“Che bella giornata! , non posso stare in casa tutto il giorno anche oggi”, pensavo guardando dalla finestra.
Uscii di casa, il sole era tiepido l’aria frizzante, era quasi primavera.
“Sono abituata ad essere impegnata molte ore al giorno e nei momenti di pausa il mio cervello corre indietro nel tempo oppure corre avanti e immagina il mio futuro. Questi pensieri mi spaventano. Forse ha ragione un mio amico, lui sostiene che bisogna vivere l’oggi al meglio e non pensare ad altro”.
 Mentre ero assorta nei miei pensieri, quasi senza accorgermene presi la strada che portava nel bosco.
“ La natura ci regala degli scenari meravigliosi, dobbiamo solo soffermarci a guardarla, anzi dobbiamo sederci e osservare i particolari e arrivare a vederla. Una mia insegnante diceva: “ Guardare e vedere sono due verbi diversi. Chi guarda controlla, chi vede percepisce.”
“Quando lavoro cambio molte città, ma sono sempre di fretta guardo in giro e penso a tutto quello che devo fare, ora posso rilassarmi e godermi la natura”.
Camminavo decisa immersa nei miei pensieri e non mi accorsi di avere fatto molta strada.
Mi fermai, mi girai e non ero sicura di saper tornare indietro. Stranamente non mi spaventai, anzi una calma e pace interiore prese il sopravvento.
“ A questa mia vita fatta di lavoro e fatica manca una cosa”, pensai  riprendendo il cammino.
“ Manca l’amore, tante volte ho pensato di averlo incontrato, ma chissà cos’era, forse è colpa mia, forse è colpa degli uomini che ho incontrato, non so”
Sentii dei rumori, non mi spaventai. Ero sola in mezzo al bosco ma ero tranquilla.
Dopo poco distinsi il rumore di zoccoli di cavallo, ne fui stupita, ma osservai attenta dalla parte della stradina nella direzione in cui  proveniva il rumore.
 Arrivò un bellissimo ragazzo a cavallo e si fermò accanto a me.
“ Ciao, vai ad una festa in maschera? Carnevale era un mese fa.”. Domandai con un po’ di arroganza.
Lui mi sorrise, scese da cavallo, mi prese la mano e me la baciò. Sentii le sue morbide labbra sulla pelle  e mi vennero i brividi.
“ Io non so cosa sia il carnevale”, disse continuando a sorridermi e piano mi lasciò la mano.
Io non riuscivo più a capirci niente, mi guardai in giro, pensai ad uno scherzo.
“ Scusa, ti vesti sempre con abiti medievali? Perché in azzurro? Fai parte di qualche setta?”, dissi continuando in modo maleducato.
“ Non so cosa sia una setta” rispose il ragazzo continuando  a sorridermi.
Accarezzai il muso del bellissimo cavallo bianco che era calmo come il padrone. 
Pensando ad uno scherzo dissi: “Io mi chiamo Biancaneve, tu come ti chiami?”
“ Che bel nome , tempo fa ho conosciuto una ragazza che aveva il tuo stesso nome … io mi chiamo Principe Azzurro” , disse lui sempre con uno sguardo dolce e sereno.
“ Immaginavo …” , dissi a bassa voce
 “ Come?” chiese il Principe
“ Hai un bel nome anche tu”; dissi io, pensando di essere vicina alla follia.
“Come mai da questa parti?”, domandai fingendomi tranquilla.
“ Ovunque ci sia una donna in cerca dell’amore, dell’amore vero, io arrivo” , mi disse con gli occhi che gli brillavano.
Era molto più alto di me, capelli neri fino alle spalle,  occhi azzurri, viso regolare, sguardo dolce, la sua calzamaglia fasciava gambe muscolose, le sue spalle erano larghe.
“ Sto sognando, ora ho capito. Nei sogni vale tutto ….”, pensai convinta di aver dato una spiegazione logica agli eventi e mi calmai.
“ Se arrivi e ti trovi davanti ad un cesso?”, chiesi sempre più maleducata.
Lui calmo, prese le briglie del cavallo e riprese il cammino a piedi e io lo seguii.
“ Cosa intendi per cesso?” , chiese calmo
Era così  dolce che mi disarmava.
“Scusa, intendevo …. Non ho capito la tua missione”
“Portare l’amore, questo faccio”.
“ Ci sono tanti tipi d’amore”, dissi curiosa.
“Io solo di un tipo mi interesso e tu sai bene quale … è quello che ti manca”
Non dissi più niente per un po’, camminammo accompagnati dai suoni che il bosco ci offriva e dagli zoccoli del suo bellissimo cavallo. Lui aveva lo sguardo sicuro e una camminata decisa. Era bello da togliere il fiato.
