Volevano solo decorare il traguardo per il vincitore con delle siepi,

ma da quelle siepi spunta sempre chi bara sulla linea.

Corrono quasi tutti alla fine:

spiegano i polmoni come dei paracadute

per le vertigini senza fiato;

ma loro sbucano da lì.

C'era quello impacciato che è arrivato primo contro se stesso,

c'erano canottiere bianche senza marca e numero

(nessuno si ricorda di chi sgobba così)

e c'erano i vecchietti con l'asta per il binocolo.

Alla fine vince chi scavalca la siepe.

Grassi e idratati, tagliano la linea con un sorriso curato

per i fotografi e le fotografe. Guai agli incavi, alle fosse,

alle lodi e alle dediche ai taxisti che proliferano nelle fotocopiatrici.

Loro hanno vinto. In furbizia.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 14-08-2014 19:01
bella gara(si fa ancora?) quella dei 3000 siepi, scritta benissimo con un filino di malinconia che rende la poesia piacevole.

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