Inglobato in un meriggio selvaggio
         
         tutt'uno col rosa, l'oro e il nero,
     
         mi trafisse a crudo un pensiero: 

         "Io non ero quel che credevo",
          
          e se mi fossi voluto trovare, dovevo capire
     
          dove tastare;

         L'immanente coscienza denudatasi mi svelò

         ch'ero laddove mai avevo cercato o pensato;

        ero l'attimo, ero un minuto sulle ventiquattro,

        ero la fuga, l'errore ed ogni passo falso,

       ero il tuo bacio e la morte che assaporavo 

      lontano dal tuo sguardo,

       ero quel che a malora ogni proposito mandava,

     ero l'angelo ed ero il diavolo,

       e vivo ,lo son stato, soltanto mentre mi dimenavo.
        
        

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Profilo Autore: Marrella Luca  

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Commenti  

Simone
# Simone 26-03-2020 12:04
Io non ero ciò che credevo
..mi ha colpito questo frammento di questa poesia che sembra un viaggio intorno a te stesso .. apprezzata nella forma del tuo scrivere
Secondo me avrei reso meno esplicito .. il verso ..ero l' Angelo ero il Diavolo ..ma é solo una mia opinione ..il resto è tutto nella libertà di chi scrive
un saluto e un piacere nel leggerla

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