Sentieri fragili 
percorrono i miei passi
nel labirinto 
del sottobosco.
Chiuso ogni facile 
passaggio, 
attraverso ponti 
di cartapesta
e foglie secche.
La polvere 
sulle mie scarpe
di vernice 
si confonde con la nebbia
della sera 
di un pallido autunno.
Dovrò spegnere 
qualche entusiasmo 
e rallentare 
fino alla prossima sosta
rigeneratrice.
La vetta? 
Beh, non ho fretta!
Sto pagando la vita a rate
e non ho interesse 
ad aumentarne gli interessi…
Almeno, da questa panchina
vedo gli alberi
vedo il cielo 
vedo le cime imbiancate
e vedo la via del ritorno.
Dammi la mano…
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Dentro il cielo 

una corona di stelle 

si srotola silenziosa .

E’ tempo di comporre un segno 

è tempo di dare voce ai pianti 

è tempo di pervadere i cuori.

Tutto è perso . 

Poi la bellezza  avvolge gli occhi 

ancora il mare smuove 

la terra vibra

le nuvole scrivono 

la pioggia lava.

Si limpida il giorno e 

una lieve brezza oscilla
alle pareti. 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Il canto semplice del cielo 

 si tiene tra le stelle.

Sono posti generosi 

di  lacrime e preghiere 

desideri  appesi come frutti al ramo 

implosi  
come bolle di sapone .

E poi saranno  bagliori lucenti 

emotivi e fragili 

e  poi saremo leggere ombre 

che la notte fiorisce.

…  e si sta leggeri 

come mucche ai pascoli .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Chi è costei che sorge da Oriente?
Dalle terre desolate dove sorge
Un sole di sciagura, una luna che ha la forma
Della falce della peste
Guarda la terra, guarda! Non c'è niente
Solo scarafaggi ammassati in orge
Anche l'acqua è finita e l'aria è ferma

Il suolo sotto noi fermenta
I vermi marciano cercando i loro pasti
Gravida terra, piena di morti
Il sangue di vergini e di agnelli
Disseta i tuoi fiori, rendendoli magenta
Infetta il raccolto un tempo casto.
Gravida terra, questo è ciò che porti

Senti, sulla riva, gli allarmi
E nei vicoli bui e neri della città
La guerra portò pure i bambini
Sotto le armi
E li marchiò sotto il nome di Allah

Senti, sulla riva gli allarmi
E gli aerei del cielo e i megafoni parlanti
Senti il suono della vita
Allah. Senti

La grande pestilenza
Portò tutte le età sotto i ferri dei chirurghi
In corridoi stretti e scarni
E neri come le loro carni
Infestate dai batteri
E loro ci dissero che già era tardi
I tarli gli avevano già preso il cervello
E per gli altri la lebbra fece il resto

Vedevamo uscire fuori
Come in catene di montaggio
Piccoli corpi di bambini morti
A passeggio con i loro genitori
Mano nella mano

"Un altro, avanti" e fuori, svuotato
Tagliuzzato fino all'osso
Ma senza trovare alcuna speranza
"Un altro, avanti" e fuori, indietro
Come giocattoli rotti
Avanti e indietro, avanti e indietro

Sul vetro crepato della sala
Sangue rappreso
Più sporca di una stalla
Bambini giocavano saltando, ignari
Sopra i corpi dei loro compari
E tiravano le braccia come bambole

E noi, cos'eravamo?
Mai mossi a compassione
Se non per osservare i loro numeri al giornale
Con che ardore vogliamo
Far sentire i nostri passi camminare
Quando c'è chi è senza gambe?

Dimmi, Signore
Agnello che sei sorto tra i macelli
Quale antisettico
Ristorerà le tue ferite
Che si aprono sempre
Quando vedi questo mondo?
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Profilo Autore: Ealain  

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Mi sento  

come in attesa , 

come una foglia intrappolata  sul ramo . 

Dicembre è sostanza . 

C’è la vastità  di  sparpagliare la pace nei cuori 

sollevare la discordia 

poggiare la testa sul cuscino 

accogliere il silenzio delle cose 

come la quercia laggiù,
lei dice notte , dice giorno, dice alba , dice tramonto
con i suoi rami in un unico danzare .

Io vorrei  la stessa identica leggerezza 
e poter dire è notte, è giorno,
è l’alba , è tramonto ,
è Natale. 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Di questo viaggio 

senza battere ciglia 

potrei non fare ritorno . 

La lentezza sulla stuoia 

calza con la lentezza dello sciabordio delle onde 

di cento tonalità diverse 

ho come la sensazione di perdermi nelle sfumature della risacca 

slegandomi da ciò che conosco .

Persa in un cielo azzurro 

 dentro la stanza 

con il chiarore del cielo 

il pavimento è liscio , fresco.


Due cuscini

mi sostano dietro la schiena in silenzio .

È il silenzio 

che spesso amo cercare 

viaggio con la mente per ritrovarlo 

ma poi voglio tornare 

in un piccolo pugno stringo 

sentieri di leggerezza 

nei suoi trifogli  riposa il giallo del sole e tutto il frastuono del creato 

che il cuore pervade ed  io grata

voglio ascoltare  .

