Una mattina gelida, il 10-febbraio - 2013.
Come gelido era il mio cuore, la mia rinuncia alla vita aveva basi antiche, non speravo più in nulla, non aspettavo nessuno.
Ero in giro da sola, finalmente fuori casa, quella casa che mi opprimeva, le mura trasudavano infelicità, era una tomba, e io sapevo che sarei sprofondata con lui.
In giro per appuntamenti medici, queste erano le mie uscite, e nulla di più.
Entrai in una caffetteria per riscaldarmi un po', la malinconia, la tristezza facevano parte di me, sentivo che gli occhi pungevano, avevo sempre le lacrime in tasca, piangevo anche senza motivo.
Ordinai un caffè e andai a sedermi ad un tavolino in disparte, aprii la borsa per cercare un fazzolettino di carta, ormai stavo piangendo al pensiero di dover ritornare a casa, ed a tutto quello che comportava.
Le mie borse sembrano trolley, dentro ci sta di tutto, sono anche sbadata e mi si rovesciò il contenuto tutto a terra.
Imbarazzatissima sempre con gli occhi che colavano mi chinai per raccogliere il contenuto, vidi una mano che mi allungava un fazzolettino, alzai un po' la testa e incontrai gli occhi più verdi che avessi mai visto.
Mi aiutò in silenzio a raccogliere le cose sparse per terra, poi si sedette vicino a me, per la prima volta dopo tanti anni sentii il cuore che batteva all'impazzata, lui si alzò, andò ad ordinare qualcosa, poi ritornò a sedersi, ci portarono una cioccolata in tazza per me e un caffè per lui. " Piacere Francesco, ti ho preso una cioccolata perché hai bisogno di dolcezza" - Con fatica spiccicai il mio nome, e pensai-" Ma cosa ci faccio qui con uno sconosciuto con tutti i guai che ho" - Parlammo per un'oretta, lui era vedovo, io sposata.
Mi chiese il n. di telefono, gli dissi di no, ci salutammo... feci finta di non vedere il biglietto furtivo che mi fece scivolare in borsa.
Arrivata a casa presi il biglietto e lo gettai nella carta, cercavo di non pensare a quel biglietto, ma quando venne il momento di gettare la spazzatura... rovistai fino al recupero dello stesso.
La sera stessa feci quel numero restando in silenzio, dall'altra parte una voce :" Ti aspettavo da sempre" - da quel momento iniziarono le nostre interminabili telefonate notturne, la sua voce mi giungeva come un canzone d'amore, ed inizia a volare, la sera stessa gli dissi: " Francesco! - con il tuo canto mi hai spinto dentro alla vita"

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: Liviana Poletti  

Questo autore ha pubblicato 25 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.