Di notte s’apre ogni profumo
di te, assidua e labile presenza,
di te che fino al giunger della sera
a nascondino giochi col perdente.

Vorrei vederti attorno a un tavolino,
caffè corretto degli ingenui sbagli,
acqua di mare che la si possa bere,
un muto e sordo e cieco cameriere.

Vorrei parlarti in giro per la via
quando ricerco l’esser mio perfetto
con la fatica - sempre in agguato, lei! -
e il puntual rinvio al giorno dopo.

Vorrei ascoltarti in uno dei concerti
mentre esibisci il tuo migliore slow
per poi passare disinvolta a un rock
e, infin, di sinfonia fare un bel pezzo.

Eh, si! Or mi corteggi, or mi respingi
come mi pare facean certe dee
che menti, sì, plasmavano a piacere
ma i cuori, no, non riuscivano a violare.

Se poi m’accorgo del respir che batte,
di notte annuso il tuo più giusto odore
quando il registro al controllo porto
e allora il saldo negativo pago
oppure il positivo non incasso.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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