"...non guardare il colore della pelle, ma chi ci vive dentro."


Ti vidi 

che la musica ti danzava accanto

e rimasi,

di nascosto,

a guardarti 

ch'era bello vederti ballare.

Ti vidi che correvi

e ch'era più  veloce il tuo passo

di chi barava

per non farsi superare.

Ti vidi

che mi sorridevi

ma mi girai dall'altra parte

per non parlarti.

Forse l'autunno perde le foglie,

anche se ama i fiori,

cantavi per te sola,

mentre l'eco ti ascoltava.

Ti vidi sullo scoglio

con il vestito rosa 

che ti copriva i capelli

ma non la bocca.

Avevi una mano chiusa,

forse per portarti via

qualche ricordo,

e l'altra aperta,

per lasciare che la vita

ti perdesse.

Ti vidi sollevare

come un vestito

riempito di paglia

a cui saltano i bottoni.

Ti vidi portare via

come un mobile da quattro soldi,

a cui non si presta attenzione.

Poi non ti vidi più 

e  capii

ch'ero stato io a non capire

quanto io fossi diverso

e quanta tua bellezza

si era persa.

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Profilo Autore: Ardoval  

Questo autore ha pubblicato 6 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Ardoval
# Ardoval 18-02-2021 10:42
A titolo informativo e per una maggiore comprensione del testo:
Questa poesia è nata come il seguito di Dudù.
Morgana*
# Morgana* 19-02-2021 21:15
Bellissima

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