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Guarda la luna se sei triste

guarda la luna così lontana, ma vicina nei sogni

guarda la luna oltre le nuvole

oltre il buio

e pensa a un mondo tutto da inventare

a misura d'uomo, a misura dell'umano.

La luna nei sogni è l'arcano che ti

fa volare oltre .

Oltre troverai le parole che vorresti sentirti dire

oltre troverai  l'arte del vivere come consolazione. 

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Profilo Autore: silvana1  

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Attimi prolungati

su frammenti di vuoto

veleggiano lentamente

su ogni cosa visibile

la luce molle della solitudine

si posa sui nostri ricordi

nel teatro del cuore

sospese fra buio e luce

fluttuano indelebilmente

tutte le mute foto

pungenti come spilli

ricordo di esistenze rifratte

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Profilo Autore: Germinal68  

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In fondo mi accontento di poco

basta il mio spazio, rifugio sicuro

per donarmi serenità interiore.

Qualche intrusione non richiesta

cerca di turbare la mia quotidianità

poi tutto si ferma repentinamente

e riassaporo la mia solitaria follia.

In fondo essere folli non sempre nuoce,

la vera pazzia è lasciarsi sedurre dal Nulla.

quel Nulla che vorrebbe ingoiarti per poi

espellerti come escremento indesiderato.

Il vero escremento è fuori dal mio spazio,

alla ricerca di un pertugio su cui spalmarsi

con fetide esalazioni in ansimante delizia.

Se riuscisse in questo suo atto finale,

il compiaciuto Nulla manifesterebbe

un sospiro prolungato e liberatorio

per l'ardua e produttiva impresa.

Meglio stare lontani dal caos e

dallo smog della vita moderna,

un salto nel passato non lontano

rimetterebbe al posto giusto pedine

sfuggite al controllo della razionalità.

Adoro il silenzio come spazio riflessivo

odio il silenzio punitivo o imposto

da soggetti scaltri e manipolatori,

mere manifestazioni di disprezzo

distribuito a basso costo da terzi

con problematiche narcisistiche e

imprevedibili in questo strano tempo

disseminato di dolore e perenne disagio.

Il bonus psicologico sarebbe da prendere

in seria considerazione, tutti in terapia

per debellare i mali dell'anima.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

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Presi a morsi l'inutile.
 
 Banchettai con l'autunno 
 e feci l'inverno d'estate.

 Se addentassi vergini acini d'inchiostro,
 imbratterei solo foglie d'inquieto.

 Allora mi cucio le labbra 
 e digiuna mi sazio.
 
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Profilo Autore: Frida  

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Adesso fa tramonto .

Lo si vede  come il rosa tesse la sua trama
da come tu sei ai vetri e porti una mancanza e 
ad ogni nuvola dai un nome. 

Anche io cerco la mia nuvola 
nient'altro che la mia nuvola. 
 

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Se guardi meglio 
sotto quel sasso 
scoprirai 
che non ci sono tesori 
nè api nè cicale 
ma stanche formiche 

Quello 
non è diamante 
è solo un sasso
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Penso sempre al passato presente
Mentre fora incombe il mattino
E io beato sul mio lettino
Ai ricordi mi ten saldo la mente

Memorie di cibo e di amici
Che ben mi vonno, che assai mi mancan
Di mari smeraldi che mai mi stancan
Di vivi color e viaggi felici

Il bel Paese, che l'Appennin parte
E la bella terra che 'l monte veglia
Landa pervasa di grande sgomento

E pur m'ammalo al pensier de l'arte
Ciò che potea e non è mi sveglia
E mi sovvien sol furia, e tormento
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Profilo Autore: Alessandro Ganci  

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Volatile dubbio si insinua

nel cielo

lacrime d’angelo lavano strade

sporche di detriti di un mondo passato

avanzo di un tempo in cui la malizia

confondeva il senso comune delle cose

l’antico è una tela sfatta di punti incompiuti

e rattoppi alla buona

tessuto logoro che non scalda

nell’inverno presente

la fredda neve verrà assorbita

da nuove trame instancabilmente

intrecciate mai ferme e sempre mutevoli

l’apparenza è perfezione fittizia

inganno che copre la sostanza delle cose

essa si fa vedere agli occhi

solo attraverso uno strappo dell’esistente.

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Ci vuole carattere per barattare la propria integrità

lisciando il pelo a chi da sempre è tuo nemico.

Ci vuole carattere per abbassare il capo a chi denigra

o lusinga scientemente con ignobili intenti.

Ci vuole carattere per mostrarsi diversi da ciò che si è.

Io non ho tutte queste doti e resto ciò che sono,

se non ti vado bene me ne dispiaccio per te

ma, non riuscirei a cambiarmi neppure volendo,

non mi appartiene la finzione innata o programmata.

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Profilo Autore: genoveffa frau*   Sostenitrice del Club Poetico dal 20-07-2021

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