Ho iniziato ad insegnare molto giovane, avevo ventiquattro anni. Piccolina, capelli lunghissimi, dimostravo anche meno dei miei anni. 
Assunta a tempo indeterminato come insegnante di educazione fisica. 
Molti ricordi, ma fra tutti uno che ha segnato irreversibilmente la mia vita.
Quando avevo ventotto anni lavoravo in una scuola secondaria di primo grado (scuola media).
Mi ricordo il giorno che sono entrata nella classe di Elcharif. Una terza, una classe come tante, rumorosa,vivace, piena di energia positiva. 
Elcharif, figlio di arabi, settimo di dieci fratelli. Nato in Marocco, ma arrivato in Italia neonato, aveva cinque mesi.
Era seduto in fondo alla classe, aveva quindici anni, una bellezza che non era dell’Europa, ma nemmeno del nord d’Africa, pelle olivastra, capelli ricci, naso piccolo perfetto, labbra carnose.
L’anno scolastico è trascorso in serenità. Elcharif aveva un carattere dolce e affettuoso, sempre attento e pronto all’attività scolastica. Ogni tanto, quando i compagni lo provocavano con frasi pseudo-razziste, lui reagiva con aggressività. Ero costretta a fermare la lezione e a fare lunghi discorsi sull’inutilità di certi pregiudizi. Lo facevo parlare della sua terra, delle sue tradizioni, della sua famiglia, in modo che i compagni capissero e lo rispettassero. “Ragazzi è solo attraverso la conoscenza che si potranno abbattere pregiudizi e arroganza delle persone”.
Elcharif si confidava con me, mi esponeva i suoi dubbi le sue paure. 
L’episodio più divertente è stato quando con il suo speciale candore mi ha detto “Mi prendono in giro perché ho il muscolo del braccio destro più sviluppato….mi dicono che è così perché mi faccio tante s…… ma io non me le faccio” Trattenendo la risata gli risposi “Non è vero che non te le fai”
Elcharif abbassò gli occhi e disse “ E’ vero, ma adesso ho smesso..così non si sviluppa troppo il muscolo del braccio!!” Forse avrò riso per un giorno intero..
Assieme abbiamo visitato le scuole superiori per operare una scelta che lo potesse agevolare nel futuro. La madre di Elcharif analfabeta e il padre, per lavoro, dieci ore al giorno lontano dalla famiglia, non avrebbero potuto.
Io insegnavo nella scuola del paese in cui vivevo e Elcharif abitava in una grande casa accanto alla mia. Quando Elcharif ha finito la scuola media ogni tanto mi veniva a trovare e mi raccontava della scuola superiore, della sua vita.
“Perché vivi da sola, mi chiedeva, io non ci riuscirei” “ Mia madre è morta e mio padre è una persona violenta..ho preferito così.. fortunatamente ho il lavoro”
Un giorno di fine settembre ho detto: “Non so come farò a superare l’inverno”. Ricordo con commozione la sua risposta: “ Perché non hai abbastanza legna per il camino?” “ No, non è quello è che in inverno sono spesso triste..” “ Non ti preoccupare io ti verrò sempre a trovare”.
Spesso ci incontravamo per il paese e facevamo lunghe passeggiate parlando della sua vita, della mia. 
Finita la scuola superiore è partito per il Marocco per lavoro ed è tornato dopo un anno, aveva ventuno anni. E’ arrivato a casa mia il giorno successivo il suo arrivo. 
Ho aperto la porta e mi sono trovata di fronte un uomo. Altissimo, bellissimo un viso degno di un poster pubblicitario, un corpo da atleta senza aver fatto il minimo sforzo.
Il suo viso racchiudeva la bellezza del sole, i suoi occhi la magia dei nostri autunni.
“ Ti sei ricordato di me” “ Io non ti ho mai dimenticata”.
Abbiamo ripreso a vederci e i suoi episodi famigliari erano anche i miei. “ Mia sorella è andata in Marocco, mio padre l’ ha fatta sposare con un nostro cugino” “Questo è terribile, non è giusto cosa dice tua sorella?” “Niente, è così, da noi le donne si sposano giovani e il marito è “consigliato” dal padre” “Ti sembra giusto?, se tu dovessi sposare una cugina che conosci appena saresti contento?”
“No, certo, ma la nostra cultura è così ci vorrà un po’ di tempo per cambiare le cose”.
Ogni tanto andavamo a cena assieme, alternavamo una volta ristorante italiano, una volta ristorante arabo. “Perché non hai un fidanzato così bella, così dolce” “L’ ho avuto, all’inizio era gentile, poi si capiva chiaramente che teneva più alla sua auto, ai suoi divertimenti che a me. Io ero solo un bel contorno”
“Mi ricordo era quello pieno di soldi……avresti potuto sistemarti” “Avrei potuto…preferisco così povera, sola, serena.”
“Da noi la maggioranza delle donne non lavora, ed è impensabile che una donna di trentacinque anni viva sola” “ Vedo le donne arabe, tutte coperte da abiti morbidi, con il velo sui capelli, occhi bassi, difficilmente per le vie del paese da sole”.
“Io che vivo come molte donne occidentali ti sembro una brutta persona? La libertà è una grande cosa, bisogna saperla gestire al meglio”. “No, tu sei speciale,io non vorrei che mia moglie vivesse come vivono oggi le donne della mia terra, ma dovrei scontrarmi con la mia famiglia, con il mio popolo”.
Non abbiamo mai avuto diverbi, discutevamo sempre con calma. Elcharif era perfettamente integrato, pur non abbandonando le sue tradizioni, rimanendo legato in modo speciale alla sua famiglia.
Una famiglia che hai miei occhi risultava un esempio di perfetta unione. Padre muratore, madre casalinga, dieci figli allevati con sacrifici e forza. Tutti con un diploma, tutti carichi di un amore trasmesso con l’esempio di vita, con l’idea che senza sacrifici non si ottiene nulla, nella preghiera e devozione ad Allah.
“Voglio leggere il Corano, il vostro testo sacro, voglio capire meglio la vostra religione e cultura”
“Pensa che a noi è proibito leggere le sacre scritture della vostra religione quella cattolica, è proibito entrare nelle vostre chiese”.
