Sei tu, mia cara, che a te m'hai chiamato?
O è stato l'aereo che fatale si è perduto?
Non so, ma il solo annegare
Nel tuo occhio immortale
Mi fa ardere quel cuore ormai canuto
Che quella patria fantasma
Senza alba e senza vespro
Ha già derubato del suo fuoco
E del suo estro

Oh, bella mia Atlantide
Perla che orna il collo d'Europa
Venerea, elevata come monte si cela
Gelata, Nostra Dama nel sogno della morte

Mi scorre il senno sul soffice suo seno
Dove scappa in eterno la scura Senna nera
Terra babelica, si desta, forte
Balena la tua torre
Alla destra del tuo sole
E mille strane strade s' intersecano
Celate tra arti rinate e arenate

E se giovane furia il cuore avrà in sé
A sospirare, assaporare i cordogli di sfollati
E fuoco scolpirà gli occhi assaltati
Dalle fiere vesti delle muse a Le Marais
Di interrarmi chiederò, tra gli urbani ritratti
Per vedere i Campi Elisi
E assaggiare un ultimo caffè
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Ealain  

Questo autore ha pubblicato 41 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.