In terra a me forestiera l’incontrai
ed è tutt’oggi indelebile l’olezzo:
la di lei veste di donna!
Seta marina, alla carezza,
appariva l’imbrunita pelle;
la corvina chioma
approdava su scolpiti seni;
le iridi, proiettori
di quel abissale notte
in cui si brama d’emigrar
e il riso era neve
adagiata su cime inviolate.
Amabile amaro
è il gusto del pensiero
vagabondo
in quei sinuosi orizzonti…
Rami lignei i rimembri,
turbinii e origine d’uragani,
sconquassatori di sogni,
in cui incrocio
ancor il suo sguardo.
Sguardo da cui son esiliato…

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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