Percorrere un viottolo di cielo,
occhiali scuri a sfidare il sole,
nuvole assenti ma giustificate
nel giorno favorito dalla sorte;

o di notte, su selciato di stelle,
e non fermarsi mai e poi mai
se non per dar riposo agli occhi
quando ogni luce si fa prepotente.

Non dico di arrivare fino a Dio,
scrutarlo tutto per quell'eternità
ancora arrotolata all'incertezza.

Ma, almeno, di scorgerne le tracce,
le stesse che qui non son capace.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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