Nel fango sono finita, 
ho lasciato un mondo dorato
per seguirti:
ho incontrato anime nere
che hanno distrutto la
mia innocenza, 
disintegrato la mia ingenuità.
Ora vorrei solo Perderti, 
ma forse è troppo tardi.
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Profilo Autore: Morgana  

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In quest'aria d'estate
di San Martino
cambiano gli odori
e il verde - affrancato
nella mitezza estiva
prigioniero è ora
di sfumature autunnali

Tra danze di rami
orfani di foglie
del già libero autunno
s'accendono bracieri
per castagne e miceti
e il crepitio dei fuochi
ripropone giochi
perduti in memoria
ma che in astratto
negli occhi rivivono

S'aprono le cantine
pervase dagli aromi
di mosti macerati
e l'aia s'empie
di zucche dolciastre
messe ad essiccare
tra gli ultimi ruggiti
d'un sole impallidito
negli olezzi autunnali

E il mallo della noce
tinge di bruno
le mani dei bimbi
nell'eco di versi d'oche
e quello d'un verro
sulla tinozza immolato
da frenetici uomini
tra il diletto ciarlare
di donne affaccendate
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Oblio  e notte

Silenzio atono,

in ogni dove,

notte fonda,

i miei pensieri

levitano nell’ etere,

animo dolente,

ricordi dolorosi,

cattivi pensieri da dimenticare;

e questa notte perenne,

ed infinita;

oblio,

ma il sonno fugge,

e guardo la notte

incommensurabile,

dove il tempo pare fermarsi,

per sempre.

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Profilo Autore: stefano medel  

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Il viaggio comincia laddove inizia la fantasia
ed io nel mio viaggio non porto bagagli
ho tutto a portata di mano.

Mi appoggio al cielo e mi sazio del rosso dell’Autunno
come nuvola bianca mi lascio trasportare verso luoghi sconosciuti
volo alta e mi sento " viva “ su tutte le cose
come neve siedo e aspetto le
rose.

Non ho più i brividi
per ogni nuova stagione,
sono spoglia di ogni tremore ,
non ho più paura dell'incertezza, non ho paura delle malattie,
non ho paura di morire,
di soffrire, non odo boati,
non vedo sangue innocente sul fondale ,
ne’ celluloide sospesa a filo d'acqua trascolorare le acque del mare .

Nel mio viaggio non affretto i passi, in solitudine rimango ore ed ore ad osservare le stelle
liete luccicano il cammino ridondante di poesia
c’è tanta pace
in silenzio
osservo le grondaie impastare la via.

Il vento scrive lentamente i giorni ,
la pioggia cade ed è ristoro,
assaporo ogni frutto della terra e non lo temo .

Serena passo oltre ,
oltre i ponti , le strade, le città e non ho paura di cadere e fare un volo ...

Poi mi desto e riapro gli occhi ed è li che finisce il mio viaggio
quando mi accorgo di aver fatto un sogno e il MONDO bisbiglia all'orecchio: coraggio!

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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È tramontata la luna
quando il torrente
afferra gli occhi del cielo
con un canto dolce
ne racconta lo specchiarsi
senza più stelle

Intreccia discorsi
colla luce e col mattino
e dona dolori
colla voce al miele
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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"I poeti
abbandonati
agli sciacalli
da un volgo
di vipere,
si districano
da una folla malata
che vocifera
ad ogni diceria.

Egli ha
la verità come regina,
il silenzio come compagno
e la bellezza in sposa,
e disvela il falso
in un mondo in posa
che lo percuote
come il bruto
con la sua donna.

Gli è propria
la censurata visione
di pura emozione
che vien celata
dal teatro
di sporchi teli,
tanto amati veleni.

Il poeta
senza paraocchi
soffre
e si perde
e si trascina
in questa terra viva
di morti."
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Profilo Autore: Il Viandante  

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Strane radici
invadono corpi
sotto un cupo cielo
lacerato
dal tuono

e una pioggia cattiva
intride una terra
riarsa e
immemore
di riti pagani

mentre vapori indistinti
si alzano lenti
come anime
incerte di
vaghi ectoplasmi

... e da lontano
cigolando stride
una vecchia  giostra
arrugginita

spinta da un
insolente e gelido
vento del nord
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Ginestra similmente a donna 

per il suo respiro tiepido 

tripudio di vivida armonia .

