Nascosto in una caverna di vetro,
guardo il sole.
Raggi luminosi mi stringono la pelle.
Nell'ombra della luce mi rifugio.
Sento un peso crescente;
il buio si avvicina.
Ecco come stelle dal cielo,
Farfalle a cinque dita mi vengono incontro.

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Profilo Autore: Lava  

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Questa sera, le Insegne illuminate
riflettono in pozzanghere,
che in questa via, abbondano
sull'asfalto nero e consumato.
Tra una goccia ed un'altra
che lente, scendono
sul vetro bagnato, di questa finestra,
intravedo... su un muro esterno
di una casa abbandonata,
dove l'edera è ormai seccata,
scarabocchi e scritti;
di una libertà da conquistare,
di un cuore trafitto di un innamorato,
e disegni sconci, da sorvolare.
La gente passa, incurante
di un tempo grigio e malinconico.
Ombrelli, scuri come nubi si urtano,
mentre riparano corpi coperti dal freddo
e piedi... tanti piedi in scarpe diverse,
piedi bagnati e freddi.
Corrono, camminano,
si fermano dolenti e stanchi
di portare il peso per tutta una vita,
di tutte le vite.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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Forse pulsa il ricordo 
nelle fotografie consunte 
dal viaggio .

Forse sazia di tempo e di vita 
osservo il profumo della primavera 
e raccolgo gli attimi .

Acqua semplice di fonte 
risvegli chiare tinte di nuvole e ricami fiori  di lillà.

Occhi guardano senza voltarsi 
bramosi di luce buona 
tra pensieri,  parole e speranza .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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La sorgente mi trasporta,

chiudo gli occhi, ancora una volta.

Assaporo la freschezza.

Non nuoto con la massa,

ma sudo anche io, tra le gocce d’acqua. 

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Profilo Autore: edoardo91  

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Un eco perviene, niente di
più.
Respiri secchi, grida di angoscia;
un coccio rotto, spaccato
come uova rubate dal nido di paglia.
Il fumo di polvere che aleggia
e un’anima dilaniata lo stringe,
lo brama e disprezza;
la bocca è aperta e secca:
lenta respira.
Solo, a meditarsi
bevendo il dolore,
amaro fiele di memoria:
i cocci di vecchia terracotta:
la mia povera porcellana rotta.
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Profilo Autore: Samuel Longo  

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Ho lasciato le divine immagini che intorpidivano l'acqua 
che sgorgava dalla mia fonte.

Ho lasciato le divine immagini scolpite nelle bronzee porte 
della piazza di Leonardo.

Le ho lasciate vagabonde sulle sponde di quel fiume 
che ispirava vecchi artisti.

Le ho lasciate perché ora non vogliono accettare 
i miei fremiti inconsulti 
di quella gioia tanto attesa 
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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Ci incontreremo alla fonte

dei tuoi occhi, lì

ti asciugherò l’emozione

nel vibrato di una carezza.

La bontà d’animo dei poeti

sta nel sedersi uno affianco

all'altro di qua e di là

dall’ansa, dispensa fierezza

la "bella parola" e annulla

la distanza… si muove irrequieto

il lampadario, sussulta

la polvere sulla bambola di pezza.

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Profilo Autore: MastroPoeta  

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"Stanotte mi tuffo
Nel mare dell'anima.
Adoro le emozioni,
primitive.
Tu abbandonati alla musica,
dove incontri la vita,
e ti racconti favole
mai prima ascoltate.
Vorresti urlare al mondo
E stringerti alla Luna,
che ti accolga,
teneramente! "

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Profilo Autore: mary  

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Impotente
ad un abbraccio
virtuale, nascosto
impotente...
Triste....
Non voglio
fingere di esser forte
non voglio
nascondere le paure
voglio piangere,
quando le lacrime arrivano
non voglio respingerle.
Non voglio preoccuparmi
di esser giudicata.
Voglio saper
piangere e soffrire
voglio ribellarmi
a questa apatia
voglio vivere...
Si voglio vivere...
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Profilo Autore: Silvana Montarello*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 30-04-2013

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Un sorriso 
                  apre l'anima, 
come una finestra
                   al sole. 

