Qui in pecchi deformi 
inciampano le parole,
sono magli che battono
il silenzio del marmo
o filosofie troppo spicciole
che mi ingannano in un
disegno di fuga.
Il giorno si è vestito di sale
e indietro rimangono
le gocce di pensiero
estinte sulla sabbia,
dove poeta ha perso la visione,
il coraggio di osare.
Ma qui ci sono suoni sordi,
amputati, triangolari al senso di vuoto
che si schiude dalle vene.
E si corruga la delusione 
ovattata nei neuroni,
arresa al passo che esonda 
nell’estatico mormorio del tramonto,
del mio essermi pena.
Si perdono tutte le urla
che hanno vissuto questa casa!
Sono di creta e sono scheggia
ove la bugia ha cercato il cuore
in un viavai di preghiere 
che mi abbracciano su questa terra 
ormai sconosciuta.

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Profilo Autore: FRANCESCO LUCA SANTO  

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