A tacere gli occhi 

il bagliore dell'oro 

a scorrere la vita 

i sentieri di riverbero chiaro 

a ritemprare ogni ombra tra i rami 

tenera speranza di pagliuzze  di sole 

petali d'amore 

fragilità delicata ed effimera Primavera. 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Dalla remota rupe
ove la grotta alloca
l'eremo rupestre
scorgo il tramonto
tingersi di violetto
e la quiete
del panorama natio
è lambita appena
dal suono
d'una voce lontana
mentre la campagna sfuma
come memorie passate
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Ora qui in   attesa di  un'aria nuova    

il  vento  è un finestrino aperto nel  cielo . 

Cosi  la felicità dei  bimbi  sull'erba  quando avanti e indietro 

 si attaccano alla coda degli aquiloni , 

danno  più spago , rimangono sospesi con la testa alta 

 e sembra che nessuna tormenta li possa portare  via .

Pari alla felicità del cielo 

i campi   hanno  il raccontarsi delle  farfalle , 

  papaveri  rossi  si redigono fin dentro ogni crepa e 

 l'antico scorrere del fiume riprende a memoria  le sponde. 

Tuttavia il mondo  si nasconde e la realtà non è mai quella che sembra

avanza  la fame ,   l'angoscia   mura  la bocca ,  affonda le radici , il  denaro acceca  gli occhi ,   germoglia   l'apparenza e  la superficialità , 

 il  sangue scorre tra invidia e vanità, la voce si culla. 

Ma  nell'anima  di un poeta ,  nel silenzio delle cose , l'aria profuma ancora di  rose

l'alba  è un bacio che s' immerge nel respiro del mare 

il crepuscolo è una transumanza di  fiori , 

oltre i segni del tempo lo  sguardo  si veste di  speranza .

Possa DIO  avere comprensione e compassione 

donarci  ancora  un  aquilone 

legarlo alle nostre mani con la saggezza del cuore 

e farlo volare alto libero  pieno d' amore . 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Tra la bruma
di un'alba sonnacchiosa
un giovane ed errante passero
disegna la pace
accoccolato
su un palo per lanterne
mentre un bimbo
tra muschi che dissetano
e lo sbilenco volo di farfalle
è intento
cogli occhi innocenti
sospingere sopra al cielo
nell'immaginifico regno dei fantasmi
un fascio di luce

e dalla volta rinfrancata
un canto ancestrale 
s'ode
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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In quel dì da pecora
senza pastore - guardai
l'infinito cielo azzurro
in alto - al di sopra di tutto
per poi tornare - a posare lo sguardo
sul gabbiano abbattuto

Corrugai la fronte
in un velo di silenzio
La voce del vento s'incrinò
e tra gli infiniti colori
sedetti sulla riva
accampando il cuore
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Solitario
m'immagino una notte
come questa:
stessa luna
no... no... no
non la stessa

Lei è un teatro
che senza copione
recita di notte in notte
variando silenziosa

Quel cerchio argentato
che alberga nella volta
che ci mira
per essere mirata 
come fosse una fotografia
che portiamo in mente
a mò di portafoglio

E si
che la conosciamo
dall'arcaico tempo

Amico mio
vedi quell'ombra?
Ecco - sembra una nuvola
ma non l'è

È un ombra
che lemme lemme
la smangiucchia
notte per notte
sino a dipingerla come falce
per poi farla sparire - come magia
nelle aliene tenebre

Ma tu - amico mio
non l'hai vista e non la vedi
perchè tu - vivi in città
e nella città - tra gli alti palazzi
non si mira la luna






















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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Lascia che ritorni il sole
per parlare ancora un po d'amore
sfiora le sue labbra
san di sale
un estate ancora a passeggiare
abbracciati in riva al mare.
Lasciati guardare ancora
come ai tempi che i pensieri
erano come il vento.
E non dirgli quanto hai pianto
dentro lettere piene di belle parole.
Lascia che ritorni
quella vecchia canzone
per regalarti ancora emozioni
te la ricordi ancora 
ti era entrata nel cuore
perché parlava d'amore
come ai tempi che nascevano le viole
ed i tuoi capelli 
non avevano un filo d'argento.
Lasciati andare 
lasciati guardare
sei sempre bella
perché il sole si è fermato sul tuo viso...
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Profilo Autore: conca raffaello*   Sostenitore del Club Poetico dal 30-04-2019

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T’amo al pari  del cielo stellato.
E tanto più t’amo quanto più mi sei lontano.
Nei sogni delle mie notti, mi vieni a trovare.
Vieni con me a giocare ,per ridurre la distanza.
Distanza che separa le mie braccia dalle tue.
M’arrampico sull’ intrico di  sogni come fa l’edera .
Ti tengo stretto per paura che il freddo della notte
ti rubi
e mi regali  un  risveglio  più crudo
senza i tuoi occhi.
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Profilo Autore: silvana1  

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