Statica movenza è la notte
armata nel processo 
oltre il quale, dei miei troppi pochi anni, 
avesti come avulsi i tuoi malanni, 
le pretese da quell'"in poi"
e poi da quelli e tanti altri dì
di giravolte in canoni eccelsi, 
del tuo e mio, maniacale dio, 
alla pretestuosa redenzione carnosa
al rischio di veementi sostrati 
bissati o cardati oltre i vari 
delle navi, nei porti alle stazioni in colline 
oltre la miseria sublime
indicata dal viatico e per la via 
per dosi di maceria, costrette a piacer loro 
a dirsi eudemonici nulla
d'un tutto francato d'apparati
coll'esserci estinti amati, sdraiati, cercati in libirinti
in quanto infiniti o radianti
più del tuono, noi di speculate vacanze
nelle ciocche da dove ti venta un poco, 
oltre nostalgie di Phoné
e tonalità stanti ma andanti, tra gente 
nelle endodermiche moltitudini
e a spazi di remote adunanze.
Pecco alquanto, peraltro,
e di dimensione povera, 
nel mio starti sovrano
accanto alla luna litania
di stornelli d'epoche nuove
amandoci finchè avremmo fiato
per sempre in stato di moto a luogo 
è la notte.

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Profilo Autore: fgl  

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