Per un po' dimentichi 
                    la solita, 
                    imbronciata 
                    tristezza.
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Profilo Autore: Morgana  

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Era la pioggia

a farla da padrona,

il mare con il suo odore

che riempie gli spazi

ruggiva contro

la piccola balaustra

nera a picco.

Il mio cuore nella scarna chiesa

era colmo e osava

dopo anni di tremori.

Ho acceso una candela

grata che tanta bellezza

neppure il temporale

avrebbe mai osato

umiliare.

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Profilo Autore: pagine perdute  

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Cos'è un attimo?
Un breve sospiro
fra un prima e un poi:
silenzioso...
ma pieno di speranza.
Cos'è un attimo?
Un alito di vento:
un piccolo soffio...
capace di provocare
lunghi brividi.
Cos'è un attimo?
Un breve intervallo fra
un arrivederci e un addio.
Cos'è un attimo?
Due bocche che si sfiorano
a suggello di eterne promesse.
Cos'è un attimo?
Una carezza che scivolando
su un viso triste...
in brevissimo tempo
rilascia tanta tenerezza.
Sembra poco, pare nulla;
eppure...quanta bellezza
c'è in un solo attimo!
Quanti attimi perdiamo
per rincorrere l'inafferrabile.
Quanto tempo impieghiamo,
senza comprendere;
quanto può esser lungo
un brevissimo istante!
Eppure è semplice:
allunghi la mano,
cogli al volo la felicità
e in un solo piccolo momento
in un breve attimo...
ti riempi le mani!
Quante cose non facciamo
quante parole non diciamo;
convinti...
stranamente convinti...
di non avere
tempo a sufficienza:
eppure...basta solo un attimo.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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I disegni correvano muti sui muri delle stazioni,
si dileguavano veloci, assenti di qualsiasi colore 
trasformandosi in una scia informe 
che imprimeva nel mio sguardo 
il solo motivo di quelle folli corse.

Cancelletti di cemento bianco 
ove dall'una e dall'altra parte 
c'era la fuga verso la libertà.

Come era ostile allora parlare di libertà,
era una parola dura 
che si incideva negli animi 
di coloro che ormai erano fossili 
della propria vita,

a stupendo agio nel loro calco di città immobile,
succube della propria storia 
da cui nulla ha saputo trarre 
per rendersi umanamente varia e piacevole.

Statuaria quanto declinante 
pur di rinunciare al dolore 
a cui inevitabilmente portano 
le nostre scelte 
si è resa luminosa quanto abulica.

Tristemente comune,
alla ricerca del sentimento 
che essa aveva soffocato 
fra le sue afose ed umide giornate,
ho dovuto rendere esule 
prima il mio pensiero,
e di seguito il mio corpo.
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Profilo Autore: Giuseppe Trucchia  

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Il cuore mi si faceva caldo,

fremendo sotto metri di lava.

D’ogni mio ramo il respiro

finiva con arido carbone sparso sull’animo;

e lo scoglio, su cui stavo saldo,

pareva sgretolarsi al minimo dei miei singhiozzi.

Mi odiai per essere solo

e mi amai per odiarmi.

Ero al termine della vita, al molo,

dove partiva e spariva l’anima

sola

su una nave d’osceno oblio,

verso la riva agognata,

la fine ambita.

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Profilo Autore: Samuel Longo  

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Salgo

la collina 

dei pensieri scappati.

Perso.

Ho fame

di me.



Non c’eri;

coltivavi

i tuoi campi

di frutti acerbi

e lacrime di fango.

Aspetto.



Il vento

accompagna

le nostre

perplessità.

E altre rondini

sostano sul cavo

sospeso.

Piogge

insultano

lame di luce

taglienti

sulla pelle umida.



È l’ora;

l’aratro lo disse.

Sciabola dorato,

il falcetto

di giugno.

Raccogli

le mie spighe

inquiete,

dopo mietitura.

E tutto sarà

fragranza, 

di pane sfornato.



Eccomi a casa.

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Profilo Autore: Enry  

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