Ho frequentato la stimata scuola  privata “ De Amicis “ della mia città e in terza elementare ricordo che venne indetto un concorso per il miglior alunno dell’anno. I requisiti per partecipare erano: avere un’eccellente media di voti, praticare con successo uno sport e ideare un progetto che si distinguesse per originalità e competenza.  Non mi sarei mai sognato di partecipare ad un concorso del genere, ma mia madre mi iscrisse e pretese che mi impegnassi con tutte le mie forze. I mie voti erano discreti, per renderli eccellenti mi affiancò una professoressa che ogni giorno mi faceva studiare due ore supplementari. Per lo sport mi iscrisse a lezioni di sci che praticavo tutti i fine settimana in attesa della gara che si sarebbe tenuta a febbraio. Per il progetto mia madre mi diede carta bianca dichiarando che in quanto a creatività non  avevo uguali . In realtà non mi veniva in mente un bel niente. Anche al mio amico del cuore Giulio era toccata la stessa sfortuna. Sua madre lo aveva iscritto al concorso e lo obbligava a praticare il Karate che lui odiava. Un pomeriggio mentre rientravamo da scuola, Giulio mi chiese se avessi pensato a un progetto da ideare e gli confidai che avrei costruito un vulcano e attraverso una semplice reazione chimica tra l’aceto e il bicarbonato di sodio avrei simulato un’eruzione. Lui mi confidò che non aveva idee e che forse avrebbe costruito un plastico del Duomo. I mesi passarono nella noia e nella preoccupazione di quell’ odioso concorso. La media dei miei voti migliorò visibilmente  e a febbraio,nella gara di discesa ,arrivai primo nella mia categoria. Mi impegnai nel mio progetto, costruii un vulcano di carta pesta e simulai più volte l’eruzione di lava che era davvero spettacolare. In un caldo pomeriggio di giugno venne organizzata la presentazione dei progetti e a seguire ci sarebbe stata la premiazione. Quel giorno mia madre mi fece indossare una camicia di lino e dei pantaloni a righe blu assai eleganti, ma molto scomodi. Alle quattro del pomeriggio venne dichiarata la graduatoria: per la terza classe io e Giulio eravamo a pari merito. Alle cinque iniziò la presentazione dei progetti, dopo due ore eravamo rimasti solo io e lui.  Giulio venne chiamato per primo. Sparì per qualche minuto ed entrò sul palco con il più grande e magnifico vulcano di carta pesta che avessi mai pensato si potesse realizzare.  Fece una presentazione straordinaria simulando un’effervescente colata lavica attraverso la semplice reazione chimica tra il bicarbonato e l’aceto, mi guardò e mi strizzò l’occhio come in segno di complicità. Rimasi pietrificato, tenevo sulle ginocchia il mio umile vulcanucccio colorato con imprecisione tanto che in alcuni punti si leggevano ancora le scritte del quotidiano di mio padre. Quando fu il mio turno andai sul palco con lo sguardo basso e le lacrime agli occhi. Produssi una fiacca eruzione  che colò lievemente dal cratere. In prima fila vidi mio padre che applaudiva con calore accennando un sorriso che lievemente intiepidì la mia delusione. Quando scesi dal palco i miei genitori mi presero per mano evitandomi l’umiliazione della premiazione  mi  dissero. “ Fa così caldo…  Andiamo a mangiarci un gelato “ . L’ultimo giorno di scuola, sul giornale scolastico spiccava la foto di Giulio con il suo magnifico vulcano e sotto  la scritta “ Il miglior alunno dell’anno. “  Confesso che ancora oggi non riesco a perdonarlo, non tanto per avermi rubato l’idea , ma per lo sguardo compiaciuto che mi rivolse dal palco.

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Profilo Autore: neveamarzo  

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Commenti  

Libero
+1 # Libero 06-01-2020 15:35
Mala tempora currunt...per gli onesti e i veri amici. Una storia non unica nel suo genere perché riflette l'opportunismo dei più, ma queste cattiverie si coltivano fin da piccoli per diventare da grandi vere crudeltà. Ben scritta come sempre. :-)
neveamarzo
# neveamarzo 11-01-2020 17:59
E' più facile per i furbi farla franca che per gli onesti far valere la verità. Ci salutiamo così, magari prima o poi qualcuno
aprirà gli occhi . Un grazie per avermi letto e ancora di più per avermi commentato con stupore, attenzione, riflessione. :-)

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