Barba bianca incolta,
chiazze di dentifricio,
occhi rigonfi e stanchi
dal sonno malsano.

Piegati sulla sedia,
pollici intrecciati
recitano il rosario,
un disperato “Padre nostro”.

Capelli arruffati,
densi ed appiccicosi
sono già nove giorni
che non gocciola il soffione.

Trillate di campanello,
pervaso dal terrore,
isolato dal mondo
ogni attimo fa paura,

disabitudine agli esseri umani.

Un tempo scriveva poesie
in metrica faziosa
poi ha smesso di studiare
non sa più chiudere in dieresi.

Un flash improvviso
lo riporta al secolo scorso
quando il sole di maggio
abbagliò la giornata,
dove pur incapace
ballò un lento con la sua sposa.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Aug94  

Questo autore ha pubblicato 42 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.