“ Sei bellissimo” dissi all’improvviso.
“ Tu sei magrissima”, disse lui sorridendomi.
“ Lo so, devo, sono una ballerina, è il mio lavoro, non posso permettermi di ingrassare”, pensai che il principe fosse stato sincero ed ero contenta di questo.
“Hai lo sguardo triste”, aggiunse dopo poco.
Io gli sorrisi e non dissi nulla.
Arrivammo nelle vicinanze di un bellissimo castello.
Io, ormai convinta di stare sognando, dissi :“ Ovviamente quella è la tua abitazione”. “Ovviamente” , rispose lui”.
L’interno rispettava le caratteristiche del castello medievale, solo i colori non erano quelli tradizionali.
I pavimenti erano verdi, il soffitto blu, i mobili gialli, la scala rosa. “ Che strani colori!” dissi ad alta voce.
Lui si fermò, mi prese le mai e mi guardo negli occhi. “Non ti piace?”
Il suo sguardo mi trasmetteva una pace che non sentivo da tempo, la sua calma mi faceva stare bene.
“È bellissimo, sono contenta di essere qui”, dissi tranquilla.
“Vivi solo, cioè hai persone che ti aiutano, come fai in questo grande castello?”, chiesi curiosa.
Lui mi lasciò le mani, si girò verso la grande stanza e disse: “ Non mi aiuta nessuno, il castello è spesso vuoto io sono sempre in giro”
“Cucini tu? Ti piace cucinare?” “ Sì, cucino io e mi piace moltissimo”
“È proprio un sogno …” , dissi ad alta voce “ Cosa è un sogno?”, chiese il principe. “ Il castello, tutto, è molto bello” .“Grazie Biancaneve, vieni di là con me” “ Bianca che?????”, non mi ricordavo di aver dato un nome inventato “Cosa c’è? Perché alzi la voce?” “ Niente, scusa” , dissi con dispiacere.
Lui si fermò mi guardò “ Non ti scusare con me, mi rendo conto di fare sempre un certo effetto, quando si tratta di sentimenti tutti siamo fragili, a volte impauriti, a volte troppo felici. Spesso li nascondiamo, spesso li usiamo”
“Ho incontrato un principe azzurro, filosofo”, pensai divertita.
Entrammo in una stanza che non aveva nulla di reale e vidi un orologio senza lancette. In quel momento pensai al tempo che potevo essere stata fuori casa, non avevo l’orologio al polso e chiesi che ore fossero.
“ Cosa sono le ore?” , rispose il Principe.
“Quelle che segnerebbe quell’orologio se avesse le lancette”
“ Vero, scusa. Il concetto di tempo non esiste per me. L’amore non ha tempo. Quando si ama e si è ricambiati, il tempo si ferma, si vive in un’altra dimensione. Una mondo parallelo”
Rimasi per un attimo perplessa, poi sorrisi, mi commossi e dissi “ Come hai ragione, è proprio così”
“ Tu saresti in grado di dare tanto amore, lo sento. Cos’è successo, perché non ti lasci andare. Di cosa hai paura?” ,mentre parlava si avvicinò a me e mi fece sedere su un divano che sembrava panna montata.
“Che forma strana questo divano” “ Non è un divano, è una nuvola. Le prendo in cielo quando hanno delle belle forme”.
Guardai il principe e non riuscii più a pensare che tutto era una follia, perché quello che diceva era così dolce e poetico che mi scese una lacrima.
“ Biancaneve, tu non hai l’amore perché non hai mai voluto trovarlo. Hai costruito un muro dentro di te per non soffrire, cosa è successo, cosa hai visto?”
“Ho sempre ballato, ho sempre solo ballato”, sono le uniche cose che riuscii a dire.“ Sarai molto brava” disse il principe.“Giro i teatri di tutto il mondo, guadagno tanti soldi”
“Vuoi qualcosa da bere, da mangiare?” , chiese il Principe dandomi una carezza. “Niente, grazie, tra un po’ vado” . “ Dove vai, stai con me, non stai bene qua?”. “ Sì sto bene” , risposi tranquilla
Il mio sguardo si posò su di una grande bilancia, una di quelle con due piatti. “Sai cos’è quella?” , disse il principe. “Una bella bilancia antica”, risposi io
“ Sì,ma quella pesa le emozioni”. “Anche gli Egizi, lo facevano, da una parte il cuore dall’altra la piuma…”, dissi io curiosa. “Qui è più semplice, basta parlare”
Sempre più curiosa dissi “ Perché devi pesarle?” . “Per capire quanto si è disposti ad amare, quando si è disposti a rinunciare per amore, a quanto l’amore sia importante nella vita di una persona … ovviamente del tipo di amore di cui mi occupo.”
