Era giunta attraverso le porte aperte, cercava la sua menzogna, il castigo che attendeva senza demeriti perché sapeva quanto fosse irrinunciabile quella occasione. Lasciò uno spiraglio alle spalle per la via di fuga, ma rimase costretta in quel piccolo spazio a causa della perfidia nascosta nella borzetta di plastica nera.
Rideva e si vantava del tradimento a danno dell'amante, quel torello credulone, e piazzava le sue trappole per catturare e stordire i suoi adulatori.
Ad un tratto si ritrovò con le spalle al muro, senza le armi che avevano perso il filo della lama, ma fu lesta a cancellarsi sopportando fremente i colpi della frusta sulle spalle ingobbite. La rincorrevano le risate e le parole a lei sì care che la rendevano abile nel turpiloquio e nella calunnia.
Attraverso le porte aperte, la megera sfuggì a fatica al linciaggio dei Protettori della morale che la esiliarono nel paese dei meschini e delle donne perse.
E tutti risero con la saliva tra i denti...

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Profilo Autore: Libero  

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