“Conoscendo a fondo la religione del popolo che ci sta accanto potremmo essere veramente vicini, così a volte…ci sopportiamo carichi di pregiudizi”.
“Poi voglio capire se le donne sono tenute così in secondo piano perché lo dice il Corano o se è una cattiva interpretazione del testo sacro che nel corso dei secoli si è via via diffusa arrivando a interpretazioni estreme. Forse nel corso dei secoli l’uomo islamico, sentendo la necessità di affermare il suo potere sulla donna, l’ha resa progressivamente succube di queste interpretazioni. E’ probabile che l’uomo islamico tema l’evoluzione della donna in quanto pensa di perdere tutto il potere che esercita su di essa”.
“ Come parli difficile..io il Corano lo conosco, lo recito in Moschea è come una cantilena, e quasi musica… a volte non so nemmeno cosa sto dicendo lo so a memoria”.
“Per esempio la Sura XXIV An-Nûr (La Luce) recita:
–E dì alle credenti che abbassino gli sguardi e custodiscano le loro vergogne e non mostrino troppo le loro parti belle, eccetto quel che di fuori appare, e si coprano i seni d’un velo e non mostrino le loro parti belle altro che ai loro mariti…………e non battano assieme i piedi sì da mostrare le loro bellezze nascoste.……
La fede islamica non ha moderatori, come invece hanno i cattolici con il Papa, per cui chiunque nell’islam può auto-proclamarsi Imam e portare i propri fedeli a convinzioni che ostacolano il progresso della fede”.
La nostra amicizia era mal sopportata dalla sua famiglia e in paese la nostra differenza di età era spesso oggetto di battute scherzose e poco carine.
“Sai che la moglie di Maometto aveva quindici anni più di lui? Sai che era una commerciante e che prima di sposarla Maometto era un suo fidato collaboratore?”. Questo non interessava a nessuno, io e il mio amico eravamo “strani” agli occhi degli arabi e agli occhi degli Italiani.
Un’ estate ho preso una decisione che portò la mia vita in un vicolo cieco.
“Facciamo un viaggio assieme in Marocco, voglio vedere la tua terra, capire la tua gente”
La notizia è stata accolta da Elcharif con grande gioia. Siamo partiti senza che la sua famiglia sapesse della mia presenza, ma in Marocco c’erano i suoi parenti e amici, noi ingenui non ci abbiamo pensato, non abbiamo pensato al peggio…..
Il viaggio meraviglioso, in nave. Appena arrivata tutta me stessa si è riempita di colori, profumi e il suono di una lingua meravigliosa. Le donne, tutte coperte, ma con abiti bellissimi e il capo coperto da veli colorati, brillanti. Case senza tetto, una povertà dignitosa. Mercati con l’essenziale per sopravvivere o non vivere.Un caldo per me irreale, l’acqua un bene più della vita. 
La casa di Elcharif molto bella su tre piani.
“Tuo padre è riuscito a fare anche questa casa?” “Tanti sacrifici, poi qui il vostro denaro vale molto di più”.
La notte un magico sogno. “Il cielo è diverso, è di un blu limpido, le stelle sono più luminose” . “Qui non c’è l’inquinamento luminoso che c’è in Italia, il cielo appare come è in realtà.”
C’era una vento caldo, morbido, piacevole.“Sai cosa mi dispiace? Le donne arabe portando il velo non possono sentire il vento tra i capelli”. “Domani vieni in moschea con me?” “Certo, e indosserò il velo. Oggi ne ho comprato uno bellissimo..mi aiuti a metterlo?
Elcharif prese il velo e si avvicinò a me. Per un po’ mi ha guardata poi si è messo il velo attorno al collo, mi ha passato le mani tra i capelli. “Peccato coprirli, peccato coprire i capelli di tutte le donne.” Le sue mani si sono fermate sul mio viso, le mie mani sulle sue.“ Ahabbuki”. Ho abbassato lo sguardo, gli ho tolto le mani… “Mi aiuterai domani”
Il giorno dopo andando in moschea abbiamo incontrato dei suoi parenti. Erano in tre due ragazzi e un uomo, non mi hanno neppure guardata e hanno aggredito verbalmente Elcharif. Parole arabe, palesemente dure. Elcharif rispondeva in modo altrettanto arrabbiato e ogni tanto mi indicava.
Quando se ne sono andati ho chiesto se era per colpa mia, dell’italiana, vecchia e cristiana. Elcharif non mi ha risposto e non ha parlato per tutto il giorno.
Il giorno dopo c’era un forte vento, io mi ero messa un bel vestito arabo e il velo per fare una sorpresa a Elcharif: “ Guarda, come sto?” Mi ha guardata per un po’, sei bellissima sempre, in versione araba o italiana, poi mi ha detto: “Vado a casa dei miei parenti devo sistemare una cosa”. Non stare in giardino chiuditi in casa” “Perché?” “Ti prego fai come ti ho detto ci vediamo dopo”.
Non ho fatto in tempo ad entrare in casa, dall’altro lato del giardino sono apparsi i due ragazzi e l’uomo del giorno prima. Avanzavano verso di me con passo deciso, non ho potuto entrare in casa mi hanno bloccata. I ragazzi mi tenevano le braccia l’uomo era di fronte a me. “Mi vogliono violentare, ho pensato..” Il cuore ha rallentato i battiti, sangue si è gelato. L’uomo ha tirato fuori un coltello. “Mi vogliono uccidere..non voglio morire ora, devo dire a Elcharif che lo amo anch’io”.
Mi divincolavo con tutte le mie forze, ma le loro strette mi stritolavano la carne. Un ragazzo mi ha presa per il velo, poi per i capelli e mi ha tirato la testa indietro. Ho sentito la lama sul collo, uno strano bruciore, poi come una carezza calda . Macchie rosse….il mio sangue….la mia vita se ne stava andando. Il velo si è tolto dal mio capo, il vento lo sta facendo volare. Ora sento il vento tra i miei capelli…. per l’ultima volta. Non ho più le forze sono a terra non ho più vita.
Il velo continuò a volare oltre al giardino, sulla strada. Andò contro ad un ragazzo, era Elcharif, che stava tornando di corsa, trafelato dalla casa vuota dei suoi parenti. Elcharif guardò il velo, lo riconobbe era sporco di sangue. Si inginocchiò pianse, le sue lacrime miste al sangue del velo ..nooo !! Ahabbuki Ahabbuki Ahabbuki Allah Allah Allah.

