Non so cos'è che vedo,
se respiro o forse sono morto,
se tutta, intorno, l’aria è piombo,
odiosa pressa sull'anima indifesa.

So solo che si sente il silenzio,
di quelli propri d’una cattedrale
nell'ora che solo l’altar si ostina
a custodire i dolori degli uomini.

Mi staccherò da questo cerchio?

Se mi vedrete ancora arzillo
o, meglio, sorridere a più non posso
sarà il segno che non ho perso,
che ricomincio dall'alfabeto antico.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Michelina
+1 # Michelina 22-03-2020 17:36
La speranza ci aiuta a tornare un giorno ad una vita normale.
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 24-03-2020 15:18
Un dolore che fa il giro del cerchio senza mai fermarsi, ma io spero che un giorno magari di primavera quel cerchio si rompa, meravigliosa poesia grazie.

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