Quante orme!

Poi, m’inginocchiai
sull'ultimo centimetro d’asciutto
per catturare la curva dell’onda.

Quanti sogni!

Invece, scarabocchiai
il primo tratto di futuro
immaginando l’uomo che non ero.

Quanta vita!

Così, m’addormentai
al suono falso di sirena stramba
per scopiazzare Ulisse ed altri eroi.

Quanta gloria!

In verità, sognai le stelle,
le stesse sopra la mia testa,
e contemplai la notte danzatrice.

Quanti passi!

Ballava sulla pista dei miei anni,
apriva i suoi chiarori allo scirocco
ma non a me che li aspettavo.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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