Respirano tra melodie impossibili
scritte da mano d’angelo all’istante
senza l’ausilio di nemmeno una
di quelle sette note che conosco.

E suonano, suonano incessanti
con i violini buffi ai quali poi darò
i nomi di fantastiche Meduse
e posti sacri dove custodirli.

E vibrano, vibrano da Dio
toccando corde di chitarre vento,
sicuramente meglio di certi cuori
intensi, innamorati da impazzire.

E odorano, odorano di rosa,
la specie più esclusiva inesistente,
aspettando che almeno li accarezzi,
i sogni che non ho fatto mai.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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