locus. La Stanza dove tutto cessa di esistere, e dove esiste ogni cosa. Dove la paura diviene

inquietudine, e la follia indossa le vesti 
del senno. Quando lo raggiunse, la pioggia dai suoi occhi pareva volesse ingannarlo… sembrava  solo acqua ed invece

era ricordo. Adamantina gli stava morendo tra le braccia. Avrebbe voluto 
chiamarlo, dirgli Samael non è reale. Ma sembrava così tanto che lo fosse.

“L’ho lasciata andare / nell’avvoltolare ingiallito / di una foglia. / L’ho lasciata andare / in equilibrio su una lacrima, / inafferrabile come un bacio / che dalla

bocca scivola /
sulle pagine 
 sfogliate dal vento”. <Samael…>. “Non temere se piove… piove sempre quando qualcuno ti manca. E’ ora di andare”.

Samael chiuse gli occhi… il cippo era al suo posto, e lo scavo fatto. Accarezzò i cenci della veste vermiglia, e si sdraiò accanto a lei. E sentì il calore di una luce

accanto a loro. 
<<Aspetta Morte, lascia che abbracci questo mio figlio>>.

Un uomo sotto un cappello plumbeo come il cielo su una Volga nera a fari spenti nella sera percorreva la statale poco trafficata. Alla locanda Della Cannella,

nell’angolo rischiarato dalla finestra <Ciao Adamantina, mi chiamo 
Benedetta. Io so chi sei… me l’ha detto un angelo> sorrise <Il suo cuore deve trovare la

strada… 
Un giorno, ne sono sicura, farà ritorno a casa>.

Riposi al suo posto il tomo. Il caffè era diventato freddo, come l’aria che arrivava dalla statale deserta oltre la landa. Aveva iniziato a piovere sui bucaneve alla

finestra. 
Sullo scrittoio pochi versi con l’incertezza dell’autunno, macchiati di miele che non mi ero accorto di avere scritto. Guardai la sedia nell’angolo, e poi

ancora la pioggia. E forse pensai che in notti 
come questa Dio diventa poeta.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: MastroPoeta  

Questo autore ha pubblicato 425 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.