Fra i sentieri imbronciati di pece

s’acciottolano i canti dei pastori

e bela il gregge affamato

curiosando indomito fra le rocce.

Rincasa dal lontano ruscello

la lavandaia stanca

stringendo sottobraccio

il suo fagotto pulito,

dicembre, scalda il fuoco

dell’abile arrotino.

Ridonda lo schiocco di un’ascia

nel silenzio innevato del cortile,

è il taglialegna che s’affretta

ad aumentar le sue provviste.

La bottega del fornaio

più non sporca gli occhi

del color lucente del grano,

è sera, lucerna ad illuminar

gli scampoli arricciati del falegnam.

Brinda alla luna il bottaio,

il fabbro forgia le stelle ad una ad una,

si spengono le chiacchiere

d’un vecchietto e d’un bambino

ed anche l’ultima casetta,

arroccata nel blu del cielo,

eclissa le finestre sgangherate.

Ecco un angelo posarsi infreddolito

sul tetto di una mangiatoia,

scaldan l’asinello ed il bue

l’umile giaciglio improvvisato:

ecco Maria dar alla luce

nostro Signore Gesù.

1 1 1 1 1 1 1 1 1 1
quanto hai gradito questo testo?
Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 668 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.