Marilena si diploma senza infamia e senza lode, come tante mediocri persone che ottengono un risultato più per benevolenza del destino che per meriti propri. A soli vent’anni anni , grazie alle buone conoscenze di suo padre, ottiene la sua prima cattedra in una scuola religiosa e privata della città.  Sedersi difronte a trenta mocciosi con il grembiule bianco e il fiocco giallo le dà uno strano senso di potere, può urlare quanto vuole “ State zitti !“ “ Asino, non sai contare ! “ “ Stordita  sei più disordinata di una scimmia ! “ perché fa parte del suo ruolo e se lo può permettere inoltre ha già deciso chi è intelligente e chi invece è una capra. Ma in una cosa la maestra Marilena non ha uguali ossia estorcere ciò che desidera sentirsi dire dai suoi alunni che  in realtà pensano altro. Nell’ora di disegno chiede agli allievi di fare un bel ritratto della loro maestra. Antonio è indeciso, dopo il primo tentativo,  è venuta una testa che sembra una pera e per quanto s’adoperi a correggerla, la matita si ostina a tracciare segni pesanti e indecisi. Non va meglio alla bella Laura che decide di agghindare la maestra con un grosso fiocco rosa in testa anche se a guardarla bene sembra una gallina pasquale. Lucia  osserva l’insegnante con attenzione: ha un naso grosso, davvero brutto, come un frutto cresciuto male su un viso sgraziato dalla pelle olivastra e unta. Quando è nervosa si gratta il mento e tortura quei brufoli  che non le guariscono mai, anzi spesso sanguinano e si gonfiano di un orribile pus verdastro. Se dovesse disegnare una strega disegnerebbe la maestra Marilena Guerinoni, con quei sui capelli stopposi, neri come il carbone e lunghi come alghe marine. S’impegna Lucia a dare un risvolto aggraziato a quei dettagli disgustosi e proprio mentre osserva la maestra questa si passa un’unghia tra la fessura dei denti, che orrore! Proprio lei che li rimprovera quando si asciugano le mani nel grembiule ! Nemmeno la dentatura offre qualcosa di bello , ha denti cariati, gialli e fragili. Allora le viene in mente l’amica della mamma, Adele, ha lunghi capelli scuri, occhi verdi e ciglia lunghe , la bocca carnosa, le gote rosee e la disegna. In cuor suo le chiede scusa perché sul foglio scrive “ La mia cara maestra Guerinoni Marilena “ , ma lo  ha fatto a fin di bene, per proteggersi dalla cattiveria dell’insegnante che le sarebbe piombata addosso come quella volta che di proposito l’ha mortificata di fronte alla classe chiamandola la piagnona ritardata. Sua madre andò per protestare dalla preside, ma non si sa come uscì dall‘ufficio scusandosi lei  per non avere  una figlia intelligente all’altezza di quella scuola che pur sempre la accettava tra i suoi stimati allievi. Non perde occasione la maestra per dirle “ Dai Lucia vai ancora a piagnucolare dalla mamma !!! “  Ma è l’ora d’italiano la maggior pena della bambina. Lucia non ce la fa a scrivere come si deve, dimentica le doppie, non distingue le lettere maiuscole e non ha mai capito quando mettere l’h così la scrive sempre a caso sperando che suoni bene. La maestra ride di quegli errori, mostra a tutti il suo dettato pieno di segni rossi e la usa come esempio negativo della classe dicendo “ Non avrei mai pensato di trovare tanti errori in un dettato così facile ! “ Per la vergogna, la paura e il disagio,  un giorno Lucia si è fatta la pipì addosso e apriti cielo, quante gliene ha dette la maestra. Per punizione ha dovuto pulire lei stessa la pozza sotto la sua sedia e con lo straccio gocciolante  è passata davanti a Lorenzo, il primo della classe, che tappandosi il naso, con la sua inconfondibile erre moscia  le ha sussurrato a voce chiara perché tutti capissero  “ Ritardata pisciasotto “. La maestra ha sentito e alzando i suoi occhiali di metallo, ha sorriso con un ghigno malefico pensando quanta verità ci fosse in quelle innocenti parole. Lucia sa disegnare così bene che la maestra non può che premiare il suo ritratto facendole mille complimenti. Lo guarda compiaciuta, è davvero un capolavoro, “ realistico! “ dice alla classe lodando la scelta dei colori. Lo incornicia e lo mette sulla porta d’ingresso della scuola. All’intervallo i compagni discutono di quel premio dicendo che quella che Lucia ha ritratto non è la maestra perché è troppo bella; sono tutti d’accordo compreso Lorenzo che pur essendo un incapace in disegno ha comunque dieci. Allora Lucia interviene, calma e serena proclama “ E’ vero, non è la maestra Marilena,  tutti avreste voluto disegnarla così ,però non ci siete riusciti !”

 

 

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: neveamarzo  

Questo autore ha pubblicato 28 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Vincenzo Patierno
+1 # Vincenzo Patierno 17-08-2019 21:48
Bello questo racconto che racconta come per demerito si occupano ruoli che portano ad atteggiamenti ampollosi per coprire la propria incapacità e si scaricano su gli altri le proprie frustrazioni
neveamarzo
# neveamarzo 21-08-2019 13:29
Sì, Vincenzo, la stimata maestra Guerinoni era davvero una persona spregevole, sapessi come si gongolava appendendo
quel ritratto, convincendosi che Lucia , come tutti i suoi alunni, la vedesse proprio così !
Libero
+1 # Libero 18-08-2019 13:56
Anche se i ricordi scolastici fluttuano tra le nebbie di odiose figure d'insegnanti, è anche vero che la preparazione e l'umanità di altri annulla la memoria di quelli ignoranti e astiosi. Questo raro esemplare di creatura supponente nella sua scarsa preparazione accresce il profondo divario tra le istituzioni scolastiche e quegli alunni che furono bullizzati dai loro maestri o docenti. Forse il tuo è un ricordo autobiografico, ma è così incisivo che sembra di vedere davvero questa donna dall'aspetto ributtante. Nella realtà odierna ci sono sempre gli alunni che ungono e lodano, ben sapendo che la loro cultura è dovuta all'ignoranza di queste decrepite pietre miliari... :roll:
neveamarzo
# neveamarzo 21-08-2019 13:36
La maestra Guerinoni racchiude le caratteristiche di due insegnanti che ho conosciuto in età adulta e mi sono immedesimata
in Lucia regalandomi la sfida di un ragionamento senza l'h al posto giusto e devo dire che i pensieri filano sereni e lisci che è un gran piacere... :lol:
Tea
+1 # Tea 20-08-2019 14:39
... sono pigra difficilmente leggo cose lunghe ma, boh, questo tuo racconto me lo sono letto, ero curiosa di vedere
come andava a finire... belle descrizioni sembra di essere in classe... piaciuto, si... ciao
neveamarzo
# neveamarzo 21-08-2019 13:36
Grazie mille Tea !

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.