Lambiva appena il cielo l’aurora
e già l’infrangersi del mare
burrascoso al nuovo giorno si presentava,
dopo aver trascorso la notte
senza trovar tregua.
Sulla battigia il mare s’infrangeva
mentre lei di lì passava
persa in una fuga senza meta,
con la sola zavorra di lacrime,
che da cristalli di brina,
il viso le percorrevano.
Dallo sciabordio delle onde
i piedi si lasciò accarezzare
intanto che si rincorrevano in un gioco
che ai  giorni di fanciulla
a lei trasportava, molto prima
che dell’attraente lago
s’innamorasse, essendo
che con il suo fare mendace la sedusse.
Sol che dopo la sua natura rivelò
e nel fondale di fango la segregò...
Il sale delle lacrime
si unì a quello del mare
e quieto lui divenne,
cingendola in una carezza.
Ella s’immerse per unirsi
come per congiungersi
all’amor verace, che l’accolse
tra le vigorose ed accoglienti braccia…

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Profilo Autore: Vincenzo Patierno  

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