Al sorger d’ albe pressoché uguali
a notti che di sonno non ho riempito,
cedo molecole del non abbandono
e sento il vero sapore immeritato.

Vanno avanti, le indifendibili ore,
e sembra che io non abbia il tempo
di volgere un solo sguardo d’affetto
verso il sole di questa primavera.

Cerco gli incavi della tenerezza,
ascolto a convenienza ogni ragione
ma è solo spavento il destreggiarmi
nel tic tac d’eccessiva sofferenza.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Henry Lee*
+1 # Henry Lee* 21-05-2019 07:38
In attesa della vera primavera dobbiamo cercare di scappare da questo tempo che corre, ma come fare mio caro Aurelio? Magari leggendo queste belle tue poesie... mi delizi e ti ringrazio. HL.
Ibla
+1 # Ibla 21-05-2019 14:39
Lascia un velo di tristezza, pur nella sua meravigliosa bellezza.
Un saluto da Ibla.

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