È forse l’aria degli inverni nuovi,
il giallo addosso al freddo asfalto
o anche il volo di colombe nere
che impedisce di cader nel sogno.

I passi nei portici disegnano
le strane orme d’un cammin veloce
e silenzioso a me riappare il cielo
arcano, non sol per colpa delle nubi.

Di quali suggestioni Victor Hugo
poté servirsi al sorgere del verso?
Romanticismo lungi da venire,
ne fu, in tal quadrato, pioniere?

In questo stesso spazio dove allora
tremavano gli amor come le foglie,
forse Calliope dettò poesia
e poi sparì lasciando fertile la scena.

Nel blu d’ardesia a colorare i tetti,
calcaree pietre e mattoni eterni
ancora insistono a trovar la forza
di dare il là ad un mai morto tempo.

Non muor nella mia anima il coraggio
di impiccare - di là da Place des Vosges -
novelli specchi e ansie a tutte l’ore
almeno fino al tocco del tramonto.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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