A tutte le donne alle quali, da secoli, non è permesso volare.
 

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Profilo Autore: Barbara  

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Commenti  

zineb
# zineb 08-11-2012 18:28
che bella
Barbara
# Barbara 08-11-2012 22:52
Grazie tesoro!!!!! Sei venuta subito a leggerlo!! Sono contenta che ti sia piaciuto...comu nque ne parliamo ancora a scuola. Bacione
zineb
# zineb 09-11-2012 17:04
sto racconto leggendolo ogni giorno diventa sempre piu bello ma come ti ho detto a scuola il finale si puo stare ma pocchissimi sono così gradevoli violenti ecc.....
le poche persone cosi sono da tenere in carcere a vita anzi sofrire poi morire come fanno quelle poche persone gradevoli
zineb
# zineb 09-11-2012 17:51
e bellissimo come ti ho gia detto a scuola leggerlo ogni giorno e sempre piu bello cmq il finale le persone cosi saranno da farli soffrire poi morire e tu sei da ammirare perche i racconti e le poesie che hai scritto e creato sono bellissime
saida
# saida 29-11-2012 10:16
ke bello è molto carino :lol:
bye la tua alunna
Imane
# Imane 02-05-2013 09:49
Questo brano mi è piaciuto moltissimo mi ha emozionata io non riesco a capire come fanno queste persone a fare azioni simili. Non so a cosa serva fare tutte queste cose io le impedirei in assoluto. No al razzismo prego no to racism :eek:

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