“Proviamo!!”, dissi sicura.“ Lascia perdere e balla per me”, disse il principe baciandomi sulla guancia.
Mi alzai e feci alcuni passi del nuovo balletto che avrei interpretato.
“ Brava, che grazia che eleganza”.“ Sarò Odette nel balletto “Il lago dei cigni”, ci sarà un tuo collega Principe”. “Cosa ?” chiese stupito il Principe Azzurro.
Non risposi e continuai a ballare, lui ad un certo punto si alzò, mi fermò e mi diede un bacio.
“Fermati qua con me per sempre”, disse il principe.“Non posso devo ballare”
“Rinunceresti al tuo successo per amore?”, chiese guardandomi negli occhi
“Rinunceresti al denaro per amore? Rinunceresti alla tua indipendenza per amore?
Io non rispondevo, ma vidi la bilancia inclinarsi da una parte.
Tentai di separarmi da lui, ma lui mi strinse forte e continuò
Quando balli sei felice?
Pensi che amare una persona non ti renda così felice?
Non basta il lavoro, il successo, senza amore si muore.
La bilancia oscillava un po’ qua un po’ là.
Io non rispondevo, ma lui alzava la voce mi stringeva e continuava.
Si può avere lavoro e amore ci credi? O hai paura?
Sì aprì una finestra ed entrò un vento gelido. Cercai di divincolarmi, ma inutilmente.
Tu sei in grado d’amare, l’amore ti manca!
 Hai paura di perdere il controllo?
Rimani qua con me per sempre!!
Il vento soffiava, dalla finestra entrarono foglie e polvere.
Alzai lo sguardo, non c’era più il tetto.
Il Principe parlava, ma non ero più in grado di sentire le sue parole.
Raccolsi tutte le forze che avevo e mi liberai da lui, guardai la bilancia era inclinata tutta da una parte.
Iniziai a correre mentre correvo il castello, a pezzi, spariva.
Feci la strada a ritroso, non sapevo bene dove stessi andando correvo, piangevo il vento forte e la polvere mi stordivano. Mi trovai davanti a casa.
“Laura, dove sei stata con questo tempaccio?”, disse la mia amica e collega di danza che mi aspettava davanti a casa. “Quando sono uscita c’era un bel sole ..” “Ieri c’era il sole è da questa mattina che il tempo è così …”, disse la mia amica entrando in casa.
“Volevo avvisarti che domani a teatro ci saranno le prove generali con la compagnia al completo, sei strana cos’hai ?” .“Niente ho preso freddo”, risposi guardando dalla finestra. “Riposa che se ti ammali è un guaio, ciao a domani”
Il giorno dopo a teatro, mentre stavo allacciando le scarpine per stare sulle punte, la mia amica mi diede una pacca sulla spalla: “Guarda là, quello è il ballerino che interpreterà il Principe”
Io mi sentii mancare, era lui, era il Principe che avevo conosciuto nel bosco il giorno prima.
“ Laura che cos’hai?, sembra che tu abbia visto un marziano”
“Forse è un segno del destino, forse è proprio lui l’uomo della mia vita”, pensai sentendo il cuore uscirmi dal petto.
 “È, molto bello”, dissi con un filo di voce
“Che te frega l’importante che balli bene”, disse la mia amica ridendo
“Dove vive?”. “In un castello ahaha e smettila di guardarlo, non fa per te…..”, disse la mia amica con un sorrisetto malizioso mentre il Principe si allontanava con un altro bel collega.
Durante le prove non riuscii a comunicare con il mio collega – ballerino - Principe, parlava solo russo. La danza parlava per noi.
Provammo per un mese. La sera della prima come sempre ero molto emozionata. Tutte le volte che si alza il sipario il cuore lo sento in gola per pochi secondi penso di non farcela, ma quando inizia la musica mi sento leggera, mi sento una farfalla e ballare mi riempie di gioia.
Finita l’esibizione tenevo per mano il Principe e piangevo.
Le emozioni che durante l’esibizione doniamo al pubblico lui le rimanda a noi a spettacolo concluso con il suo applauso, la sua energia.
Guardavo i colleghi, il Principe, il pubblico …
“Ballare è tutta la mia vita, forse l’unico mio amore … non ce ne stanno altri … "

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Profilo Autore: Barbara  

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