Quasi piena,
l’estate romana
inondava di luce la mia cucina.
Perfetti raggi,
dalle fessure della serranda a metà,
s’andavano a sdraiare sul grigio del tavolo.

Per un po’
mi piacque mettere le mani
sotto quella pioggerella di sole.

Mi incuriosiva
la repentina variazione di tono
dei nastrini di luce sulle dita
che muovevo
senza un preciso ordine
e al solo scopo di farne loro preda.

Che stupido!

A quei bagliori di vita
era da porgere il cuore.
Chissà! Forse avrebbe avuto un sussulto.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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Commenti  

Tea
+1 # Tea 09-06-2018 14:01
... mi è piaciuta molto... quel gioco di luce dalle persiane... bella... ciao Aurelio...
Marina Lolli
+1 # Marina Lolli 09-06-2018 22:34
Per me un ritorno all'infanzia ,quando bambina ero affascinata da quei lievi nastri solari nei quali navigava un pulviscolo astrale,
bella ed evocativa questa tua poesia che ha dato nuovo colore ai miei ricordi,
grazie.
Marinella Brandinali
+1 # Marinella Brandinali 10-06-2018 10:54
Bellissima Aurelio ...ho visto tutto un saluto
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 13-06-2018 20:59
Molto emozionante complimenti.

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