Gaia ha sei anni da neanche un mese, zaino rosa sulle minute spalle, si appresta ad entrare a scuola. Lo zaino è ancora vuoto eppure è così pesante che sembra riempito di pietre che incollano i piedi al pavimento. Gli occhioni asciutti scrutano il lungo corridoio della scuola, ieri non sembrava così lungo. La maestra, sulla porta dell’aula , l’aspetta con un sorriso appena accennato, la classe è silenziosa, non giunge alcun rumore. Ecco, finalmente ha raggiunto la classe e la maestra la prende per mano… che buon profumo ha, sa di mamma. Gli sguardi dei compagni la imbarazzano, abbassa il viso per non incrociarli.
Passano le ore, Gaia è in una bolla di sapone, quello che le succede è incomprensibile, ma non piange con gli occhi perché piange dentro . Anche il papà piange dentro, lo ha capito mentre dormivano abbracciati, sentiva nel suo respiro quel dolore che a condividerlo non si dimezza, ma raddoppia.
Passano i giorni, la nonna ha preparato gli gnocchi che le piacciono tanto, ma ci ha messo il formaggio…la mamma non lo avrebbe fatto, lei sapeva che odia l’odore del parmigiano. Non ha fame, ne assaggia uno e scopre che è buono, è ancora capace di mangiare. Credeva non sarebbe più successo e invece infila la forchetta nel cibo e si nutre quel poco che basta. A scuola Mattia fa lo sciocco, è buffo, le viene da ridere. Accenna un sorriso, breve, si spegne subito dalle sue labbra, ma ha scoperto che sa ancora ridere. All’uscita da scuola, ci sono mamme ovunque, la sua non c’è, è in cielo, dicono volata, ma come , quando … e soprattutto perché ? Perché in cielo non ci è andata quella di qualcun altro, quella di Mattia che forse non avrebbe sempre così voglia di far ridere tutti. Gaia ha paura del buio, non sa allacciarsi le scarpe e non ama il parmigiano, la mamma lo sapeva bene.
Il papà inizia a fare cose che prima non aveva mai fatto, si occupa di lei , ma è maldestro, goffo non sa le cose più elementari. Qualche giorno fa, ad esempio, le ha lavato i capelli, ma le sue mani non erano morbide e avvolgenti e l’ha strofinata sulla testa con forza eccessiva ( mica aveva i pidocchi !!! ), non le ha messo il balsamo e non è riuscito a farle la treccia. La sera ,sul divano , stanno in silenzio a guardare la televisione, la cucina è spenta e vuota, non c’è la mamma che lava i piatti, che rassetta la casa e controlla la cartella.
Passano i mesi, dalla casa spariscono le cose della mamma: la sua borsa sull’attaccapanni, il rossetto in bagno, le scarpe all’ingresso, le riviste di moda, le collane nel cassetto del comodino. Resta una foto in salotto , scattata a Gardaland l’anno prima tutti e tre insieme; si vede che la mamma non si è divertita altrimenti non se ne sarebbe andata, avrebbe voluto tornarci ancora. Gaia si sente abbandonata, toglie la foto dalla cornice e la strappa. Il papà se ne accorge , ma fa finta di niente, anche lui ha bisogno di dimenticare. Gaia non parla mai della mamma e tutti stanno attenti a non nominarla in sua presenza.
Passano i mesi, è domenica e il papà propone alla bambina di andare a Gardaland ; lei entusiasta sale in piedi al divano e urla di gioia. Quando sono in macchina il papà le dice che passano a prendere un’amica, si chiama Raffaella. Eccola, è una giovane donna, bella e profumata, saluta il papà e lo bacia sulla guancia. Durante il tragitto Raffaelle parla torcendosi una ciocca di quella sua bella chioma dorata , lei certo sa come si asciugano i capelli , pensa sorridendo la bambina. Durante il tragitto la scruta con attenzione, ha una voce dolce, veste bene, chissà, magari sa fare anche la mamma. L’allegria che regna in macchina è una gioia da tempo dimenticata, Gaia socchiude gli occhi e vi si abbandona. Il paesaggio che scorre dal finestrino è una sequenza di immagini veloci mentre il ricordo della mamma che si affaccia timido tra i pensieri è una foto sfocata, una voce lontana difficile da evocare, un profumo confuso tra la nebbia di novembre…

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: neveamarzo  

Questo autore ha pubblicato 28 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.