Il gregario nero
è violento come un toro.
Baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.
Ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste.
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso
Subisce la legge del
contrappasso.
Alle spalle il plotone
di esecuzione.
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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